Mimmo Carratelli

Mimmo Carratelli

Giornalista e scrittore. È stato inviato speciale e caporedattore al “Roma” di Napoli, a “La Gazzetta dello Sport”, al “Corriere dello Sport-Stadio”, a “Il Mattino”, oltre che vicedirettore del “Guerin Sportivo”.

Manolo, il torero azzurro

di Mimmo Carratelli

L’analisi di Chievo-Napoli, la pagella degli azzurri. Il nuovo acquisto incide sulla vittoria. Partita a tutto campo di Higuain. Grande conferma di Strinic. Deludono Jorginho e De Guzman.  

201

visore_pagelle

RAFAEL 5,5 – Comincia con una coraggiosa uscita su Pellissier. Poi, non è altrettanto sicuro, più spesso incerto. Sul gol non trattiene la palla che carambola su Britos ed è il pareggio del Chievo. Le rimesse in gioco sono sempre fuori misura. Ben parato il tiro finale di Radovanovic.

MAGGIO 6,5 – Ha di fronte l’avversario più insidioso (Hetemaj). Se la cava con la collaborazione di Gabbiadini che retrocede. Ma all’esterno del Chievo lascia troppi cross. Più valido in attacco. Continue corse proponendosi sulla fascia destra. Azzecca un paio di cross incisivi, uno per Gabbiadini a inizio di ripresa e uno per Higuain. Si perde nell’area veronese su un “invito” di Callejon (82’). Correndo molto, sbaglia meno del solito.

ALBIOL 5,5 – In difficoltà nel gioco aereo contro Pellissier che è più basso di quindici centimetri. L’attaccante va spesso in torsione di testa anticipando il difensore azzurro e sfiorando il gol. Anche palla a terra, la rapidità di Pellissier (35 anni) mette a disagio lo spagnolo.

20150201_89597_NC30

BRITOS 5,5 – Se la vede spesso con Paloschi che gli sfugge a inizio di partita mancando la deviazione in gol a due passi dalla linea di porta. Sfortunato nel rimpallo dell’autogol. Anche lui bruciato da Pellissier nei colpi di testa. Una volta il minuscolo attaccante veronese sfiora il gol in tuffo con l’uruguayano spacciato. Risolve di forza alcune pericolose situazioni in area, una volta su Paloschi nell’area piccola. Esce dalla linea difensiva, ma non è mai sicuro negli appoggi. Nel finale scende a sinistra e crossa senza risultato.

STRINIC 7,5 – Quarta gara consecutiva, grandissima conferma. Ha personalità e piedi buoni. Stoppa Birsa sulla sua fascia e si propone continuamente in attacco fino al cross del raddoppio di Gabbiadini. Decisivo una volta di testa su Pellissier nell’area azzurra. Più incisivo dello stesso Mertens sulla corsia sinistra. Conclude una grande gara con un doppio intervento difensivo (88’).

JORGINHO 4,5 – Gioca al posto di Gargano, ma proprio non vuole venir fuori dal suo guscio di mediocrità. Ancora una partita “tiepida”. Perde più di un pallone a centrocampo. Non fa da riferimento nella zona centrale come dovrebbe iniziando la manovra azzurra. I passaggi sono spesso imprecisi. Gioca senza cattiveria agonistica e senza la qualità che gli era riconosciuta. Sostituito al 68’.

 

GARGANO 6 – Entra per Jorginho quando c’è più bisogno di un mediano forte per bloccare il Chievo che non s’arrende. Strappa subito un pallone ad Hetemaj. Corre e pressa. Contrasta Botta che gioca da trequartista dopo avere sostituito Birsa. Si fa valere, come sempre.

DAVID LOPEZ 6,5 – Il suo gioco non è mai appariscente, ma è utile e di sostanza. Contrasta, conquista palla e cerca di impostare l’azione offensiva (32’ gran lancio per Higuain). Si posiziona sempre sulla linea dei passaggi avversari riuscendo a interromperne le trame.

20150201_89597_N5

GABBIADINI 8 – In campo dal primo minuto (Callejon in panchina). Subito protagonista. E’ nell’azione dell’autogol di Cesar, raddoppia con stop, giro e tiro di sinistro a fil di palo. Un acquisto eccellente, come si sapeva. Collabora alla fase difensiva raddoppiando le marcature di Maggio. Rientra e riparte. Ama spesso accentrarsi come nell’azione dell’autorete del Chievo. Da centravanti sigla la vittoria. Esce al 65’ tra gli applausi dei napoletani presenti al Bentegodi. Un altro asso nella manica di Benitez.

CALLEJON 6 – Sostituisce Gabbiadini che ha fatto il suo e anche di più. Entra deciso in partita. Fluttua fra l’esterno di centrocampo e l’attacco sulla stessa fascia. Gamberini gli devia in corner una conclusione di testa (72’). Dialoga con Higuain. Cerca il gol che gli manca da quattro partite.

DE GUZMAN 5 – Preferito ad Hamsik al centro dei tre a supporto di Higuain. Tanti palloni giocati e tanti sprecati. Utile a fare filtro a centrocampo, conquista palla e parte, ma non è mai brillante quando si propone in avanti. Spesso tarda la giocata, specie l’ultimo passaggio. Fallisce ancora due volte il gol (73’ e 89’) come contro il Genoa.

MERTENS 6 – Ritorna dal primo minuto sulla fascia sinistra. Ha il passo più rapido di Schelotto, ma poi la sua doppia finta spesso va a vuoto anche perché viene raddoppiato. Cala alla distanza e viene sostituito.

HAMSIK 6,5 – Entra per Mertens (78’) e per assicurare maggiore qualità alla manovra offensiva. Tarda a carburarsi. Poi offre due palle-gol a Higuain e De Guzman. Non arriva a toccare di testa sull’uscita di Bizzarri e poteva essere gol.

20150201_89597_nc17

HIGUAIN 7 – E’ ormai il condottiero in pianta stabile del Napoli. Il suo contributo alla partita è notevole. Rientra, contrasta, si propone, attacca. Si fa vedere anche in difesa (una volta recupera su Schelotto). Strappa palloni a centrocampo. Mirabile il lancio che crea l’occasione del primo gol. Conclude due volte fuori bersaglio. Si fa chiudere al momento del tiro, che forse ritarda, da Zukanovic (88’). Si allarga spesso per gli inserimenti centrali di Gabbiadini e le avanzate di De Guzman.

BENITEZ 7 – Ormai non si contano più le sue formazioni sempre diverse. A Verona schiera una squadra per vincere, in attacco Gabbiadini, Higuian, Mertens con Gabbiadini dal primo minuto (Callejon in panchina) e Mertens riproposto dall’inizio sulla fascia sinistra. Gabbiadini sarà decisivo. Ricorre a Britos per la squalifica di Koulibaly. Cerca più qualità a centrocampo con Jorginho (Gargano in panchina), ma non la trova. Alla fine è costretto a sostituire l’inespresso play-maker col più tosto mediano (68’) dopo averci pensato a lungo. Considera De Guzman una essenziale pedina tattica e lo preferisce ad Hamsik. L’olandese fa un lavoro di sostanza, ma è poco brillante e sbaglia ancora due gol. Impiega Calleion per Gabbiadini per avere una freccia più “fresca” nel finale. Per avere più qualità in attacco, che De Guzman non gli dà, fa entrare Hamsik per Mertens al 78’. Si gode l’Higuain condottiero da lui più volte sollecitato ad essere la “bandiera” di questo Napoli. Mercoledì partita secca contro l’Inter per i quarti di finale di Coppa Italia. Ci stupirà ancora.

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore