di Alessio Buccafusca
Era il 2012 e il suo caso infiammò non solo Milano e l’ambiente della danza. Mariafrancesca Garritano venne licenziata per aver detto pubblicamente che alla Scala c’era un problema costante di anoressia tra le ballerine.
Il Teatro la licenziò in tronco: “Non esiste un’emergenza anoressia e chiunque graviti attorno alla nostra realtà lo sa bene. Quando sono uscite le prime dichiarazioni sull’anoressia, siamo rimasti basiti e amareggiati. Ci siamo sentiti strumentalizzati” scrisse due anni fa il Corpo di ballo della Scala. Giuliano Pisapia, il sindaco-avvocato che è ovviamente anche il presidente del consiglio d’amministrazione della Scala, commentò così. “Sottoporrò la questione al consiglio e mi informerò in merito al licenziamento. Io so per certo che sul tema dell’anoressia la Scala è molto attenta”. Adesso la Corte d’Appello di Milano, in base all’articolo 18, ha detto che la Garritano deve essere reintegrata il licenziamento è stato accertato come illegittimo.
Siamo voluti partire da questo episodio per rilanciare un fenomeno sul quale, dal nostro punto di vista, non è più consentito chiudere un occhio. Senza allarmismi, senza scandalismi, senza retoriche. Amiamo la danza, l’amiamo moltissimo. Ma proprio per questo non possiamo e non dobbiamo far finta di niente. “Gareggiare per chi mangia meno, oltre che per essere la migliore sul palco, non è un’eccezione, ma la regola.” Disse Mariafrancesca e questa dichiarazione deflagrò come una bomba in tutto il mondo della danza.
“ Ballerine e modelle sono tra i gruppi particolarmente esposti al rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare, ovvero anoressia nervosa e bulimia nervosa. A causa della loro attività queste categorie ricevono infatti forti pressioni verso la magrezza”.
Nel libro ”Disordini del comportamento alimentare. Anoressia nervosa e bulimia nervosa” a cura di Eugenio Mueller e Francesca Brambilla (Pythagora Press) l’argomento è trattato con dovizia di statistiche e di particolari. Una ricerca condotta nell’arco di 15 anni si rileva che il fenomeno di anoressia nervosa è del 7 per cento con percentuali ancora maggiori nelle scuole di maggiore prestigio e maggiormente competitive.
Giova ricordare che l’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce l’1-2 per cento delle donne di età spesso compresa tra i 12 e i 20 anni. Anche gli uomini a volte ne sono affetti, ma in percentuali molto più basse. Certo, alcune donne a volte presentano comportamenti tendenzialmente anoressici durante una dieta dimagrante tuttavia non bisogna fare confusione: l’anoressia è una malattia che non ha niente a che vedere con la voglia di dimagrire.
Ma torniamo al caso Garritano, che vuol dire il caso anoressia. Ho voluto ascoltare un po’ di protagonisti del mondo della danza per sapere il loro punto di vista, la loro esperienza. Voci di dentro, una volta che il muro del silenzio è stato finalmente abbattuto.
Giuseppe Picone, étoile internazionale. “Il caso Garritano ha fatto discutere tutto il mondo della danza e non solo, si sono accesi i riflettori, approfondimenti in tv e sui giornali. Inutile sottolineare che sono felice che la Corte d’ Appello di Milano abbia stabilito il reintegro. Sinceramente non ho mai capito il senso del licenziamento. Così come non capisco come si possa nascondere l’esistenza del fenomeno-anoressia, un fenomeno che esiste nel nostro settore come in quello della moda. Basta con le ipocrisie. Io ho vissuto sulla mia pelle questa bruttissima esperienza quando facevo parte dell’ America Ballet Theatre di New York. Parlo, quindi, con piena consapevolezza del fenomeno e della sofferenza che comporta. Con estrema onestà, voglio precisare però che mai nessun direttore, coreografo o maestro mi ha mai imposto imporre di dimagrire e dimagrire… fino ad arrivare all’ anoressia. E’ verissimo, invece, che l’alta competitività, le forti tensioni e stress del nostro mestiere finiscono con l’incidere in modo determinante allo sfinimento mentale e fisico di un ballerino”.
