di Gerardo Mazziotti
Opere, rassegne, manifestazioni, iniziative, festival. Tutto il Paese è mobilitato con iniziative operistiche e culturali per l’esposizione universale. Solo a Napoli il nulla.
In un articolo pubblicato sul quotidiano cittadino IlDenaro del 5 giugno 1996 denunciavo la cecità degli esperti dell’Unesco per non aver incluso nel patrimonio d’arte e di cultura dell’umanità alcuni capolavori architettonici di LeCorbusier, di Frank Lloyd Wrghit, di Mies van Der Rohe e dei grandi architetti italiani come Terragni, Libera, Michelucci, Nervi. E proponevo di includervi la Mostra d’Oltremare di Napoli per evitare che il suo progressivo, inarrestabile, inesorabile, vergognoso degrado facesse scomparire dal panorama artistico cittadino e nazionale questo straordinario esempio di architettura moderna.
I componenti la commissione italiana dell’Unesco hanno dimostrato anche loro di essere inadeguati al compito. Hanno candidato la pizza come patrimonio dell’umanità anzi che l’opera lirica. Beni culturali ed Enti lirici ( più d’uno in bolletta e con problemi ) sono stati umiliati dal business miliardario della pizza.
E per tutta risposta la musica dei Puccini, dei Verdi, dei Rossini, dei Leoncavallo, dei Mascagni, dei Bellini “ nutrirà l’anima” dell’Expo. La Scala di Milano, che in occasione della inaugurazione della kermesse ha messo in scena la Turandot di Puccini, resterà aperta per sei mesi, agosto compreso, con 130 spettacoli lirici. Il Regio di Torino ha allestito “ The best of italian opera”. L’Arena di Verona aprirà il 20 giugno con l’Aida nell’allestimento di Franco Zeffirelli e proseguirà con la Butterfly, la Tosca e con concerti e balletti.
Al Macerata Opera Festival il 17 luglio andranno in scena tre modelli italianissimi di aggregazione scoiale in rapporto con il cibo, “ il festino rinascimentale nel Rigoletto verdiano, il brindisi in piazza nella Cavalleria Rusticana e le bevute degli studenti nella Bohème”. A Bergamo hanno organizzato per tutta l’estate il “Donizetti Pride for Expo”. La Fenice di Venezia inaugurerà la sua stagione lirica nel mese di luglio e proseguirà fino a ottobre. Il Festival di Ravenna sparerà nel mese di luglio un botto che ne vale cento: al teatro Alighieri salirà sul podio Riccardo Muti per dirigere il Falstaff.
E Napoli ? Qui è stato realizzato nel 1737 il San Carlo, il primo teatro lirico d’Italia, e qui è stata realizzata nel 1940 l’Arena Flegrea, il più grande teatro all’aperto d’Europa. Ma in questa “ grande, generosa e disgraziata città “, come l’ha definita il napoletano Giorgio Napolitano, non è stato organizzato nulla di simile. Raffaele Cantone ha detto che “Napoli è la città dove si decide il Nulla”. Per smentirli basta che il San Carlo e l’Arena Flegrea si organizzino per partecipare anche loro a “nutrire l’anima” dell’Expo. E anche l’anima dei napoletani.












