di Carlotta D’Amato
Allora dibattito aperto: il terzo calzino da uomo piace o non piace? Questa sorta di perizoma, potrà davvero prendere piede, anzi pene o resterà un gioco (per alcuni di cattivo gusto), un eccesso di tendenza, una moda da passerella? I dubbi sono tanti ed anche le controindicazioni (che lasciamo alla vostra immaginazione) a dire il vero. Calzini, cazzini e mezze calzette. L’estate ci dirà…
Pensavamo di averle viste tutte; pensavamo che le mode avessero un limite che speravamo coincidesse con il buon gusto, ma così non è. Abbiamo visto capelli bicolore, unghie lunghe un metro laccate, disegnate, glitterate, shorts anche quando non si hanno gambe che lo permettano, calzino e sandalo, risvolto e mocassino, gambe pelose anche per le donne, abbronzatura tonalità Carlo Conti e tacchi vertiginosi anche in spiaggia, ma mai, nemmeno nei nostri peggiori incubi eravamo preparati a questo. E soprattutto che gli artefici del trash fossimo noi italiani.
Sdoganato dal divo dei reality inglesi, Bobby Norris, il nuovo trend del maschio 2015 sulle spiagge di tutto il mondo sarà il gingoo, ovvero il “calzino per il pisello”, con annesso involucro che di adatta a contenere quello che c’è sotto. Il brevetto è italiano prodotto dalla “Zoe fashion” e per i più spendaccioni c’è il modello “gold bullet”, ovvero “proiettile d’oro”, insomma un nome un programma.
Il “cazzino” come lo chiamano da noi è davvero quanto di più brutto si possa vedere al mondo; è qualcosa di indicibile di una bruttezza senza misura; e non mi riferisco alla nudità, non mostrata ma solo accennata, ma all’idea in sé. Insomma, a quel punto, vorrei ma non posso, meglio togliere tutto, farei il nudista e via.
Perché questo coso è proprio una cosa repellente, una moda che spero non prenda mai piede, ( o meglio pene…) o meglio, si traduca in un’ondata di nudisti sulle nostre spiagge che sarebbe sempre meglio che vedere questo coso penzolarci davanti. Ad ogni modo, se si va all’estero, Baleari, Grecia, Canarie il nudismo sulle spiagge è ormai sdoganato; e mentre prima gli amanti della natura e del “tutto all’aria come mamma ci ha fatto”, avevano spiagge e calette dedicate, oggi, parola mia, te li ritrovi in ogni dove. Insomma, sei al mare con i bambini e un ciccione nudo e crudo ti si spalma davanti.
Forse se avesse avuto il fisico di Cristiano Ronaldo ci avrebbe fatto anche piacere, (anche se le recenti foto da Saint Tropez pubblicate da Panorama, non corroborano l’immagine machista del campione del Real Madrid…) ma il problema non è estetico, almeno stavolta. Perché se a quelli che indossano il costume da bagno è impedito di frequentare le spiagge nudiste, pena gli sguardi incattiviti dei bagnanti che ti costringono o a denudarti o alla fuga, oggi, perché chi indossa il costume non può fare altrimenti?
Perché io quello o quella nuda vicino a me, proprio non ce lo voglio, come loro non vorrebbero me, vicino a loro, penso. E quindi? Ghettizziamoci a vicenda; quelli vestiti da una parte e quelli nudi dall’altra.
E non dite che il nudismo sia una filosofia di vita e non una manifestazione di esibizionismo allo stato puro; perché l’estate scorsa, in una zona sperduta ed incontaminata della più bella isola delle Canarie, 10 persone in tutto, oceano, sole e relax, l’unico uomo nudo, tra l’altro di una certa età, non ha fatto altro che percorrere in lungo ed in largo tutta la spiaggia dalle 11 del mattino alle 5 del pomeriggio, con questo coso all’aria (e vi risparmio la descrizione, ma avendo la persona in questione più di 60 anni, immaginate che belvedere) fin quando il mare, grazie a Dio, non è arrivato fin sotto la montagna e il vecchiardo è stato costretto ad andar via.
Cazzino o calzino, bullet o non bullet, rosso o oro o bianco (il nero no, perché sfina e in questo caso è meglio di no), abbiate il coraggio delle vostre azioni; toglietevi i vestiti e buttatevi in una radura, in Amazzonia, da soli, lontani da occhi indiscreti. I nostri.









