di Angelo Vaccariello
I ministri dell’Eurozona hanno dato tempo fino a mercoledì alla Grecia per varare nuove riforme come condizione per il negoziato sul salvataggio. Dopo la cancellazione del summit con i capi di Stato e di governo dei 28 Paesi dell’Ue, le trattative proseguono. Wolfgan Schauble contro Mario Draghi, guerra di potere.
Cinquanta miliardi di euro tra immobili e beni dello Stato chiesti in garanzia per continuare la trattativa ed evitare il fallimento della Grecia. La proposta, più da cravattari che da statisti europei, sarebbe arrivata (secondo diverse indiscrezioni di stampa) dal ministro per le Finanze tedesco: quel “simpatico” di Wolfgan Schauble. Sia chiaro, su questo sito lo stiamo dicendo da tempo: il Governo Tsipras, con le sue proposte populiste, è del tutto inadeguato per affrontare la terribile crisi ellenica. Allo stesso tempo, però, è l’Esecutivo scelto dai greci ed Europa, Troika, tedeschi, finlandesi e anche i Puffi debbono rassegnarsi: è la regola della democrazia e quindi bisogna trattare con Tsipras.
Invece, l’Eurogruppo di ieri (la riunione dei ministri dell’Economia dei diciotto Paesi membri dell’area Euro) ha provato a fare quello che in Italia è successo ai tempi di Berlusconi. Sostituire un Governo democraticamente eletto con uno tecnico. Come? Rifiutando ogni proposta da parte di Atene con la scusa del: “non ci fidiamo”. Ma come non vi fidate? La proposta lacrime e sangue dell’esecutivo di Atene è stata approvata dal Parlamento. Che altro debbono fare i greci? Secondo una autorevole fonte “I greci si possono pure tagliare una gamba, i tedeschi non accetteranno mai”.
Ecco, il tema è proprio questo. Berlino vuole la Grecia fuori dall’Euro ed era convinta che con il referendum di domenica scorsa ci sarebbe riuscita. Tsipras, invece, ha deciso di fare lo statista e non il populista: salvare il suo popolo con una robusta riorganizzazione della spesa pubblica. Niente da fare. A Schauble non va bene. “Nein”, ha ribadito per l’ennesima volta. Eppure non è ancora finita. A difendere i greci c’è uno potente e insospettabile. Un italiano che siede in uno dei posti più importanti di Europa. No, non parliamo di Renzi il mattacchione ma di Mario Draghi, numero uno della Banca Centrale Europea. Secondo le cronache, il tedesco e l’italiano sono ai ferri corti. Pare che Draghi stesse spiegando un dettaglio tecnico sul debito greco, quando mister simpatia Schauble ha sbottato: “Lo abbiamo capito, non siamo stupidi”. Dicono le cronache che Draghi abbia abbozzato un sorrisetto e abbia continuato la spiegazione. La cosa ha molto infastidito il ministro delle Finanze di Merkel. Scontro aperto. Dijsselbloem ha deciso, vista la situazione, di aggiornare la riunione. Il conflitto tra il falco e Draghi è roba vecchia. Entrambi convinti liberisti, la differenze è la strategia dell’austerity che non ha mai convinto fino in fondo il governatore. Chi la spunterà? Per la Grecia, l’Italia e l’Europa sarebbe meglio Draghi. In fondo siamo ottimisti: nelle partite di calcio che contano i tedeschi hanno sempre perso con l’Italia.









