Al San Carlo uno spettacolo affascinante ed una compagnia d’autore. La Panzavolta lascia ma non c’è il nuovo direttore del corpo di ballo…Servono sicurezza e programmazione
Le Corsaire, tratto dal poema di Lord Byron, era atteso da tanto, ma da tanto tempo, al nostro Massimo . Sono quasi 40 anni che fotografo la danza del San Carlo e finalmente sono riuscito a fotografare a Napoli il mito dei balletti “ Le Corsaire “ con la coreografia di Aleskej Fadeecev , le musiche di Adam , Léo Delibes e Cesare Pugni , scene e costumi di Francesco Zito e light designer di Carlo Netti. Ho visto la seconda recita e vi assicuro che è stato un successo straordinario, teatro esaurito e standing ovation al termine dello spettacolo.
In questo balletto c’è sempre il pericolo latente di cadere nella facile acrobazia, ma tocca all’interprete, con la limpidità dello stile, salvaguardare la purezza dell’opera . La trama è di facile lettura, Medora , figlia del Governatore s’innamora del pirata Conrad , anche il capitano Legrange è innamorato di Medora . Il famoso triangolo d’amore: il finale lo lascio a voi spettatori …
Maria Alexandrova interpreta molto bene Medora unendo stile e tecnica di altissimo livello; i suoi 32 fouettés en tournant con doppi e tripli giri hanno strappato l’applauso a scena aperta. Alexander Volchov, perfetto nel ruolo del pirata Conrad, un pirata gentiluomo , come aveva dichiarato il Coreografo Fadeceev , è stato pari alla sua compagna Alexandrova: la scuola del Bolshoi è sempre una delle migliori del pianeta terra, non c’è niente da fare. Ogni volta ho l’ennesima conferma.
Il nostro amato e prezioso Alessandro Macario, sancarliano doc, primo ballerino, ci offre un interpretazione perfetta nel ruolo del capitano Legrange , il suo modo di danzare è unico , introverso e nello stesso tempo virile, pronto a duellare con spade di acciaio con il rivale d’amore Conrad per la bella Medora . Dopo il clamoroso successo del Don Chisciotte dell’anno scorso, anche in questo balletto la compagnia al gran completo, ( ben circa 50 i personaggi in scena) con l’aggiunta degli allievi della scuola di ballo diretta da Anna Razzi, che ha dato dimostrazione di poter competere anche con le compagnie della Scala o dell’Opera di Roma.
I solisti sono tutti all’altezza delle difficoltà tecniche ed interpretative a cominciare da Raffaele De Martino, nel ruolo di Alì , l’amico fidato di Conrad, le soliste nel difficile pas de trois del secondo atto sono state all’altezza della situazione: Anna Chiara Amirante , Annalina Nuzzo, Claudia d’Antonio, inoltre Sara Sancamillo , Luisa Ieluzzi, Roberta De Intiniis , Alessandra Veronetti , Carlo De Martino, Salvatore Manzo, Stanislao Capizzi , Candida Sorrentino, Ottavia Coccoza. E, come non citare, l’impeccabile Alessandro Staiano?
Per tutti una lode speciale, anche per chi lavora dietro le quinte, le sarte , gli elettricisti, i macchinisti. Le linee della danza, una danza giovane che traspare dai sorrisi e dagli occhi dei ballerini hanno fatto si che questo spettacolo entri di diritto nel repertorio della nostra amata compagnia. Una sola piccola critica la dedico al direttore Aleskkej Beograd che avrebbe dovuto sempre “guardare” i ballerini sul palcoscenico, avere una maggiore visione di assieme, il balletto (con i nostri bravissimi musicisti) poteva avere una valenza ancora maggiore.