Parlare, affrontare il problema in tutta la sua portata. Per il bene di tutti, a cominciare dallo stesso “sistema”. Michele Villanova, coreografo. “Senza entrare nel merito della questione legale, che non mi compete e che ha avuto ora esito positivo in Corte d’Appello, su questa vicenda ho sempre espresso le mie perplessità in merito alle dichiarazioni che molti esponenti della danza italiana, anche famosi, hanno rilasciato in questi ultimi anni. Ho trovato deplorevole che questi personaggi dichiarassero di non essere a conoscenza di simili problemi di salute che nel mondo della danza sono presenti o, ancora peggio le dichiarazioni di totale diniego dei disturbi alimentari nella danza. Ho come avuto la sensazione che corressero tutti ai ripari per mantenere uno “status” nei confronti dei Teatri dai quali potrebbero trarre dei benefici, senza considerare che i teatri chiudono e falliscono proprio per la mancanza di personalità forti, coerenti e consapevoli che lo sviluppo dell’arte stessa passa attraverso la conoscenza, la salute e l’integrità morale delle persone. L’epilogo di questa storia è una cartina di tornasole per quanti hanno preso le distanze da una faccenda che riguarda tutti e per la quale avrebbero fatto più bella figura a prenderla in modo serio e leale.“
Di parere totalmente opposto, invece, la coreografa Stefania Minardo. “ La Garritano aveva bisogno di farsi una bella pubblicità e un nome che con la danza non aveva certo raggiunto. Ed ha usato un tema molto coinvolgente, quello sull’anoressia! Ma posso assicurare che non credo un istante all’emergenza anoressia nella scuola o nel teatro, è una affermazione gravissima! Non si può danzare se si è anoressici, ma si può danzare se si è magri e forti. Ed essere magri non vuol dire essere anoressici. Inoltre ogni causa contro un teatro viene vinta sempre dal lavoratore, ne ho viste tante… e con tanto di risarcimento di arretrati. La Scala avrebbe fatto meglio a non licenziarla, poteva usare un’altra tattica per difendersi…” Questione di punti di vista.
Mai più sussurri e silenzi. Parlare, spiegare, confrontarsi, avvertire, mettere in guardia. Prevenire insomma. Federica Posca, ballerina. “Sono molto felice per questa vittoria ottenuta da Maria Francesca Garritano. Al giorno d’oggi poche persone hanno il coraggio di affrontare una malattia, superarla e parlarne per combatterla donando agli altri preziosi consigli. E purtroppo sono sempre più numerosi i casi di malattie alimentari. Ci vuole coscienza e forza di volontà per uscire da tali malesseri. Servono dialogo, aiuto da parte di tutti. Non devono essere dei tabù. Nè nel mondo della danza, nè fuori. Parliamone, parliamone, parliamone. Viva la verità! E sono felice che alla fine la Garritano abbia riottenuto il suo lavoro perché è una ballerina meravigliosa…”
Pienamente dello stesso avviso anche Sara Gison allieva della scuola di ballo del San Carlo. “Da allieva credo che determinate situazioni vadano sempre denunciate. Il mondo dell’arte spesso non è come sembra, quindi non posso che apprezzare Maria Francesca Garritano che ha avuto il coraggio di mettere in luce spiacevoli verità, tenute molte volte nascoste dall’immagine che esteriormente trasmette questa disciplina. La notizia del reintegro della Garritano al Teatro la Scala è stata per me una vittoria. È vergognoso come al giorno d’oggi ancora non si faccia niente per curare le piaghe di questo mondo etereo. Anoressia, corruzione, invidie e compromessi devono essere un chiaro motivo di denuncia se si ambisce ad un ambiente lavorativo migliore e ad un futuro meritocratico per noi allievi.” Ed ancora ”la battaglia della Garritano- afferma Anna Cataletti, ballerina- non è stata solo una battaglia personale, ma per tutto il mondo della danza. Da donna e ballerina non posso far altro che ringraziarla augurarle tanta fortuna e successo come merita”
Per la giornalista Ilaria Carloni sarebbe l’ora che i grandi teatri promuovessero, una sorta di campagna con l’anoressia “professionale”. “Il San Carlo che è un teatro d importanza mondiale dovrebbe farsi maestro in questa lotta di sensibilizzare l’ambiente danza e le famiglie stesse a star vicino a queste giovani spesso adolescenti e quindi fragili, che cadono in profondi baratri pur di piacere e di primeggiare”.
