Alessio Buccafusca

Alessio Buccafusca

Considerato tra i maggiori fotografi al mondo di danza classica, professore di Fotografia creativa presso l’Università “Upam“ di Napoli e professore di Fotografia di Danza presso l’Università di Belle Arti di Napoli.

Irascibile, scandaloso, misterioso Rudolf

 di Alessio Buccafusca

Sono sicuro che inarcando il sopracciglio con un gesto indifferente, fintamente naturale, mi direbbe: ah, si, vogliono fare un film su di me? Era fatto così Rudolf, un ego smisurato di chi è nato per stare sempre sotto la luce dei riflettori. Lui e poi gli altri. Sempre e comunque.  In palcoscenico e fuori.

nureymmmmmmmmmmE se gli passava la mosca al naso diventava una furia. Ma non a parole. Menava come un dannato e, sicuramente, non era una dote naturale: di certo era stato addestrato alla lotta. Sono passati più di trent’anni e racconto per la prima volta una cosa che non ho mai confidato a nessuno…

Premio Positano 1982 Archivio Vespoli

Massine, Testa, Nureyev Premiazione  1982 foto A Buccafusca

Premio Positano 1982, la sera delle stelle

Era la sera del Premio Positano, grande cena a casa di Franco Zeffirelli. C’erano fra gli altri, Gregory Peck, Rossella Falck, naturalmente Alberto Testa, una sera delle stelle. Ad un tratto vidi leggermente appartati Rudolf e Zeffirelli, parlavano in modo fitto, concitato, agitato. Mi resi subito conto che qualcosa non andava ma mai avrei pensato di vedere quello che successe subito dopo. Fu un attimo un lampo, uno scatto improvviso, un arabesque. Dall’alterco i due passarono d’improvviso alle vie di fatto, al contatto fisico: Zeffirelli subito a terra, Rudolf lo stese in un niente.

Pignotti e Nureyev

Pignotti e Nureyev

Scoppiò una mega rissa tutti contro Nureyev che si muoveva con la solita agilità e destrezza, solo che questa volta i suoi movimenti erano tutt’altro che leggeri e leggiadri, una piccola macchina da guerra. Si vedeva subito che quello non era un semplice ballerino e che era un grande atleta attrezzato al combattimento, al corpo a corpo. Sembrava Bruce Lee, aveva la furia di Bruce Lee. Il tutto durò qualche minuto, ma come se fossero state ore. Solo il suo “angelo custode”,  Luigi Pignotti il manager di sempre riuscì in qualche modo a contenerlo, non di certo a placarlo. Andò via fracassando qualsiasi cosa trovasse sul suo cammino, sembrava indemoniato.

R. Nureyev in Apres

1989 Nureyev in  l Apres midi d ' un faune  con Patrizia Manieri

Nureyev in l Apres midi d ‘ un faune

Non scattai una foto, neanche una. Sarebbe stato il servizio della vita. “Nureyev manda kappaò Zeffirelli” già mi balenavano in testa i titoli dei giornali e dei tabloid. Ma il mio rapporto con Rudolf andava oltre i balletti, i teatri, le foto di scena. Eravamo amici. E non ho mai voluto “tradire” questo rapporto semplice, sincero, disinteressato. Se avessi fatto qualche scatto, certo non avrei “rubato” nulla, non avrei pugnalato nessuno alle spalle. Ma preferì di no.

Era la secondo volta che mi tenevo uno scoop nell’obiettivo. La prima volta era stata a Phuket, la mia isola, Dove Rudolf mi aveva raggiunto per trascorrere una vacanza insieme. Una sera, in uno di quei localini, dove si beve e si balla, e dove sarebbe saggio più ballare che bere, noi facemmo il contrario. Ma io non ballavo, Rudolf e chi lo fermava? Saltò su un tavolo e cominciò il suo spettacolo.

1982 rudolf nureyev ed alessio buccafusca Positano ph Sergio C astellano

Rudolf Nureyev ed Alessio Buccafusca

Un finimondo, qualcuno applaudiva, qualcuno fischiava e, si sa, Nureyev non è mai stato abituato alle contestazioni. Ci vollero tre addetti alla sicurezza più larghi che alti, pensai fossero degli ex lottatori di Sumo finiti in Thailandia per guadagnare qualcosa in più. In breve Presero di peso Rudolf e lo “accomodarono” alla porta senza tanti complimento. Rudolf era brillo e perciò meno agguerrito…

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Ma torniamo alla notizia. Ralf Fiennes ha annunciato che girerà un film su Nureyev,  tutto sarà imperniato sulla fuga del ballerino dalla Russia il 17 giugno del 1961, la fuga verso l’Occidente. Una parentesi oscura, della quale Rudolf non parlava mai, ombre e leggende si sono ripetute. Come quella narrazione che voleva la fuga di Nureyev organizzata dal Komitet Gosudarstvennou Bezopastnost, più conosciuto con l’acronimo Kgb, il servizio di sicurezza nato dopo la rivoluzione d’ottobre che contava di un vero vero e proprio esercito di insospettabili, in ogni settore ed in ogni campo e direttamente collegato e governato dall’ufficio politico del comitato centrale del Pcus. Una leggenda vuole che il grande ballerino russo una volta passato dall’altra parte del mondo, potesse avere aperte le porte e l’amicizia degli uomini, delle famiglie, delle democrazie più importanti del mondo.

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Nureyev con Jackie e Bob Kennedy

E in effetti così fu. Un uomo speciale che potesse entrare nei palazzi e nella cerchia sempre ristretta dei più importanti regnanti come la regina Elisabetta o la famiglia Kennedy giusto per fare l’esempio, di “ambienti” dove era considerato di casa. Anche troppo alla Casa Bianca, ad esempio. Più di un libro racconta che dei suoi intrecci amorosi con mezza famiglia Kennedy.   “Sono il più sexy di tutti” disse a un giornale danese poco prima di morire di Aids nel 1993. “Chiedetelo a Lee Radziwill, a Jackie Kennedy. E se non mi credete, allora credete a Bobby e a John-John Kennedy. Nessuno può resistermi. Chi è venuto a letto con me si è innamorato di me…”

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Rudolf Valentino

Ma seguire la vita amorosa di Rudolf è una impresa (come non ricordare l’amore struggente con Freddy Mercury?). Se volete sapere come la penso io, anche io propendo per la tesi della spia che venne dal freddo. Almeno all’inizio. Poi il personaggio travalicò ogni immaginabile progetto, esplose nel firmamento mondiale la sua stella, e non lo vedo in quelle vesti continuare a raccogliere “informazioni”.  La Russia del resto non lo voleva far tornare in patria neanche in occasione della morte della madre, dovette intervenire Gorbaciov, per consentirgli l’ultimo abbraccio…

Ma tornare al film. Per lui questa sarebbe stata una grande rivincita. Ne sono certo. Nureyev, aveva un cruccio, un forte cruccio. Il flop di Valentino. Ken Russell lo volle protagonista (1977) nei panni di Rodolfo Valentino. Un film a mio avviso straordinario ma era troppo in anticipo sui tempi, sul pubblico che  la critica bigotta e falsa del popolo americano e di conseguenza europeo stroncò inesorabilmente. Si, sono sicuro: questo film sulla sua vita l’avrebbe vissuto come la sua grande rivincita…

 

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