di Carlotta D’Amato
Turista fai da te? Hi, ahi, ahi…diceva una pubblicità qualche anno fa. Ma ora le cose sono cambiate, obiettivamente tutti hanno il mondo a portata di mano per prenotare voli, alberghi, ristoranti: basta un clic. Certo, bisogna saperci fare per non avere brutte esperienze. Eppoi ci si trasforma tutti in super critici per assegnare stelle ed elogi, ma anche pronti a bocciare alberghi e ristoranti, discoteche e spiagge…
Oggi viaggiare non è mai stato più facile. Tra le compagnie di viaggio low cost, i siti internet che offrono promozioni vantaggiose e pacchetti all inclusive a prezzi più o meno stracciati, la vacanza è sempre più a portata di mano e “fai da te”.
Mentre un tempo, infatti, ci si affidava all’agenzia di viaggi per trovare tutte le combinazioni, volo, treno, nave, pernottamento, oggi invece basta un clic; su siti internet, infatti, come Expedia o Booking, basta inserire località di partenza e di arrivo, date, e numero di viaggiatori e in men che non si dica, hai prenotato anche l’auto e l’assicurazione per tutta la famiglia.
Le recensioni di quelli ci sono stati prima di te, poi, offrono un elenco esaustivo dei pro e dei contro, con consigli su cosa fare e non fare, sulla caratteristiche dei luoghi e della popolazione locale e addirittura sulle condizioni meteorologiche. Insomma, il viaggio avventuroso, zaino in spalla, senza meta ha lasciato il posto a vacanze più organizzate e sempre meno improvvisate.
Ed è proprio quest’ultimo aspetto che ha lanciato nell’etere internettiano un sito che, in questo, sembra fare la differenza: TripAdvisor. La storia di TripAdvisor si intreccia con quella di tanti altri siti simili nati anni fa. Il cofondatore Stephen Kaufer lanciò il sito circa nel 2000 allo scopo di aiutare i viaggiatori nella pianificazione del viaggio, appunto. Un’idea come molte altre nate a cavallo del nuovo millennio ma, a differenza di molte altre, questa si è rilevata vincente. Perché?
La peculiarità di TripAdvisor è stata sempre quella di coinvolgere gli stessi viaggiatori nell’elargire informazione e consigli grazie alla possibilità di poter scrivere la recensione del viaggio sul sito stesso.
Da allora sono passati diversi anni ma il principio di TripAdvisor è rimasto immutato. La crescita esponenziale ha mostrato, però, diverse vulnerabilità. La pecca maggiore è da ricercare nell’alto numero di recensioni false di TripAdvisor ovvero consigli scritti da utenti che non sono mai stati ospiti dell’hotel o del ristorante recensiti oppure recensioni scritte dallo stesso albergatore allo scopo di farsi pubblicità.
Il risvolto della medaglia che in questo caso ha una cassa di risonanza maggiore visto la espansione del sito e il traffico che riceve. Il numero di visite è stimato intorno alle 50 milioni al giorno, si parlano 30 lingue, sono inclusi quasi tutti i paesi del globo.
Scaricando l’app sul proprio smartphone si diventa parte del gioco; si scrivono le recensioni, si votano alberghi, bed and breakfast, ristoranti, bar, ed ogni altro tipo di esercizio commerciale, si scambiano consigli su cosa ordinare e quale tavolo richiedere al momento della prenotazione, si postano foto dei piatti, si conosce la fascia di prezzo.
Insomma non ci sono dubbi, TripAdvisor può fare il bello e il cattivo tempo per ogni struttura ricettiva, grazie all’incredibile visibilità raggiunta a livello globale e all’influenza che le recensioni esercitano sugli utenti in fase di pianificazione di una vacanza o di ricerca di un hotel. Questo significa che se volete ottenere revenue consistenti e una buona occupazione, la reputazione su questo canale ha la massima priorità.
Ottenere questo risultato non facile! E’ necessario applicarsi costantemente, migliorando sotto tutti i punti di vista l’esperienza offerta dall’hotel e accontentando al massimo i propri clienti, in modo da stimolare feedback positivi e innescare il famoso passaparola.
Inoltre, ogni anno, i ristoranti e gli alberghi più votati vengono insigniti di un certificato d’eccellenza, premio da non sottovalutare perché muove intere masse verso u na struttura piuttosto che verso un’altra, decretandone il successo o la chiusura.
Faccio un grande uso di TripAdvisor; lo consulto sempre prima di partire anche solo per un week end fuori porta e non manco mai di recensire a mia volta, stando attenti a non essere troppo severi ed inutilmente pretestuosi.
Già, perché il 97 per cento degli utenti, afferma di non andare oltre la prima pagina con le prime posizioni in bella vista; se si ha la fortuna di avere la propria scheda fra le prime 3 posizioni in questi casi TripAdvisor può portare visite dirette che si tramutano in prenotazioni per centinaia di migliaia di Euro annue, o ancora far lievitare l’occupazione media di un albergo fino al 20 per cento. E’ un vero e proprio trionfo di meritocrazia a cui non siamo abituati; fatene buon uso…












