di Giuseppe Mazzella
Dirigenti incapaci o corrotti. Il boomerang della legge Bassanini che doveva rendere le Amministrazioni più “efficienti e efficaci”. L’inquietante relazione Magno. L’impotenza dell’assessorato alla Legalità
Le cronache nazionali sono piene delle dimissioni presentate dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, medico chirurgo di fama internazionale, esponente del Pd, costretto a lasciare il Campidoglio per uno “scandaletto” di cene e pranzi personali pagati con la carta del Comune. Ma negli ultimi tempi Roma, la capitale d’Italia, “Caput Mundi” dove c’è il Vaticano ed il Papa cioè il più grande Stato del mondo pur con 4 palazzi ed un “Cupolone”, di scandali di mal costume ha fatto parlare il mondo tanto che si è parlato e scritto di “ Mafia Capitale”.
Marino dopo lo scandalo di “ Mafia Capitale” aveva formato una nuova giunta – poiché come è noto la giunta è organo tecnico del sindaco e non è votata dal Consiglio Comunale come un tempo – ed aveva costituito un “ assessorato alla Legalità” affidato al magistrato Alfonso Sabella che oggi viene indicato come un possibile “Commissario Straordinario” al posto di Marino.
In una intervista a “La Repubblica” Sabella si dichiara disponibile all’incarico di Commissario se gli sarà assegnato dal Governo e dichiara nello stesso tempo di volere “un bene dell’anima” a Ignazio Marino2. Sic transit gloria mundi – direbbero i romani antichi – oppure mors tua vita mea. In fondo nulla è nuovo sotto il sole o il “ Cupolone”. Ma la parte più interessante dell’intervista al magistrato in aspettativa Alfonso Sabella prestato all’incarico di assessore alla Legalità del Comune di Roma è a mio parere un’altra. Ed è quella alla quale si presta scarsa attenzione.
E’ quanto parla della burocrazia o della cosiddetta “ dirigenza” del più grosso municipio d’ Italia che complessivamente ha 62mila dipendenti ( tra municipio e “ partecipate”). “Ho avuto modo di conoscere dirigenti e funzionari molto capaci. Il problema è che sono pochi” dice Sabella. Marco Favale, il giornalista-intervistatore, domanda se esistono dirigenti che “ remano contro”, che “ boicottano gli atti che preparano” e Sabella risponde: “ Non so se lo fanno con dolo o se si tratta di incapacità. Certo c’è un profilo di colpa. Non è un caso che fino a qualche mese fa quando si arrivava al Tar il Comune quasi sempre perdeva. Ora si vince quasi sempre”. Ed allora si debbono rimuovere i dirigenti? Sabella risponde No ma come Commissario potrebbe “affiancarli con dirigenti di altre amministrazioni”.
Questa parte dell’intervista a Sabella non è sfuggita al commento di Corrado Augias nella sua rubrica di lettere sul medesimo giornale mercoledì 14 ottobre sul “ futuro del Campidoglio” ricordando che un assessore di Marino, Esposito, ha denunciato “ che la burocrazia scrive di proposito male le ordinanze in modo che il Tar le annulli più facilmente” e che l’assessore Sabella ha denunciato “ che la dirigenza del Comune di Roma è raramente all’altezza dei compiti che dovrebbe svolgere”. Le dichiarazioni di due assessori-tecnici del più importante Municipio d’Italia rappresentano l’autentico disastro dell’amministrazione degli 8mila Comuni italiani. Se tanto avviene a Roma figuriamoci in un piccolo Comune!
E per non parlare sempre per il Campidoglio poi dei cento nomi di dipendenti e funzionari infedeli che hanno alimentato la corruzione elencati nella relazione secretata del prefetto Marilisa Magno, una bomba pronta ad esplodere. Assegnando ai “ dirigenti” o “ funzionari” la responsabilità degli atti di amministrazione le cosiddette Leggi Bassanini – che volevano rendere la Pubblica Amministrazione “ efficiente ed efficacia” con una “continuità amministrativa” dell’ente locale prescindendo dal colore politico o “ civico” o “ pseudopolitico” del sindaco-podestà con l’enorme potere che gli deriva dall’elezione diretta e della sua maggioranza – si è determinato questo disastro aggravato dalla costituzione delle “società di capitale di diritto privato” dette con l’eufemismo “partecipate” che nessun Governo è riuscito ad eliminare. E si parla e riparla di spending review… Ed emergono, invece, a Roma per le municipalizzate enormi, indecenti, sprechi.