Una nuova “filosofia” aiuterebbe a crescere. Dice Corona Paone, etoile del Teatro San Carlo. “La danza è una arte che ha in se del magico e dello stupore nel far parlare e vibrare l’anima di un artista, attraverso la proiezione del movimento. Quindi è in possibile far nascere e formare un giovane danzatore con disturbi del comportamento alimentare, quando cioè la sua anima è schiava ed imprigionata in una fragilità e in uno stress della mente e dello spirito.”
Dello stesso avviso, anche se affronta il problema da un’angolazione diversa, Soimita Lupo, prima ballerina Teatro Massimo di Palermo. “ io mi chiedo una cosa: era veramente cosi grave, cosi offensivo per la Scala se una ballerina ha affrontato il problema anoressia? Licenziare un artista era l’unico modo per difendere poi cosa? La reputazione intoccabile di un Teatro? Penso e credo di vivere in un paese libero. Bisogna rispettare e difendere la libertà e sacra…”
Parametri, regole, canoni. Inutile girarci troppo intorno. Luigi Ferrone primo ballerino San Carlo. “Per entrare in una fondazione lirico sinfonica, ente lirico o una scuola riconosciuta come l’accademia nazionale di danza, come nel resto del mondo, si fa una selezione con parametri fisico attitudinali molto alti: e “sicuramente non è previsto un po’ di grasso”.
Molte ragazzine durante l’età dello sviluppo possono subire cambiamenti del fisico dovuti a sbalzi ormonali: in questi casi si deve lasciare tranquille le ragazze e non stressarle con la dieta o dicendo che sono grasse perché si creano altri tipi di danni come appunto l’anoressia o la bulimia. Bisogna farle lavorare sempre di più e soprattutto non farle sentire delle diverse per un seno più gonfio. Anzi bisognerebbe dire loro che è più bello… Pensiamo piuttosto a dare un contributo, con una preparazione che consenta loro dopo anni di duro lavoro e sacrifici un facile inserimento nel mondo professionale della danza e del balletto classico e non sfornare tanti disoccupati come oggi abbiamo…”
“Ci sono direttori, e naturalmente io parlo in base alle mie esperienze – dice Gabriella Limatola prima ballerina Dortmund Ballet- che fanno più caso all’aspetto fisico e altri meno. Ma in genere se si è magri, e dico magri magri, è sempre meglio….. Quindi non mi sorprende che si possa essere licenziati perché non si rientra più in certi stand ard. Sinceramente a me non è mai piaciuta la ballerina anoressica, anzi…. a me piace vedere una donna che balla sul palcoscenico…”
La ballerina Giulia Pauselli ha mosso alla Scala i suoi primi passi di danza. “Di quel periodo non ho quasi nessuna foto. Mi vedevo grassa e brutta, per cui non volevo che me ne facessero. Qualche volta a scuola abbiamo avuto degli incontri con delle nutrizioniste, ma nessuno ci ha mai dato una dieta…La danza è arte, ma soprattutto competizione. E noi ragazze spesso lo eravamo più sul cibo che sulla tecnica, l’obiettivo primario era arrivare a pesare 47 chili. Per fortuna mi accorsi in tempo che le mie erano solo fissazioni”. Certo, la danza è altro…
















VERY VERY INTERESTING INDEED! BUT DANCE IS DANCE E LA ANOREXIA IS SOMETHING ELSE DEARS! IF PEOPLE THINK THAT BEACUSE YOU ARE THINNER YOU ARE BETTER THEY ARE WRONG! I PERSONALLY LOVE A BEAUTIFUL BALLERINA OR A GORGEOUS BALLET DANCER & I THINK I’M NOT THE ONLY ONE THAT AGREES WITH ME! 😉
BESOS ENJOY LIFE MAKE ART IF YOU CAN, LIVE HEALTHY & PLEASE BE POSITIVE IS MY PERSONAL ADVICE TO ALL! 😉 **********