Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Scatafescion

Io, Chiara e l’oscuro orizzonte delle nuove blogger. Ma nascerà mai più un’altra Coco Chanel?

chiara ferragni-rubrica Vanity

Chiara Ferragni

Perché buttare il sangue sui libri, perché affannarsi per finire l’università in tempo, perché cercare un lavoro quando potreste aprire un Fescion (si si, proprio Fescion) Blog e reinventarvi guru della moda?
Eh già. Gli ingredienti sono tre: una strada del quartiere, una posa ammiccante tra Milly D’Abbraccio e Clarabella (ma chi avrà bocca più grande?) ed un parente votato alla causa che vi insegue con una macchina fotografica, il tutto condito con una pagina su un social network (tanto per iniziare): ed è subito Fescion  blogger.
E noi che pensavamo che la strada dello studio, della cultura, della realizzazione professionale fosse quella più gratificante! Forse, lo era; prima che venissimo invasi dall’orda (barbarica) di ragazze che si fotografano in più o meno infamanti outfit da mostrare al mondo.
Peccato che per ogni Fescion blogger che nasca, Coco Chanel venga colta da una crisi di dissenteria nell’aldilà.
La prima è stata Chiara (Ferragni, ndr) i cui meriti sono di essere stata la prima blogger italiana e di avere una capacità manageriale ed imprenditoriale degna di Donal Trump ai tempi d’oro (prima che Ivana lo spennasse come un tacchino alla festa del ringraziamento). Altre, come lei, hanno fatto del loro senso dello stile un vero e proprio lavoro (ma questa volta, in senso letterale). Ma non tutte sono Chiara.
Dopo di lei, cercando (malamente) di emularla, non c’è stata scalinata che sia stata risparmiata, monumento storico ed angolo di strada che non abbiamo fatto da sfondo ad un photo shooting di una Fescion blogger di no’antri.
Leggins camouflage o leopardati in poliuretano purissimo, magliette acriliche, unghie glitterate ed Ugg e l’effetto vacca è assicurato. Basta la cintura della collezione precedente per dare al servizio fotografico un tocco “vintage”. Poi sarà il fotografo del quartiere ad immortalarle mentre camminano disinvolte, il tutto postato e pubblicato sul loro blog in tempo reale. Poi Facebook, Instagram e Pinterest fanno il resto.
Un perfetto mix tra autocelebrazione e banalità, pressappochismo, mancanza di originalità, un continuo copia ed incolla in perenne peggioramento.
Una volta c’erano le ragazze di Non è la Rai, poi i tronisti, ed oggi loro. Ma non fategliene una colpa; sono figlie dei tempi che corrono, della generazione che vuole raggiungere il successo senza saper fare nulla. Il mondo va così, lo sappiamo. Io dal canto mio le ringrazio; è stato come sparare sulla Croce Rossa. Glitterata, stavolta.

chanel

Coco Chanel

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9 pensieri su “Scatafescion

  1. Enri

    Ciao Camilla! Mi ha segnalato un’amica comune di leggere il tuo post che non condivido affatto. Difendo Chiara? Anche…mi sembra che lei stia comunque frequentando la Bocconi, non mi sembra analfabeta, né tanto meno stupida, si è saputa vendere e non vedo perché fare una colpa a un esempio di successo raggiunto. Posso essere d’accordo con te sul fatto che le “feshion” blogger, come tu le chiami, spuntano come i funghi, che molte di esse non danno informazione, non hanno spessore, ma ce ne sono altre che, invece, si impegnano, lavorano sodo e discriminare tutta la categoria non mi sembra corretto. Per quanto riguarda Coco, credo che nell’Aldilà se la stia finalmente spassando col suo Boy Capel e che delle blogger non gliene freghi un granché! Le cose cambiano, il modo d’informare cambia…critichi le blogger perché usano i social per farsi pubblicità…che vergogna!!!! Peccato che anche qui, dove scrivi tu, trovo le caselline per condividere…ma sono sicura che a te questo non serve…

