Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Un’idea di week end, Pienza

di Carlotta d’Amato

Finalmente ci siamo! L’estate è arrivata; e con essa il caldo, l’afa, e le lamentele proprie di qualsiasi stagione che si rispetti; troppa pioggia, troppo sole, troppe nuvole, troppa  neve, troppo freddo, troppo tutto!

Allora, stavolta, la mia ultima meta consigliata è al fresco sulle colline tra il Chianti e la Val D’Orcia, un luogo perfetto dove trascorrere un week end di relax con la pancia piena e le tasche non proprio vuote.

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Mettiamoci in macchina e partiamo subito alla volta di Pienza. Per chi non la conoscesse, è una piccola città rinascimentale non lontana da Montepulciano, nel Chianti. Un luogo dove non si va per sfoggiare l’ultimo paio di sandali gioiello fatti su misura né per fare shopping sfrenato, ma sicuramente adatto per ricaricare le energie ed affrontare una settimana di lavoro in città tra temperature infernali e asfalto bollente.

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Pienza è davvero un gioiello architettonico, non a caso, infatti, è patrimonio dell’Unesco da quasi 20 anni ormai; città di Papa Pio II è un esempio perfetto di urbanistica rinascimentale, un riuscitissimo incontro tra cultura classica umanistica e astronimica, avendo la pianta della città, una diretta correlazione con la conoscenza degli astri e dei pianeti. Insomma, arte e scienza, sacro e profano, si fondono perfettamente, e dovunque decidiate di alloggiare (anche se vi consiglio un B&B del centro) non rimarrete affatto delusi.

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Il primo giorno, dopo un giro della città, lasciatevi trasportare dagli odori e dai sapori del posto; vini, formaggi, pane, grissini, e l’immancabile pecorino, o meglio il “Cacio di Pienza”, sono da acquistare assolutamente; il pecorino soprattutto quello stagionato sotto la cenere, accompagnato da marmellate, confetture e miele, è un’esperienza mistica che il vostro palato non dimenticherà facilmente.

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Dall’oste mordace

Per la cena, vi consiglio di spostarvi a Montepulciano (una mezz’ora al massimo in auto), dove “Dall’Oste Mordace”, sono banditi soltanto i vegani e quelli che la carne la mangiano stracotta. Se non rientrate in una di queste due categorie, mangerete una fiorentina davvero superlativa; l’ambiente piuttosto rustico è familiare ed amichevole.

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Il proprietario, poi, prenderà le ordinazioni sedendosi a tavola con voi ed illustrandovi tutti i tagli di carne disponibili, la quantità giusta ed i contorni del giorno. Anche il buon vino rosso del luogo, ovviamente, non manca! E se dopo non dovete rimettervi alla guida, per una sera, si può anche esagerare.

Il giorno dopo, i più sportivi di voi, muniti di bici o incalliti ed instancabili runners, non disdegneranno una corsa tra i boschi (attenti a non perdervi però!); a quelli più viziosi, consiglio invece un bagno nelle acque delle Terme di San Filippo, un luogo unico fatto di piscine calcaree e cascate naturali…fuori dal mondo e dal tempo. Vi sentirete davvero rinati!

La vecchia cantina, Montepulciano

Per il pomeriggio/sera del secondo giorno, a mio avviso, la direzione da prendere è solo una! Montepulciano di nuovo! Ma stavolta bisogna andare per cantine! Come in una sorta di pellegrinaggio enogastronomico, il vostro viaggio in questi luoghi non può prescindere da una visita alle cantine che si aprono lungo la strada (in salita!) che porta fino al centro della cittadina. Entrare ed uscire dalle cantine, assaggiando tutto, e non disdegnando una visita alle tombe etrusche nelle quali sono ricavate, e dove il vino viene messo ad invecchiare. E’ proprio una bella esperienza da fare. Provare per credere. La cena, insomma, qui diventa un lungo aperitivo itinerante con prodotti tipici e dai sapori decisi.

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Palazzo Piccolomini

L’ultimo giorno, dopo aver mangiato e bevuto a volontà, prima di partire, un ultimo giro per Pienza, ci sta tutto. Potete perdervi tra i cunicoli dell’antica Cattedrale e sbucare in superficie fino alla fonte battesimale del Rossellino della piazza principale oppure visitare, alla luce del sole, Palazzo Piccolomini.

Insomma, come la mettiate, collina o terme, trekking o grandi magnate, il Chianti e la Val D’Orcia offrono davvero tantissimo. Una valida alternativa ai soliti luoghi di montagna sdoganati ed ormai presi d’assalto. Astenersi astemi e fanatici della dieta!

 

 

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