Questo balletto è l’ultima produzione curata dalla direttrice Alessandra Panzavolta che ha riportato la compagnia al livello che le compete in soli di tre anni di gestione. Purtroppo all’orizzonte vedo nuvole oscure sul futuro della danza a Napoli. La direzione del teatro già avrebbe dovuto nominare il nuovo direttore del corpo di Ballo ed invece non sa ancora nulla di preciso. Speriamo che non si perda troppo tempo, bisogna dare certezze prima che i nostri giovani e brillanti ballerini scappino all’estero in cerca di gloria. Il rischio che tutto il lavoro fatto sino ad ora si dissolva nel vento e che la compagnia diventi una compagnia di serie B o scompaia del tutto come è già successo per il Teatro Regio di Torino, la fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, il Carlo Felice di Genova, il Petruzzelli di Bari. Per non parlare dell’eutanasia del Massimo di Palermo o della storia rassegna Maggio Danza di Firenze. La danza va difesa.













che pagliacciata! il giornalista è di parte o non ha mai visto un balletto. iniziamo dicendo che la storia è stata completamente stravolta, i biglietti a 90€ sono un’esagerazione e sono stati venduti facendo una pubblicità ingannevole poiché tutti hanno acquistato i biglietti per la coppia Vassiliev/Osipova e si sono ritrovati con due cambi di cast e ballerini per cui al massimo avrei speso 30€!
leggo ora che l’articolo è di buccafusca, persona chiaramente di parte!
a metà spettacolo addirittura e giustamente alcune persone si sono alzate e sono andate via!
il corpo di ballo oltre che a tratti (leggasi gli anziani e malandati stabili!) indecente era assolutamente impreparato!
altro che gloria, altro che lodi, altro che ente lirico!
SICURAMENTE UN BELLISSIMO SPETTACOLO CON UN BALLETTO DI REPERTORIO TRA I PIU’ SIGNIFICATIVI DEL PANORAMA OTTOCENTESCO. CERTO ,LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE NE RICORDA SOLAMENTE IL GRAN PAS DE DEUX ,CARO A TUTTI PER LA MAESTOSA TECNICA.
SICURAMENTE LA SCUOLA RUSSA E’ QUASI SEMPRE ALL’ALTEZZA DI COMBINARE VIRTUOSISMO E STILE.
LA DIRETTRICE DEL CORPO DI BALLO LA SIGNORA ALESSANDRA PANZAVOLTA E’ UNA MIA CARA COLLEGA E HA LAVORATO MOLTO BENE AL TEATRO SAN CARLO IN QUESTI ULTIMI TRE ANNI .HA PORTATO LA COMPAGNIA VERAMENTE AD UNA PROFESSIONALITA’ ARTISTICA AD UN BUON LIVELLO. LA SCUOLA DI BALLO DEL TEATRO PURE,IN PRIMIS ,LA SIGNORA ANNA RAZZI,GRANDE BALLERINA DI GRANDE TECNICA,COLLEGA ALLA SCALA E CON UNA GRANDE ESPERIENZA ARTISTICA .
CERTAMENTE E’ DIFFICILE GESTIRE I CORPI DI BALLO,NON SOLO IN ITALIA,MA DA NOI LE COMPLICAZIONI SONO MAGGIORI E A VOLTE INSORMONTABILI. BEN VENGANO QUESTI GRANDI BALLETTI DI REPERTORIO IN CUI TUTTI I COMPONENTI DEL CORPO DI BALLO POSONO DANZARE. CI SONO TANTISSIMI RUOLI PER TUTTI.!! CERTAMENTE CI VORREBBERO MOLTE PIU’ REPLICHE E UN PUBBLICO A VOLTE PIU’ MATURO SULLA DANZA,MA SIAMO GIA’ MOLTO MIGLIORATI.
Che dire? Ero anche io alla 2a recita insieme all’autore dell’articolo (che stimo ed apprezzo come fotografo e che come sempre ho intravisto nel foyer visto che siamo due ospiti fissi della Danza napoletana) ma mi sembra che abbiamo assistito a due cose completamente diverse.
Ammetto di concordare per molti versi con il commento di gris92, sopratutto sul discorso del cambio di cast che a mio parere (e non bisogna essere dei critici di danza per accorgersene) non è stato assolutamente di pari livello con quello che ha fatto esaurire i biglietti migliori in pochi giorni, e vedendo Anbeta nel Foyer non ho potuto fare a meno di pensare che lei e Macario al posto della Alexandrova e Volchkov non avrebbero abbassato il livello (anzi!) ma certamente i costi dei biglietti sì.
E non sono affatto una ragazzina urlante fan di amici, tutt’altro, ma la Alexandrova l’ho trovata in alcuni momenti imbarazzante, nonostante l’indubbia tecnica forte di scuola russa, ma non bella da vedere e spesso cadeva dalle punte, nemmeno i fouette per me erano belli da vedere, per non parlare di alcuni “scivoloni” che andavano verso il ridicolo.
Almeno adeguare i prezzi era il minimo da parte del San Carlo che non risolverà certamente con la pubblicità ingannevole i suoi problemi, anzi…. il pubblico napoletano è esigente e non tollera di essere preso in giro, questo comportamento potrebbe rivelarsi un boomerang scoraggiando gli abitueè dal prenotare con largo anticipo
A proposito di ovazioni del pubblico: non ho mai sentito applausi più freddi al San Carlo, MAI, sopratutto per la prima ballerina che evidentemente non è piaciuta a nessuno!
E’ vero, molti sono andati via a metà e molti altri si sono alzati subito alla posa finale e sono andati via senza dare l’applauso finale a chi era in scena (siparietto che non condivido assolutamente ma che è espressione della non soddisfazione del pubblico).
Diciamo che concordo con Boccafusca solo sull’impegno del corpo di ballo e il buon lavoro dei solisti (per le loro possibilità), diciamo che un pò per demerito degli ospiti, e un pò per il gran lavoro degli artisti nostrani non c’è stato il solito “gap” qualitativo ma era tutto perfettamente omologato.
Una spanna sopra tutti il nostro Macario che merita certamente una mensione speciale e ruoli adeguati, non come in questo caso una storpiatura della storia per creare personaggi per tutti e non scontentare nessuno!
E proprio sullo stravolgimento della storia: Le Corsaire è stato un balletto di cui per anni abbiamo conosciuto solo il celebre pas de trois, poi è stato fatto un lavoro immane per recuperare ed adattare l’intero balletto e adesso farne una storpiatura con personaggi inesistenti e altri rimaneggiamenti senza senso nonmi sembra la giusta via.
Insomma per me bocciato questo Le Corsaire che poi è l’unico balletto degno di nota annunciato in questo 2014…. e se il buongiorno si vede dal mattino….
Peccato davvero, Il San Carlo meriterebbe molto ma molto di più ma evidentemente la volontà è farlo fallire per chissà quali disegni e per far bene a chi, povera Napoli ex culla della civiltà e dell’arte!
Rileggendomi vorrei precisare che non credo che Maria Alexandrova non sia una brava artista, ma dico che certamente non è assolutamente in forma al momento, probabilmente dopo l’infortunio non è tornata a livelli di prima e purtroppo si vede e molto.
E’ forse una dura legge che molti artisti importanti arrivino al San Carlo quando sono in condizioni non ottimali o ormai in declino…
io ho assistito alla terza recita.. e devo dire che è stato molto deludente. che i due primi ballerini non fossero all’altezza della coppia prevista (osipova/vasiliev) era immaginabile, ma non a questo livello. indubbiamente sono tecnicamente preparati ma li ho trovati poco coinvolgenti, lei molto pesante e per nulla elegante, non mi hanno trasmesso alcun tipo di emozione, anzi, mi hanno trasmesso l’ansia che da un momento all’altro cadessero. il corpo di ballo che nel “Don Quixote” messo in scena l’anno scorso mi ha piacevolmente stupito per la forte preparazione tecnica nonchè interpretativa, mi ha lasciato molto perplessa.. concordo nel dire che non erano affatto preparati. trovo questo articolo poco veritiero e sono dispiaciuta perchè stimo molto Alessio Buccafusca come fotografo e avendo visto ballare i Grandi mi aspetto che sappia distinguere un successo da un grande fiasco. sono stata molto contenta invece dello spazio dato a Carlo De Martino che ha dimostrato di essere davvero all’altezza, e Alessandro Macario che come al solito non delude.
