Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

E la chiamano estate
questa estate sciolta nel tè

di Carlotta D’Amato

Flash, trash, crash, privè e Diprè. Cocaina, marjuana, bamba, ketamina sciolta nel tè e Sara Tommasi. Aiuto. E la chiamano estate, questa estate sciolta nel tè con video deliranti tipo “Nel mio privè”, più psicotici che psichedelici. “Vieni anche tu nel mio privè, coca e mignotte anche per te”.

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Si dice che non si possa dire che sia davvero arrivata l’estate fin quando non passi una canzone spagnola alla radio. Quest’anno, ahimè, ci è andata addirittura peggio. Si, perché il tormentone in questione non è spagnolo, ma tutto nostrano e firmato dal re della munnezza internettiana, il re del trash e del cattivo gusto, Andrea Diprè e dalla sua ormai ex fidanzata Sara Tommasi. La canzone in questione si chiama “Nel mio privè” e i protagonisti di questo video psichdelico delirante sono ovviamente l’avvocato Andrea Diprè e Sara Tommasi che pare da qualche giorno si sia ritirata a Chioggia con la promessa di riprendere in mano la propria vita e di curare il suo disturbo bipolare ormai acclarato.

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Il video si apre con la citazione di Nietzsche “Dio è morto” a cui in pieno delirio di onnipotenza, Diprè aggiunge, “ma io sono ancora vivo”, e ci chiediamo ancora per quanto visto il contenuto del filmato che è tutto un elogio “catafratto” (questo è il suo slogan) a “ganja e bamba” cioè marjuana e cocaina che Diprè sniffa dal seno della sua compagna che lo segue a ruota.

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“Vieni anche tu nel mio privè, coca e mignotte anche per te” è il ritornello per nulla allusivo della canzone. Sullo sfondo, una Sara Tommasi con lo sguardo perso nel vuoto, che canta, per modo di dire e fa un elogio della cocaina con un rap e in evidente stato confusionale: “Polvere bianca che forza mi dai, quando pippo mi sento Popeye. Ballo sul tavolo nuda per te, striscia la carta e tira con me”. E ancora: “Con questa farina mi sento Flash, mi faccio una botta e vado in crash”. E’ ovvio che a questo punto, ognuno di noi dovrebbe prendere il pc e lanciarlo dalla finestra, ma l’amante del trash e del grottesco che alberga in ognuno di noi, ci spinge ad andare avanti e sullo sfondo di pterodattili e lucertoloni psichedelici passano le immagini di Diprè e della Tommasi che agita le tette e il sedere e si alza la gonna fino a mostrare l’intimo, suscitando nessun brivido ma solo tanta pena per questa ragazza caduta in una spirale di autodistruzione.

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E quando pensavamo di aver raggiunto il fondo dell’abisso, ecco che arriva lui, l’avvocato Diprè anche esperto di arte che tra sniffate, piramidi e moto lanciate a tutta velocità con la sua bella svenuta dietro di lui canta, anzi rappa così: “Sono il numero uno in Italia. Passa la weeda, mi faccio una canna. L’avvocato per poco l’ho fatto, son catafratto senza contratto. Soldi, sesso e tanta maria, non c’è religione, non c’è retta via. Predico e insegno come un santo, intervisto sì, e ora anche canto”. E pensiamo che la weeda sia la cosa migliore che il Diprè si sia fatto mentre finge di svenire con il naso sporco di bianco e cita anche gli Illuminati mentre la Tommasi continua a dimenarsi e a mostrare il sedere.

Il video è da brividi, la canzone pure, lo sguardo della Tommasi è da ricovero per un trattamento sanitario obbligatorio e ci mettiamo quasi scuorno di aver sorriso all’inizio perché poi ci siamo resi conto che questo è francamente troppo. E se i propositi del furbo Diprè erano quelli di far parlare ancora e di tenere banco anche in questa calda estate 2015, diamogliene atto, ci è riuscito in pieno.

Il video delirio è solo l’ultima delle sue uscite mediatiche; prima ci sono state le interviste alle “opere d’arti mobili”, cioè le pornostar, ad artisti di provincia, la più famosa di tutte è quella ad Osvaldo Paniccia, e persone comuni, perché dire normali mi sembra un eufemismo, come Giuseppe Simone, un ragazzo pugliese anche lui disturbato e in cerca di una donna.

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Insomma, la vita di questo sedicente avvocato del foro di Trento è tutta una celebrazione della vida loca tra sesso, droga, ketamina sciolta nel tè e pornodive; il problema vero è che a seguire questo furbacchione (che non manca però di ironia e autoironia) siano ragazzi per lo più giovanissimi che si identificano con questo personaggio e con il suo credo, il “dipreismo” appunto, una nuova religione basata sui soldi facili e sulle sostanze stupefacenti.

Rimpiangiamo l’estate della macarena e dei balli di gruppo, tipo “muovi la culita”; il che, caro Diprè è tutto dire.

 

 

 

 

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