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    1. Carlotta D'Amato

      Cara ENRI,

      non credi che prima di commentare il mio articolo avresti dovuto leggerlo?
      Evidentemente non l’hai fatto ed ora ti spiego perché:
      1) non mi chiamo CAMILLA, cara ENRI, perché a differenza tua, il tuo nome l’ho letto;
      2) la esalto la Ferragni, perché la trovo bravissima nel suo mestiere, sono le altre che tentano di emularla senza avere le sue gradi doti (fisiche, caratteriali e manageriali) che io ironicamente prendo in giro, e non ne faccio una questione di cultura, perché la cultura non passa attraverso i fashion blog;
      3) faccio ben altro lavoro, e ringraziando IDDIO, riesco ad avere tanti hobbies, uno di questo è scrivere….non ci vivo di scrittura, non ci mangio e sinceramente non intendo farmi pubblicità;
      4) c’è una cosa a questo mondo chiamata IRONIA, sai di cosa parlo?
      5) io sono abituata a leggere, leggere, leggere e pensare, pensare, pensare e ripensare prima di criticare e commentare, perché oltre all’ironia c’è una cosa chiamata UMILTA’.
      E al punto 5 mi fermo, al punto 5, come CHANEL N.5 quella della nostra amata COCO!

      Ora ti saluto, vado a distribuire volantini per pubblicizzare i miei articoli e a firmare autografi, sperando che i flash non mi brucino gli OCCHI ed i neuroni.

      Ciao….ENRI!

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      1. Enri

        Mi dispiaccio solo di una cosa…di aver sbagliato il tuo nome…e ti chiedo scusa! Ho letto con attenzione il tuo articolo, strano che una persona che apprezzi la Chiaretta scelga una foto del genere, non so, devo aver frainteso la tua ironia, a me sembra pungente, ma è il mio modesto parere! Bello il tuo volantino pubblicitario, peccato che sia rimasto incastrato tra le spazzole tergi e il parabrezza dell’auto…ma non prendertela dai…anche la mia è ironia ;-)!

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        1. fabio

          Dio è morto, Marx pure…..ma il senso dell’ironia è già morto, sepolto e siamo al punto che nessun parentre gli porta i fiori sulla tomba a quanto vedo. Non cogliere ironia in questo articolo è francamente impossibile. Che sia ironia, a mio modesto parere (ma non sono un fescion blogger) è più che evidente. Trovo però alquanto strano, in un paese che va a prostitute (come sono raffinato), sbracciarsi in commenti difensivi di un manipolo di ragazzine che senza arte nè parte si riciclano guru della moda. Ovvio enri, non sono loro il problema di questo Paese. O almeno non il loro fescionbloggerismo in maniera diretta. Solo mette taaaaaaanta tristezza vedere che nella fascia 15/25 anni, pagine su (presunta) moda spuntino come funghi nel sottobosco mezz’ora dopo un temporale, mentre pagine di Cultura siano rare come i capelli in testa ad antonio conte prima che indossasse il parrucchino. Spero non obietterai a questo con il solito: “chi decide cosa è cultura e cosa no?” rifilandomi la teoria secondo la quale anche la moda è cultura. Perchè altrimenti, di rimando, sarebbe da chiedersi chi ma soprattutto in base a cosa si decide cosa è moda e cosa no. Per me moda è poter uscire in pigiama, ma forse quella più che moda sarebbe da chiamarsi comodità…ma è cosi poco culturale temo.
          Oh, senza offesa è enri

          p.s.: un saluto a CAMILLA ahahahaha

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          1. Carlotta D'Amato

            Caro Fabio,
            io non so cosa sia moda e cosa, in realtà, non lo sia.
            Posso dirti cosa sia il gusto, il buon gusto, ma quello è oltre le mode, i blog, i capelli di Conte ed i tempi….sono di una cosa sono certa….IL PIGIAMA…IL PIGIAMA e’ PURA POESIA….Proponiamo un ritorno al pigiama…o meglio un ritorno alla SEMPLICITA’.

            Ciao, Camil….ehm….Carlotta

  2. carla damato

    Pensavo di avertene infilato uno nella busta di Zara…..mi sarò sbagliata! Ciao cara! 🙂

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  3. Daniela

    Ma non e’ che la Enri e’ una specie di fashion blogger che si sente chiamata in causa? certo, pure tu, passa all’anagrafe e rendile la vita piu’ facile (a lei ed alla presunta amica comune) cosi’, qualora dovesse esserci una “prossima volta”, se sbaglia nome non si scomodera’ a chiederti scusa. Ora, se non ti spiace, avrei una richiesta una foto con autografo!

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