di Carlotta D’Amato
Sanremo arcobaleno. Il microfono di Noemi è tutto un rincorrersi di fiocchi colorati, anche se la sua canzone parla della borsa di una donna. Ma alludeva all’utero? Meglio Sir Elton Hercules John, che dice tre parole e una “naturalmente” è padre. Elton John e il regista canadese David Furnish hanno avuto un bimbo nato da una madre surrogata in California il giorno di Natale del 2010. Lo sperma per la fecondazione artificiale è stato fornito da entrambi: così non è noto chi dei due sia il padre biologico del bambino. Poi per mischiare ancora di più ne hanno avuto anche un altro. Ma torniamo a Sanremo, in fondo restano solo canzonette. “Telecronaca” del festival armati di telecomando e tanta voglia di zapping…
Rai Uno, Eurovisione, ore 20:45. La 66esima edizione del Festival di Sanremo è iniziata. Prima di dare la linea al palco dell’Ariston, ci propinano la carrellata di tutti i vincitori del Festival dal 1951 al 2015. Si parte da Nilla Pizzi, passando per Claudio Villa, Domenico Modugno, Sergio Endrigo, Massimo Ranieri per poi arrivare agli anni 90…e poi al 2000 con Alexia, Arisa, Emma, Marco Carta e Valerio Scanu e mi rendo conto di cosa sia diventato questo mondo, di come il disfacimento della società moderna passi anche attraverso Arisa che dice che “il casting di quest’anno è il più bello di sempre” e i Dear Jack.
Ho la mano sul telecomando, quando vedo Elio e le Storie Tese e capisco che davvero la speranza è sempre l’ultima a morire. Abbiamo iniziato proprio male. Ma non si aspetta altro che Gabriel Garko per appurare quanto cl di botox si sia iniettato negli zigomi spacciando il gonfiore per un’allergia agli antistaminici. Non per partire prevenuti, ma sono 25 minuti che “questi qua” non fanno altro che parlarci delle loro emozioni…ma è il Festival della Canzone o il lettino di Freud?
E di nuovo la mano corre sul telecomando….quand’ecco che arriva Madalina Ghenea, bella bellissima che racconta di quando da piccola vivevano tutti in una stanza e lei e la mamma guardavano il Festival con l’orecchio sul televisore per non svegliare il padre che dormiva stanco per il lavoro. La Ghenea già suscita tanta invidia con il suo metro e ottanta non può suscitare anche pena.
Ed ecco i primi artisti, Lorenzo Fragola, non pervenuto, Noemi che canta una canzone dal titolo “La borsa di una donna” il cui verso più bello è “nella borsa di una donna c’è la sua vita”. Domani ne scrivo una anche io e la chiamo “E non sai cosa c’è nella sua macchina”.
Torna Carlo Conti, il re del palco e dei solarium di tutta Italia, che annuncia il primo ospite come “l’eccellenza italiana del cinema”. Silenzio in sala, tutti pensano a Gabriel Garko. Ma no. E’ la Ferilli – Virginia Raffaele. Pericolo scampato. E’ poi il turno dei Dear Jack e di un arzillo vecchietto campione di atletica di quasi 100 anni che svela come ha fatto ad arrivare a questa veneranda età: mangiando insalata. I verdummai ringraziano.
Eccolo, ci siamo! Finalmente scende dalle scale, bello come sole, lui, il più atteso del festival, Gabriel Garko che racconta un divertente aneddoto dal quale emerge che nemmeno la madre segua la carriera del figlio ma addirittura gli preferisca il cane. E come non essere d’accordo con lei?
Poi la volta del primo super ospite internazionale, Laura Pausini, l’unica donna sulla quale i soldi non hanno sortito alcun effetto. Nemmeno ad Armani è riuscito il miracolo di migliorarla. In fondo è umana. Però che noia.
Torna Garko che si fa il selfie con Carlo Conti, ma come gli sarà venuta questa idea così originale? Mentre mi interrogo sul quesito, arriva, anzi torna Arisa, vestita in maniera talmente imbarazzante come non era riuscita a fare nemmeno l’anno scorso. Un pullover lungo con una balza trasparente all’altezza delle ginocchia e delle scarpe modello Clarabella. Forse l’anno scorso non ci siamo lamentati abbastanza e non ci siamo fatti sentire. Ma poi, chi le taglia i capelli?
Altri ospiti aspettando Elton John : Aldo, Giovanni e Giacomo con uno sketch nuovissimo che non fa ridere adesso figurarsi 15 anni fa quando fu presentato per la prima volta. Per continuare sul trend del “nuovo che avanza”, ecco Enrico Ruggeri. Cosa ha questo festival di diverso rispetto a quello dell’anno scorso? Solo l’arcobaleno e i valletti, perché tra presentatore e solite nenie tutto appare immutato. E noi paghiamo il canone e lo pagheremo tutti per vedere questo trionfo di parolieri e cantanti di talent, questa scenografia anonima, questo conduttore al quale prima o poi chiederanno il permesso di soggiorno (ed invece il consiglio comunale di Sanremo, quello dove si andava a timbrare il cartellino in mutande lo ha nominato “amico di Sanremo”) Patty Pravo che sembra Donatella Versace. Senza infamia e senza lode.
Carlo Conti che ringrazia le Forze dell’Ordine che ci proteggono dice “mentre noi siamo qui a divertirci!” Noi chi? Parla per te! Ma io resisto, tengo duro e arrivo fino ai Bluvertigo che per me dovrebbero vincere il Festival al buio solo perché c’è Morgan.
Non ho capito nemmeno una parola del testo ma io li voto già da adesso come i vincitori. Arriviamo alla Raffaele che imita la Ferilli. Non fa ridere, fa battute grevi, Canta Osteria numero 20 che per una prima serata in Eurovisione mi sembra appropriata.
Eccolo, Sir Elton che mi ricorda un po’ Gennaro D’Auria e un po’ Arisa piena di cortisone. Ovviamente alla prima domanda del presentatore non perde occasione per dire quanto sia bello essere padre. Mi sa che il tanto atteso monologo sull’adozione delle coppie gay sta per arrivare. Salvini starà fremendo ma le sue aspettative verranno disattese ben presto. Un’altra canzone, un’altra suonata, pubblicità alla sua fondazione che aiuta i bambini malati, nuovo pezzo dal nuovo album che lui definisce pieno di gioia. Si chiama “Saturday Crazy night” e gli ricorda gli anni 70. Siamo sicuri che sia pieno solo di gioia?
Sulle note del suo piano anche Elton si eclissa ma non prima di averlo omaggiato con i fiori di Sanremo. E per me il Festival stasera finisce qua perché a tutto c’è limite, anche al masochismo. E non sono la protagonista di 50 sfumature di grigio.
Domani mattina i giornali riporteranno i dati dello share. Questa settimana ci attendono Sanremo, San Valentino e Carnevale. Ma non sarà accanimento terapeutico?













veramente ironica e divertente,brava