Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Zumba chi può…

 di Carlotta D’Amato

 L’Italia è il Paese che ha più palestre in Europa, circa 7500. Negli ultimi 15 anni l’incremento è stato notevole. Palestre piccole sganciate dalle grandi catene che da noi coprono soltanto il 5 per cento della domanda. E aumenta la richiesta di centri specializzati per bambini, anziani, donne. Dieci anni fa i frequentatori delle palestre erano 4 milioni, oggi superano gli otto milioni. Una volta c’erano  aerobica, body building , oggi imperversano Zumba, strike zone, fit rugby, antigravity. Una serie di discipline sta ridisegnando il settore. Cambiano le strutture, i corsi, gli attrezzi. Quello che non cambia sono i tipi da palestra. Non c’è niente di peggio che prendersi troppo sul serio mentre si suda in modo indecente tra le grinfie di un personal trainer. Il discorso vale per gli uomini, i più assidui frequentatori della sala pesi, così come per le donne, che si dilettano piuttosto in esercizi aerobici o di fitness.

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Zumba

Ottobre, mese dei palestrati. Il profumo della stagione estiva è ormai un ricordo, e le iscrizioni in palestra per contrastare il girovita che si è allargato a furia di aperitivi in riva al mare e magnate di ferragosto fioccano. E’ tutta una corsa ad un corpo perfetto.

Se un tempo la palestra era il luogo dell’acchiappo, oggi è il regno dell’alienazione, dell’autocompiacimento e del selfie selvaggio.

Fitness aerobica

Fitness aerobica

Ma chi affolla le palestra, sempre più care, sempre più belle e piene zeppe di strumenti e innovazioni tecnologiche per rendere il bicipite più scolpito ed il gluteo più alto? Mentre le donne vedono la palestra come un luogo dove rimettersi in forma, magari fare due chiacchiere con le amiche prima che scatti l’ora “x” per correre a casa a cucinare a tutto il parentado, per gli uomini è diverso. Vediamo un po’.

, Fit rugby

Fit rugby

 

Il palestrato. Lampadato, color Carlo Conti, gonfio, da sembrare un tacchino del Thanksgiving, si presenta tatuato in ogni dove, con sopracciglia perfettamente disegnate, canotta, pantalone a mezza gamba e guantini alle mani, stile Madonna; lo trovi a qualsiasi ora, giorni festivi e feriali, sempre preso a girare per la palestra e a dispensare ogni tipo di consiglio su integratori, vitamine e frullati iperproteici. E’ l’idolo della sala pesi tanto che, dopo un po’, lo confondi con il bilanciere. Ti fa venire voglia di prendere la borsa e tornare a casa. Voto 2.

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Il tipo convinto. Lo riconosci subito; arriva con sguardo di trionfo, si piazza davanti ad uno specchio, prende una panca, ci mette attorno manubri di ogni dimensione e peso mentre con sguardo innamorato guarda la sua immagine riflessa nello specchio. Questo moderno Narciso è il mio preferito; soprattutto quando si controlla lo spessore del braccio o si conta le vene dopo essersi immortalato in un autoscatto. In assoluto il peggiore, voto 0.

Ginnastica dolce anziani

Ginnastica dolce anziani

Crisi di mezza età  Ha circa 50 anni e non necessariamente il bisogno di ammazzarsi di esercizi, ma complice la crisi di mezza età arriva in palestra con il completino del figlio, l’Iphone, il bluetooth ormai obsoleto ma fa molto “lavoratore super impegnato”, l’ultimo modello di scarpe da runner, asciugamano intorno al collo, si piazza sul tapis roulant e “Addio mondo”, scende due ore dopo. Così prevedibile.  No comment. Senza voto.

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Il professionista In assoluto il mio preferito. Va in palestra sette giorni su sette, lo incontri tassativamente dopo le 8 di sera quanto ha staccato dallo studio, medico o legale, non c’è differenza. Indossa solo completi coordinati che mettano in risalto il bicipite e la gamba scolpita. E’ preciso, meticoloso, ossessivo e compulsivo, ha una vita programmata, rigida, come fosse una scheda della palestra. E’ freddo come il ghiaccio, con gli occhi fissi sullo schermo della cyclette ma con l’occhio cerca uno specchio in cui di tanto in tanto guardarsi. Pulisce ogni cosa prima di fare esercizi, segue una dieta a base di petto di pollo, bresaola e insalatina, banane per ricaricare il potassio e bibitoni proteici.  Si porta dietro la bottiglia dell’acqua, rigorosamente temperatura ambiente e di due litri per ristabilire i Sali minerali. E’ di quelli che il sabato sera beve al massimo una birra piccola perché la mattina dopo deve andare a correre e non mangia carboidrati dopo le 5. Non pervenuto.

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Antigravity

Il tipo sudato. Lascia tracce del suo passaggio in puro stile Slimer, con una scia che sai in ogni momento dove sta e dov’è stato. Ok, è vero, tutti sudiamo in palestra, ma almeno un asciugamano formato telo mare è d’obbligo, soprattutto quando le temperature si fanno bollenti!

Per par condicio, ecco anche una donna, anzi la donna. Lei, la MilfI da combattimento. Sui 50, la maggior parte delle volte è biondo platino, pantalone attillato, body o maglietta con la pancia scoperta. Un po’ stile Olivia Newton Jones ma con 20 anni e due figli in più. Truccata, con un fondotinta arancione e un mascara nero che non si scioglie nemmeno dopo ore di esercizio. In palestra ci va per il fisico tonico ma anche per la fauna, meglio se sotto i 30 anni. Mi sa che dovrà aspettare parecchio. Inutile.

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Come se l’allenamento non fosse già duro abbastanza, come se la vita non fosse abbastanza amara da averti costretto ad iscriverti in palestra, ci sono loro. Le persone che mai vorresti incontrare tra la panca e il tapis roulant ed invece, sono sempre lì. E li ammirerai, li invidierai, detesterai. E a volte, cercherai di essere uno di loro. E non ci riuscirai. Ma tranquillo, oggi lo sai. Sei meglio tu.

 

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