Daniela Iorio

Daniela Iorio

Filosofa, giornalista, webmaster e web content manager

Il Wikileaks delle corna

di Daniela Iorio

 La sentenza è di pochi giorni fa. La Corte d’appello federale degli Stati Uniti dà mandato alla Federal Trade Commission (Ftc) di perseguire le aziende che non difendono le informazioni di utenti e consumatori. Chi sbaglia perché non vuole tirar fuori soldi per la sicurezza informatica non potrà più avere scuse. Non siamo più ai tempi del Far West informatico. La taglia di 500mila dollari promessa dai proprietari di Ashley Madison per l’identificazione dei responsabili del “furto di dati” nel prossimo futuro non sarà più concepibile.

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Tutti abbiamo sempre da sopportare nella nostra vita un falso moralizzatore. Che anche gli hacker si mettessero le vesti di “moralisti”, e pure ingegnosi, è un fatto che lascia molti dubbi. Tra amanti, escort, incontri a scopo sessuale,  nell’endemica disputa se sono gli uomini i più avvezzi a tradire, o sono solo ammuffite convinzioni e falsi luoghi comuni, o, viceversa, sono le donne le più libertine, perché annoiate da mariti, compagni e fidanzati, ecco che sono piombati i pirati dei computer svelando i segreti delle corna 2.0, quelle che nascono su internet. Bisogna premettere che questi siti di incontro sono delle vere e proprie miniere d’oro, in media hanno più o meno tutti quadruplicato i guadagni negli ultimi cinque anni.

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Sono tanti tantissimi, tra i più frequentati e popolari ci sono “Cougar Club”, “Affairs Club”, “Erotic Affairs”, “Horny Wife”, “Sugar Daddy Direct”, “Married Date Link” e “No Strings Attached”. Esiste pure quello dedicato ai più anziani “Married Senior Dating”. “Meet2cheat” permette agli utenti di specificare le preferenze sessuali, dalle più blande al fetish spinto, e se si desiderano pubi rasati o no. Su “Free Hookups” specifichi se vuoi un partner circonciso o meno.

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“Ashley Madison” (che si chiama così perché riprende due nomi di donna molto comuni in Nordamerica) chiede agli iscritti di segnalare il proprio peso, ma fino a 130 chili: chi pesa oltre, deve esporsi altrove. AM è un sito molto conosciuto anche in Italia: per la campagna promozionale sui tradimenti utilizzò alcuni cartelloni (che ovviamente furono rimossi) con Silvio Berlusconi come testimonial, ovviamente inconsapevole.

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Ma torniamo all’attacco alla privacy. Il sito violato è proprio “Ashley Madison”:  è stato invaso e preso d’assalto dalle tecniche del gruppo di hacker “The Impact Team” che, dopo aver annunciato di essere entrato in possesso dei dati segreti del sito (e per dimostrare che non raccontavano balle avevano diffuso le informazioni personali di circa 2.500 suoi utenti), ha lanciato il suo ultimatum ad Avid Life Media (la società proprietaria di AM).  “Renderemo noti tutti gli account se non chiudete i siti di incontro Ashley Madison e Established Man…”.

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Più che una minaccia. Un vero e proprio ricatto, era in gioco la reputazione di centinaia di migliaia di padri e madri di famiglia dalla viziosa “doppia vita” sessuale.  Inguaribili e occasionali traditori, relazioni sessuali giocate così a colpi di click, chat adultere: qualcosa che doveva continuare ad essere assolutamente nascosto. Ma Avid Life Media non ha ceduto alle richieste e così abbiamo vissuto un secondo scandalo Wikileaks (il sito che ha pubblicato  più di 400mila documenti segreti sulla guerra in Iraq, le “Procedure operative standard del Camp Delta”- una sezione del carcere di Guantanamo-  una serie di “bibbie” segrete di Scientology, solo per ricordare tre dei tanti casi di rilevanza mondiale rivelati).

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I giustizieri di  “The Impact Team” hanno mantenuto le loro “minacce”: ed è così che ci siamo ritrovati con molto fumo e poco arrosto dopo aver rovistato l’archivio delle corna. Molta più leggenda e narrazione che altro.

Ma attenzione però, questo perché la favola del “mordi e fuggi del sesso” aveva assunto grande risonanza. Il sito non era una bufala, solo che non aveva la penetrazione capillare che veniva propagandata, gli “incontri ravvicinati” non è che non ci siano stati e che la pubblicazione degli iscritti sia stata una goliardata. I tre suicidi di coniugi infedeli sputtanati dagli hacker, due in Canada e uno in America, le ripercussioni di omosessuali scoperti (che in alcuni Paesi  paesi fondamentalisti e intolleranti rischiano anche pene di morte)  dimostrano quanto la vicenda sia grave, e ogni giorno escono nuove storie di matrimoni e fidanzamenti rovinati o di confessioni drammatiche.

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L’aurea di leggenda di Ashley Madison si basava molto su una proporzione più che accettabile fra utenti maschi e utenti donne, invece i pirati ci hanno descritto una realtà ben diversa, a proporzioni invertite rispetto la realtà:  31 milioni di uomini e solo 5 e mezzo di donne, già il rapporto è sei a uno.  Soltanto che andando ad indagare un po’ più nello specifico ci si accorge che molti nickname femminili avevano  registrazioni fasulle o “incerte” e che 68 mila account erano stati creati dall’azienda stessa per incominciare a movimentare in modo soddisfacente il sito.

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Ed In Italia? Naturalmente ci sono stati anche dei dati di riflesso sugli iscritti italiani, la città con maggior numero di account è Milano, ma in tutto il nord il sito HM riscuoteva un certo seguito. Ma non crediate solo al Nord anche Roma e Napoli hanno un bel numero di registrazioni. Le corna sono corna, a qualsiasi latitudine.

 

 

 

 

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