Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Da Radical Chic
a Radical Kitsch

Tutti uguali! Giacca di tweed con le toppe di pelle e montgomery e sciarpe persino al mare, per lui; jeans skinny, scarpa bassa, poco trucco, capello come appena alzata dal letto, per lei.

Li vedi camminare per le strade con il “Fatto Quotidiano” sono al braccio con quell’aria che dice “Me ne frego di tutto, odio tutto, mi fa schifo tutto”, mentre mangiano una mela rigorosamente bio sono loro! I Radical Chic. Che splendide creature questi radical chic ! Intellettuali ma non troppo, hanno a cuore i problemi dell’umanità, ma solo quelli più sdoganati come la fame del mondo, il buco dell’ozono, il magna-magna generale e ti parlano con la pretesa di insegnarti quello che loro non sanno e non capiscono poggiandoti una mano sulla spalla con lo sguardo di “Ora te lo spiego io!”.

Hanno le idee a sinistra ma il portafoglio a destra e al collo una Reflex con la quale immortalano ogni cosa, che poi provvedono a postare su Instagram insieme alle foto dei bambini africani o delle foreste cambogiane dove hanno trascorso l’estate in una vacanza da 5000 euro a testa, ma all inclusive. Barba incolta, vestiti un po’ a casaccio che fa tanto “finto sciatto” e loft al centro sono spesso vegani, eco friendly, eco-chic, ecochecihannorottolescatole.

modello di ermanno scervino

Radical chic in passerella per Ermanno Scervino

Eh si, perché i radical chic, quello di pura razza con tanto di pedigree su carta riciclata, non sono altro che la quint’essenza della banalità ma soprattutto sono l’apoteosi dell’ipocrisia. Raggruppano la creme de la creme dei mantenuti, degli arricchiti di ogni sorta e classe, insomma, sono dei parassiti morali. Riescono ad intavolare discussioni su tutto, ma proprio tutto, fosse anche su tua sorella. E su tutto ne sanno anche più del diretto interessato ed hanno un’opinione alternativa che passa attraverso il loro essere così anti conformisti, così liberali, così anticapitalisti, sindacalisti, paladini della diversità, così informati sui fatti del mondo che hanno appreso attraverso il loro schermo da 500 pollici. Vanno al cinema, ma sono a vedere i film di Lars Von Trier, si nutrono di centrifughe allo zenzero ed aperitivi, tutto biologico, tutto senza conservanti, senza colore, senza sapore, insomma ad impatto zero….un po’ come loro, d’altronde. Calzino a righe, all star senza lacci, maglietta del Che, ma ipad mini nella tasca dei pantaloni, per i radical chic,  l’uomo comune è rozzo, è scontato, è volgare, la piazza è volgare, ribellarsi è volgare, esprimere idee diverse dalla loro è da qualunquisti. Ma anche l’uomo comune può essere indottrinato; ed allora si infiammano! Ti tengono incollato sul divano per ore, ore, ore, cercando di farti capire che se hai mal di testa, non è che hai davvero mal di testa,  ma sono le multinazionali farmaceutiche che ti vogliono convincere che hai  mal di testa così da venderti gli analgesici. E si sentono, benpensanti ed anche benefattori … già, peccato che per l’uomo comune siano solo dei beneamati coglioni.

 

 

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