Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Disonorevole

di Gerado Mazziotti

Anch’io mi auguro che il 2015 sia l’anno in cui il nostro paese uscirà dalla drammatica crisi economica, verrà ridotto drasticamente il debito pubblico, cesserà la corruzione, la giustizia verrà amministrata in tempi brevi, la criminalità organizzata sarà debellata, la nostra classe politica riuscirà a eleggere il presidente della Repubblica al primo scrutinio e farà in tempi ragionevoli le riforme annunciate e che sia l’anno in cui il Jobs Act attirerà gli investimenti e aumenteranno la produttività e i posti di lavoro.

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L’anno in cui, per dirla in breve,  il nostro paese diventerà finalmente “normale”, basato cioè sulle “ norme” di onestà, moralità, competenza, giustizia sociale e giudiziaria, tolleranza, sobrietà e parsimonia. Ma mi sia consentito di augurarmi che sia anche l’anno in cui verrà abolito, finalmente, il titolo di “onorevole”. Vi sembrerà una ubbia ma non lo è. E ve lo spiego.

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Camillo Benso conte di Cavour

Quando nel 1861 arrivarono nel Parlamento di Torino i deputati provenienti dall’ex Regno delle Due Sicilie il conte Camillo Benso di Cavour avvertì il disagio degli avvocati, dei notai, dei medici e dei professori siciliani, calabresi, pugliesi e napoletani di essere chiamati coi loro titoli professionali accanto ai loro colleghi marchesi, duchi, baroni, conti e principi. E non potendogli attribuire titoli nobiliari ( avrebbe incontrato la resistenza del Re e degli stessi nobili e sarebbe stato un modo per inflazionarli ) inventò il  titolo  “onorevole”. E lo attribuì a questi deputati borghesi, facendo tutti felici e contenti. Un titolo ridicolo (“ ma mi faccia il piacere” diceva Totò all’onorevole Trombetta) e abusato  (se lo sono attribuito anche i consiglieri regionali e i deputati europei e,addirittura, i consiglieri comunali delle grandi città ). Un titolo anche abusivo perché nel 1939 venne abolito per decisione del Duce (cfr. Volume 3° pagina 323 di “ La storia del Fascismo” di  Enzo Biagi, Sadea editore, Firenze, 1964). E il Parlamento repubblicano del 1946, impegnato nella stesura della Costituzione, non pensò di revocare la legge fascista e di ripristinare il titolo “onorevole” con apposita legge. Se lo sono attribuito per una vecchia consuetudine.

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E, diciamolo pure, per vanità. Come dimostra il caso della signora Marilina Intrieri, andata su tutte le furie quando la Prefettura di Crotone le ha inviato una raccomandata nella sua qualità di Garante per l’Infanzia della regione Calabria intestandola alla “Dottoressa M.Intrieri”. Che non ha esitato a rimandarla indietro significando, indignata e offesa, che avrebbero dovuto intestarla all’“onorevole M. Intrieri” in quanto, parlamentare dell’Ulivo nel brevissimo periodo 2006-2008 ma non rieletta, è convinta che questo titolo le spetta per tutta la vita. E non intende rinunciarci.

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Marilina Intrieri

 

Ma non è la sola a rendersi ridicola. E’ in buona compagnia. Tant’è vero che venne bocciata una proposta di legge per “l’abolizione del titolo di onorevole con pene severissime a carico di chi dovesse continuare ad attribuirselo, dentro e fuori Montecitorio “,  presentata il 10 aprile 2002  dai  deputati Luigi D’Agrò dell’Udc, Lorenzo Diana dei Ds, Giuliano Pisapia di Rc (attualmente sindaco di Milano), Francesco Zama di Fi e Luigi Ramponi e Antonio Serena di An.

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Il vertice Nato 2014

Nel 2013 i deputati pentastellati proposero di sostituirlo col titolo di “cittadini”( come Robespierre, Danton, Marat…). Ma poi anche loro preferirono quello di “onorevole”. Evidentemente ha qualcosa di afrodisiaco. Ripeto per l’ennesima, e spero ultima, volta che questo titolo non ha riscontro in nessun altro paese. In Europa e nel mondo  ci si rivolge ai politici chiamandoli mister Cameron, mister Obama, monsieur Hollande, herr Schultz, senor Rajoi, frau Merkel e così via. Perciò mi auguro che il 2015 sia l’anno in cui questo titolo venga finalmente abolito. E che i giornalisti italiani si rivolgano a Renzi, Berlusconi, D’Alema, Bersani, Cicchitto, Franceschini, Verdini, Capezzone, Vito, Larussa e a tutti gli altri parlamentari chiamandoli ”signori”. Non foss’altro che per diventare finalmente un paese normale. E serio.

 

 

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