di Gerardo Mazziotti
C’è chi ipotizza l’esistenza di un sistema di comando che genericamente viene denominato Poteri Forti. Un organismo situato al di fuori e al di sopra della democrazia. Subito vengono in mente alcune celebri organizzazioni mondiali avvolte dall’alone del mistero non per i componenti (tutti potentissimi e appartenenti ad una Super Casta) ma per quello che davvero fanno. Si ripetono i nomi di Buildenberg e della Trilateral Commission. Si riuniscono periodicamente ma non trapela mai nulla. Mistero. In Italia abbiamo conosciuto la P2, loggia massonica che operava nella massima riservatezza con liste di affiliati che nessuno conosceva. Segreti, complotti, interessi sconosciuti: i politici ad ogni fallimento incolpano i fantomatici poteri forti, ma nessuno dice apertamente che cosa siano. Un alibi buono per tutte le stagioni. Nessuno fa nomi e cognomi, nessuno dice quali siano, chi siano. Poteri forti, poteri storti, poteri morti: ha twittato Ferrucio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, disarcionato perché poco renziano. Chissà. Una riflessione di Gerardo Mazziotti.
L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino (ma forse entro venti giorni le ritirerà, ma forse no, e chi è in ansia sfoglia la margherita ) accusa “ i poteri forti” di avergli impedito di cacciare la mafia dalla Capitale e di volerla farla tornare quando lui lascerà la poltrona più alta del Campidoglio. Anche il sindaco di Napoli Luigi deMagistris accusa “i poteri forti” di ostacolare la sua azione di rinnovamento e di moralizzazione dell’amministrazione cittadina.
Ricordo che Berlusconi denunciò nei “poteri forti” i responsabili della traumatica caduta dei suoi governi.
E che di “poteri forti” parlarono Romano Prodi, Massimo D’Alema, Ciriaco DeMita, e altri presidenti del Consiglio della così detta Prime Repubblica per spiegare, o almeno tentare di spiegare, le ragioni del fallimento della loro azione governativa.
Da decenni consulto politologi, internet e financo cartomanti per riuscire a sapere nomi e cognomi di questi “ poteri forti”, talmente forti da impedire lo sviluppo democratico del paese e da condizionare in senso negativo la vita politica italiana. A sentire quelli che ne denunciano l’esistenza. Ma non ci sono ancora riuscito. Talché penso che gli italiani, io tra questi, saranno molto grati a colui che gli svelerà il mistero di questi “poteri forti”. Ammesso che effettivamente esistano.







