di Carlotta D’Amato
Facciamo i Conti in tasca al Festival. Sanremo è sempre Sanremo, ma quanto costa? Carlo Conti, 550 mila euro lampade comprese, Elton John, Nicole Kidman, Eros, tre “sveltine” fra i 250 e i 300 mila euro, centomila euro ai tre valletti co-conduttori: spiccioli ed una pizza ed una birra a Madalina ( ben spesi a giudicare dagli abiti che cambia ogni sera…) quasi 45 mila euro a testa a Garko e la Raffaele e siamo arrivati a sfiorare il primo milione e mezzo di ingaggi in due giorni. I conti li fa pure Carlo Conti dà i numeri; 11 milioni di spettatori, 50 per cento di share. Ma io lo conosco il motivo. 11 milioni di italiani si stanno chiedendo solo una cosa: ma che fin ha fatt’ Peppe Vessicchio?
Affrontiamo con spirito cristiano dopo un’abbuffata di unioni civili la serata numero due. Vediamo cosa ci riserva la serata. Esibizioni, Nicole Kidman ed Eros Ramazzotti, insomma le nuove star della musica italiana e del cinema a stelle e strisce. Mi sembra il Revival di Sanremo più che il Festival di Sanremo.
Immergiamoci in altre dieci canzoni, big e nuove proposte. Prima cantante una con le braccia incellofanate, seconda una ragazza di colore di nome Cecile, la cui canzone si chiama N.E.G.R.A. ed il ritornello dice più o meno così “Sono Negra ma quando mi vedi nuda non te ne fotte più”. Lo sgomento ed un brivido mi attraversano la schiena, ma poi, per fortuna non passa e non la rivedremo più.
E tra cantanti più o meno giovani e altri “big” o presunti tali di nuovo la Raffaele in puntadi piedi con la sua personale versione di Carla Fracci. Stasera è meravigliosa, soprattutto quando tocca il sedere a Garko. Poi è la volta di Dolcenera con un vestito che ci ricorda che sabato c’è Napoli-Juve e Clementino che canta la nostalgia degli emigranti. Grandi applausi, ricchi premi ma mi aspettavo qualcosa di più originale. Almeno il cotillon…
Poi in men che non si dica arriva Donatella Versace travestita da Patty Pravo. Speriamo che non si scolli prima della fine della serata. Ma dicono che è proprio Nicoletta Strambelli: comunque bellissima con i suoi 120 anni che sembrano 80. Ma il colpo di scena è che dirige finalmente l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio. E pensare che gia stavo facendo il numero di Chi l’ha visto, evviva!
Il primo super ospite, come già preannunciato è Eros. Solito medley di canzoni, baci alla moglie come se non la vedesse da mesi e mesi, dichiarazioni d’amore. Avrà capito che le sta dedicando una canzone scritta in realtà per la ex o pensa a dove nascondere il cadavere? Niente, questo festival non decolla. Tra la Pausini ieri e Eros sembra una festa dei tempi delle mia scuola media…
Un po’ di pubblicità ed è il turno di Valerio Scanu (ah vi avviso ha annunciato castità per Sanremo e dorme da solo) vestito da etero con una pettinatura da etero quasi non lo si riconosce e della Michielin che stava cucinando il ragù quando improvvisamente l’hanno chiamata sulla scena e si è dimenticata di togliersi il grembiule.
Ma anche se questo fosse una bella kermesse, anche la migliore delle 65 che l’hanno preceduta nulla sarebbe stata in grado di emozionare come Ezio Bosso il compositore, musicista, pianista e bassista famosissimo più all’estero che nel nostro paese. Ezio Bosso non è un uomo come gli altri, non un direttore d’orchestra come se ne sono visti. E’ sublime la delicatezza delle sue note e l’intelligenza del suo pensiero. Inoltre, è malato di Sla ma questo non lo rende diverso. Lo rende unico.
Tutti zitti. Con una platea in visibilio e l’orchestra del Festival commossa e attonita, fanno il suo ingresso Elio e Le Storie con “Vincere l’odio”; fino adesso sono gli unici che non hanno deluso le aspettative, non hanno mai perso lo smalto dalla “Terra dei cachi” alla “canzone mono-nota” . Ottanta anni di storia riassunti in tre minuti di canzone. Sublimi. E c’era pure la foto di Maradona, ed il San Paolo. Non so se mi spiego.
Altro giro, altra corsa, altra super ospite, Nicole Kidman, bellissima fasciata in un vestito nero, elegante e sofisticata, come Arisa ieri sera. E sembra quasi non pesarci il pensiero di dove sono andati a finire i soldi del nostro canone, anzi della nostra bolletta elettrica. Abbiamo fatto mezzanotte, l’ora di Cenerentola e delle streghe. Due considerazioni.
1) Ad ogni inquadratura di Vessicchio partiva una ola in sala. Se fossi nei vertici Rai l’anno prossimo gli darei la conduzione. Non della orchestra , del Festival. Si, lo so che Carlo Conti ha il contratto anche per il 2017, ma non si può più sognare?
2) Ma facciamo davvero o scherziamo? Il presentatore che invita gli ospiti stranieri e non sa manco una parola di inglese. Ai giorni nostri se non sai le lingue non trovi impiego nemmeno alla Pam e lui si ostina a fare queste figuracce mondiali.
Meno male che c’è il dopo festival va. Tra Nicola Savino e la Giallappa’s Band si ha una impennata di qualità. Una boccata d’ossigeno di sano umorismo. Valgono tutto lo strazio che li precede. Alla prossima, e buonanotte suonatori.











