Daniela Iorio

Daniela Iorio

Filosofa, giornalista, webmaster e web content manager

I pirati della sinistra

 di Daniela Iorio

Un’assemblea aperta e critica al Circolo Arci di Via Campo Barbarico a Roma, è la prima convention della nuova sinistra-sinistra di “Possibile”. Il suo condottiero ha già smorzato tutti i facili entusiasmi: “Possibile” è una piccola nave pirata in un mare aperto da sperimentare, ma non da saccheggiare.

Deve essere un polo di crescente attrazione, senza promesse politichesi, e un primo arrivederci ad ottobre per vedere bene come si sono comportati tutti.  “Se puede” come in Spagna, perché no? Il momento è giusto, la fase decrescente di Renzi è cominciata, la sinistra comincia a ribellarsi.

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Pippo Civati (foto di Marcello turco)

Civati leader. Ma sarà un leader diverso, senza arroganza e senza autoritarismo. I primi iscritti a Possibile li farà tutti fondatori,  sarà il partito di tutti, responsabilità di tutti. Pippo non ha la stoffa del sofista carismatico, vuole fare politica di sinistra, respirare sinistra. Per tutta l’estate sono previsti i campus fondativi in tutta Italia. Non ci sono annunci, non ci sono proclami, non ci sono adunate. Pazienza e volontà sono le parole d’ordine, sarà un rodaggio lento, il progetto deve crescere e gradualmente.  Civati non intende fare rivoluzioni, ma non intende davvero fare sconti a nessuno. Chiede chiarezza a sinistra, vuole sapere perché il Pd si è ritrovato in Mafia Capitale, una voglia di chiarezza che dovrebbero pretendere tutti anche da Renzi, soprattutto dopo le manganellate del dossier di Barca. “Ci dica come i circoli romani sono diventati corrotti, non si sono corrotti da soli, qualcuno ci ha messo la mano”.

Sì, la malapolitica è soprattutto retroattiva e il deputato filosofo stigmatizza dall’inizio l’adesione ad apparati e il gioco incrociato degli obblighi; e se il buon giorno si vede dal mattino, terrà d’occhio i comitati territoriali di Possibile e i tesseramenti che proprio da oggi avranno inizio.

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Pippo e Peppa

Il capo però è lui, il sobrio Civati: da domani la Peppa Pig di Striscia la Notizia avrà ben altre referenze, flirterà con un vero leader, una scherzosa storia d’amore a Montecitorio e performance degne della coppia VianelloMondaini: “Pippo e Peppa”, due cuori ed un Possibile partito.

Il treno sperimentale di Possibile, a pochi passi dalla stazione Tuscolana, è partito. E ci sono i possibilisti, quelli che lo sono da sempre e attendono compagni per una vera sinistra: il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Frantoianni e la delegazione di partito (con i deputati Adriano Zaccagnini, Michele Piras fino a Celeste Cosentino), Vendola è rimasto a casa ma twitta e dà il suo in bocca al lupo a Pippo e ai suoi affiliati. E poi c’è l’ex democratica, sponda civatiana e portavoce a Mantova, Benedetta Lorenzi che sembra richiamare, come la sirena con il canto, i dissidenti da tutta Italia con il suo impavido esempio.

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Civati e Vendola

C’è Luca Pastorino, quello dello strappo di Genova, compagno fedele dai primi segnali di indipendenza, il democratico Fassina presenzialista per ogni momento di transizione della sinistra, il senatore Francesco Campanella, ex M5S, e il segretario di Rifondazione Comunista Ferrero. E Landini e Coesione Sociale? Sì, come i delusi cinque stelle di Alternativa Libera, ma Pippo vuole andare oltre, vuole guardare più lontano “siamo paralleli, ma non sovrapponibili: il dialogo con le reti sociali, associazioni, crea campo, ma non rappresentanza politica”.

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Civati si è messo in testa di creare proprio un partito politico, di vera sinistra, pezzi, cocci del passato, ma sterilizzati da una nuova “Costituente”.  Un partito, una speranza per una sinistra mortificata, messa in disparte. Quello che un tempo aveva sperato potesse essere il Pd, ma si è sentito ingannato dell’amico Renzi.  “Mettiamo insieme le nostre peculiarità, senza divisioni e bandiere, facciamo un vero progetto” . Le proposte non cammineranno da sole, ma Civati non ha nessuna intenzione di fare voli pindarici. Pragmatismo, concretezza, speranza. Cominciando dal basso. Una macchia rossa nel panorama politico italiano.

 

 

 

 

 

 

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