Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Il sangue dimenticato

 di Gerardo Mazziotti

Non posso associarmi al coro di elogi che hanno salutato il discorso di insediamento di stamattina  del presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché, nell’accennare agli “eroi della lotta alla mafia ”, ha citato solo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

chinnici

  29 luglio 1983, a Palermo, nella quale persero la vita Rocco Chinnici e tre carabinieri

Palermo 29 luglio 1983, la “strage Chinnici”

Avrebbe dovuto ricordare che, con modalità più o meno spettacolari, hanno sacrificato la loro vita  per difendere dalla criminalità lo Stato e la comunità nazionale altri magistrati. Li ricordo io. Agostino Pianta (ucciso nel suo ufficio il 17 marzo 1969), Pietro Scaglione (ammazzato assieme all’agente di scorta Antonio Lorusso il 5 maggio 1971; la sua morte violenta è stata ricordata nel film “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi), Francesco Ferlaino ( ucciso il 3 luglio 1975 mentre rincasava a piedi, senza scorta; il palazzo di Giustizia di Catanzaro porta il suo nome), Francesco Coco (assassinato l’8 giugno 1976 assieme ai due agenti della scorta, Giovanni Saponara e Antioco Diana), il giudice Cesare Terranova (ex deputato comunista, massacrato barbaramente a colpi di mitraglietta il 25 settembre 1979 assieme al suo agente di scorta Lenin Mancuso).

Cesare Terranova

Il corpo di Cesare Terranova

E continuando: il 23 gennaio e il 6 agosto 1980 sono stati ammazzati Mario Amato e Gaetano Costa e il 26 gennaio 1983 la stessa sorte è toccata a Giangiacomo Ciaccio Montalto a Bruno Caccia (a questo magistrato è intitolato il Tribunale di Torino) a Rocco Chinnici, il Procuratore di Palermo che ideò il pool antimafia nel quale chiamò Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello, e che istruì il primo maxiprocesso, dilaniato dall’esplosione dell’auto bomba imbottita di tritolo il 29 luglio 1983 e la stessa orrenda fine fecero i due agenti della sua scorta Mario Trapani e Salvatore Bartilotta e il portiere dello stabile di via Pipitone dove abitava il magistrato.

FALCONE: QUEL SABATO 'MALEDETTO' CHE CAMBIO' LA STORIA / SPECIALE

Falcone e Borsellino

La stessa strage spettacolare venne replicata nove anni dopo in via D’Amelio per uccidere Paolo Borsellino e la sua scorta), Alberto Giacomelli (trovato morto dentro la sua auto il 14 settembre 1988), Antonino Gaeta ( ucciso il 25 settembre 1988 assieme al figlio Stefano), il giudice ragazzino Rosario Livatino, (massacrato da killer mafiosi nella sua auto il 21 settembre 1990), Antonio Scopelliti ( freddato dalla ‘ndrangheta il 9 agosto 1991).

magistrato Giangiacomo Ciaccio Montalto venne assassinato dalla mafia nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 1983

L’omicidio di Giangiacomo Ciaccio Montalto

Non vanno dimenticati i magistrati vittime del terrorismo nero e rosso Antonio Occorsio (ucciso da un commando neofascista il 10 luglio 1976), Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione ( uccisi dalle Br il 14 febbraio e il 10 ottobre 1978), Fedele Calvosa ( freddato dal terrorismo nero l’8 novembre 1978), Emilio Alessandrini ( ucciso nel suo ufficio con quattro colpi di pistola il 24 gennaio 1979), Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini e Guido Galli ( uccisi barbaramente dai brigatisti rossi di “Prima Linea” il 16, il 18 e il 19 marzo 1980 secondo un preciso disegno terroristico.).

Il discorso del presidente Mattarella sarebbe durato qualche minuto di più ma ne avrebbe tratto vantaggio la “imparzialità”. Alla quale ha promesso di informare il suo settennato al Quirinale. Ma alla quale è venuto meno proprio all’inizio.

 

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