PS una nota di demerito va anche all’organizzazione del teatro san carlo per la scarsa capacità di affrontare il problema dei cast che si è venuto a creare.. spero non succeda ancora perchè questo allontana anche chi, come me, frequenta assiduamente il teatro.
Sul cambio di cast ben sapete che non sono l’interlocutore giusto: avessi questo potere!
Notando umilmente che la mia recensione segue le linee ed il punto di vista della critica Donatella Longobardi de “Il Mattino”, e della critica Elisabetta Testa, del “Roma” e di “Tuttodanza”, noto altrettanto che alcuni commenti appaiono come se celassero interessi privati, ma certamente mi sbaglio.
A questo punto mi permetto di domandare: che ne pensate delle fotografie de “Le Corsaire”?
Personalmente sono solo una signora di 40 anni che ha studiato danza da giovane con grande passione ma senza doti che permettessero altro se non il continuare a seguire il mondo della danza dalla platea, ogni volta che c’è un balletto al San Carlo, al politeama, al bellini, al teatro verdi di Salerno, sulla spiaggia grande di Positano e nelle varie location alternative che sopratutto d’estate vengono proposte. Se ho citato Anbeta e Macario non è perchè sono una persona a loro vicina (non conosco nessuno dei due nè nessuno vicino a loro, non sono una loro fan, sono esterna agli amibienti lavorativi del San Carlo e altrettanto della fotografia) sono solo riflessioni casuali dovuti al fatto di aver incorciato la ragazza nel foyer e non ho potuto fare a meno di avere quel pensiero, ma pcerto potendo scegliere avrei preferito altre ballerine.
Le mie sono solo le impressioni di chi ha pagato 90 euro per un biglietto di platea (anzi 180 visto che eravamo in 2) e si aspettava qualcosa in più e dopo aver visto il balletto tornando indietro avrei acquistato comunque un biglietto, ma un biglietto di 35 euro, cifra alla quale è stata proposta poi la platea negli ultimi giorni, altra pratica che poco mi è piaciuta nei riguardi di chi come me ha pagato in anticipo a novembre e profumatamente i biglietti…. a questo punto mi sa che cambierò strategia di acquisto visto che sembra più conveniente aspettare prima di acquistare!
Se sono intervenuta è solo perchè leggendo il suo articolo ho pensato di aver visto uno spettacolo diverso, nonostante fossimo alla stessa recita, va bene la soggettività e il gusto personale, ma sulla standing ovation e il teatro in delirio per i due ballerini ospiti davvero mi vien da ridere: le uniche persone in piedi erano quelle che si alzavano anzitempo per uscire (vuoi per dissenzo o vuoi per evitare gli ingorghi e la folla, cosa che non è la prima volta che capita purtroppo al san carlo anche in spettacoli più apprezzati) e mai visto un pubblico del san carlo più gelido… e non c’è bisogno di un applausometro per accorgersene. Che poi la stampa e la critica voglia giustamente “dare una mano” al Teatro e ai suoi artisti mi sta bene e anzi sono la prima a pensare che se almeno parte dei miei 180 euro potrà aiutare il teatro son soldi ben spesi nonostante tutto.
Le foto le trovo come sempre molto belle, e valorizzano sempre gli interpreti o momenti e prospettive indovinati. Complimenti per le foto, sull’articolo continuo a non trovarmi in sintonia e me lo permetta senza attribuirmi malafede, anche se non sarò in accordo come i critici che cita, ma non sempre l’impressione dei critici corrisponde a quello della platea.
Cordialmente
Il commento è in attesa di moderazione.
A.B. ” Ho visto la seconda recita e vi assicuro che è stato un successo straordinario, teatro esaurito e standing ovation al termine dello spettacolo.” questo è quello che ho scritto . Se mi consente lei scrive di :
” Teatro in delirio per i due ballerini ospiti davvero mi vien da ridere ” , forse , l ‘ avrà letto su un altro giornale , o sbaglio ?
BRAVI BRAVI BRAVI CONTINUATE COSI! MI RACCOMANDO NON MOLLATE! E COMPLIMENTI BESOS ******