di Mimmo Carratelli
L’analisi di Napoli-Young Boys. La soddisfazione di Benitez e il riscatto di sette azzurri reduci dalla figuraccia di Berna. L’esplosione di De Guzman.
RAFAEL 6,5 – Per oltre un’ora s’è guardata la partita. Poche uscite semplici e sicure. Poi, in due momenti di amnesia della difesa, salva due volte su Nicki (63’ e 88’).
MESTO 6 – Molto ordinato al rientro. Terza presenza stagionale. Controlla senza affanno la sua fascia contro Nuzzolo. Un salvataggio di testa in area proprio su Nuzzolo (11’). Un magnifico assist per Zapata (53’) con conclusione alta del colombiano.
HENRIQUE 7 – Qualche errore veniale, ma riscatta la stupida serata di Berna. Non deve patire molto contro Hoarau che ha pochi palloni da giocare. Tempestivo nelle chiusure spesso a destra. Esce dalla linea difensiva per opporsi ai portatori di palla elvetici. Viene fuori alla grande per dare la palla a Mertens in un azione veloce che poi De Guzman conclude con un colpo di testa fuori (23’).
KOULIBALY 6,5 – Non deve impegnarsi molto, l’attacco dello Young Boys è evanescente. Ammansisce Hoarau (1,92) sui corner. Qualche lancio fuori misura. Mura col corpo una sventola di Nuzzolo destinata a sorprendere Rafael (33’). Solita solidità in difesa. Qualche giocata imprecisa.
BRITOS 6 – Si infortuna in un coraggioso tuffo e colpo di testa sui piedi di Nuzzolo per impedirgli il tiro a rete (17’). Resta intontito. Resiste. Poi abbandona il campo al 38’.
GHOULAM 6 – Sostituisce Britos e dà una maggiore spinta alla corsia mancina del Napoli. Un salvataggio in corner su Afum (70’).
GARGANO 6,5 – Il guerriero con la maschera fa il suo lavoro a centrocampo, intercetta, pressa, recupera palla. Non è felice nei passaggi. Molte sbavature. Ma nel cuore del gioco c’è sempre e nei contrasti non perde mai.
INLER 6 – Cerca più volte la conclusione mancando la porta. Anche un tiro, centrale, parato. Ma nel lavoro di regia è modesto. Non fa mai la giocata illuminante. Però c’è nei contrasti e gli avversari difficilmente lo saltano.
INSIGNE 7 – Con la barba da piccolo profeta gioca un’altra partita di livello. Si scambia spesso di lato con Mertens. Rientra a prendere palla e sa come darla. Mette parecchi cross in area. Nelle conclusioni batte a lato un paio di palle-gol (36’ e 58’) e impegna due volte Mvogo in corner (strepitoso il tiro sotto la traversa che il portiere svizzero alza oltre il legno al 43’). Tenta una magia da 40 metri quando vede Mvogo fuori dai pali e cerca la porta con un lungo pallonetto che si spegne fuori (42’). Nel primo tempo è il più vivace degli attaccanti. Esce al 73’.
CALLEJON 6 – Entra per Insigne. Un tiro parato. Non deve far molto.
DE GUZMAN 7,5 – Non più defilato a destra, ma nel cuore del gioco (al posto di Hamsik), è un altro giocatore. Non solo va a segno tre volte firmando la vittoria, ma fa un movimento continuo tra le linee. Prima di sbloccarsi a rete, manca due occasioni (21’ e 23’). L’assiste il vento nella prima segnatura, un avventuroso tiro-cross che finisce nel “sette” lontano. Facile il raddoppio in solitudine sull’assist di Zapata. Reattivo sul terzo gol riprendendo la respinta corta di Rochat: controllo di destro e battuta a rete di sinistro. Con la tripletta eguaglia Higuain nelle segnature in Europa League di quest’anno.
MERTENS 6,5 – Gioca a destra lasciando la corsia sinistra a Insigne, poi i due si scambiano spesso la fascia. Due conclusioni a lato (31’ e 47’). Rientra spesso al centro per prendere palla.
ZAPATA 6,5 – Nel primo tempo non ne prende una. Sbaglia gli stop e i passaggi. In area si fa chiudere sempre, lento nei movimenti. Manda alta una palla-gol (56’). Poi riesce ad impegnare Mvogo (68’). Già si profilava la sostituzione con Higuain quando inventa lo spunto di prepotenza. Conquista palla a centrocampo, attira verso l’area tre difensori evitandoli e poi serve a De Guzman liberissimo la palla del raddoppio. Si gasa e non è più il giocatore abulico del primo tempo. Ma ha già fatto il suo e lascia il campo al Pipita.
HIGUAIN s.v. – Entra per Zapata (79’) sul due a zero perché Benitez vuole altri gol. Tocca pochi palloni e li cede nei contrasti.
BENITEZ 7 – Non ride per educazione (e soddisfazione), ma stavolta il turn-over è una sua vera conquista (la critica è costretta a tacere). Prepara per bene il Napoli-due che lo asseconda sul campo. Al turn-over ha lavorato con pazienza. Non poteva avere risultati subito. Ma all’ennesima prova i risultati lo premiano. La squadra si muove con pazienza e costanza, compatta e aggressiva. E lui la pilota da bordo-campo. I movimenti sono quelli giusti e non ha importanza che lo Young Boys sia poca cosa (fini palleggiatori a centrocampo e stop). Rispondono molto bene Mesto ed Henrique in difesa. Dà ancora fiducia a Zapata per sbloccare il colombiano e riservarsi Higuain contro la Fiorentina domenica. Il centrocampo (Gargano e Inler) non crea granché, ma c’è De Guzman a dirigere e concludere. Sulle fasce, il Napoli va. Della squadra che aveva piegato la Roma, lascia in campo solo Rafael, Koulibaly e Insigne. E sollecita il riscatto a sette reduci della figuraccia di Berna (Rafael, Henrique, Ghoulam, De Guzman, Inler, Mertens, Zapata).










