di Adolfo Mollichelli
A Recife, nell’Arena Pernambuco, l’Italia cede alla Costa Ricae si complica la vita. Ora la qualificazione agli ottavi è seriamente a rischio. Perché ci aspetta l’Uruguay del pistolero Suarez e del matador Cavani. Brutta partita. Azzurri indecorosi.
La squadra centroamericana ci trafigge con un colpo di testa di Ruiz. Un’autentica sassata a due passi da Buffon all’esordio nel suo quinto mondiale. Italia senza le forze fisiche necessarie per tenere testa ad avversari assatanati, tecnici e di gamba buona, come si dice. La partita concepita sull’attesa, sul controllo della palla è miseramente fallita. Perché quando gli azzurri erano in possesso di palla, i ticos puntualmente gliela toglievano. E quando erano i costaricani ad averne il possesso, non eravamo capaci di sradicarla dai loro piedi. Un paio di lanci illuminanti di Pirlo, marcato a vista
da Borges, sono caduti nel vuoto. Anche perché Balotelli ha fallito
aggancio e tiro incredibilmente. Si era sullo zero a zero e se il boy, di nuovo nervoso, avesse segnato forse l’indirizzo del match avrebbe preso una piega diversa. Italia stanca, prevedibile, floscia. E con un Thiago Motta imbarazzante. I tre cambi effettuati da Prandelli non hanno prodotto positività. Impalpabile la prova di Cassano. Esordio mondiale per Insigne nel momento peggiore. Il napoletano ha avuto una buona occasione per segnare, ma s’è avvitato in una improbabile conclusione. Un po’ meglio Cerci che qualche accelerazione l’ha prodotta.
BUFFON 6 due belle parate, quella su tiro di Bolanos a fil di pallo è
eccellente. Non ha colpe sul gol di Ruiz che colpisce di testa indisturbato, a due passi. Esordio sfortunato. Comincia male il quinto mondiale del portierone che affianca il messicano Carbajal ed il tedesco Mattaeus.

ABATE 5 soffre maledettamente nella fase difensiva e quando si spinge in avanti mai una volta che riesca a produrre un cross decente.
BARZAGLI 6 buoni interventi quando la linea di difesa è stretta.
L’esperienza e le doti nel piazzarsi al punto esatto nel momento giusto lo gratificano del titolo platonico di migliore difensore.
CHIELLINI 5 sbavature varie, sulle quali la Costa Rica riparte, contrasta Campbell in area rischiando il rigore, salva su Urena nel finale il possibile raddoppio degli avversari. Quando è stanco il suo piede ruvido diventa pietra.
DARMIAN 6 non ripete la partita magistrale contro gli inglesi, a disagio a sinistra ma sfiora il gol con un gran destro sul quale Navas si esalta. Pretendere di più non era possibile.
DE ROSSI 5 impacciato nei rilanci ma deve badare a difendere contro i satanassi costaricensi. Non trova mai lo spunto decisivo, neppure sui calci d’angolo in area avversaria, situazione a lui favorevole.
CANDREVA 5 male male, sbaglia perfino il dribbling secco di cui è
maestro. Troppi gli errori di misura nei lanci. Lascia il posto ad Insigne.
THIAGO MOTTA 4 un paracarro, una pietra miliare che indica quanti sono i metri che portano verso la nostra area. Cicca fuori un tiro che avrebbe potuto scaricare con precisione maggiore. Lascia il posto a Cassano nella ripresa. Ma i test di resistenza? Boh!
PIRLO 6 almeno un paio di lanci al bacio li produce, nel finale tatticamente caotico perde anch’egli la rotta.
MARCHISIO 5 lotta allo spasimo finché le forze lo sorreggono. Prende botte e calcio i vari da avversari che prima ti picchiano e poi ti
sfottono sorridendo.
BALOTELLI 5 ha avuto due occasioni per segnare, le spreca entrambe per supponenza. In una, la prima, sbaglia lo stop che lo porta poi ad un’improbabile conclusione. Nella seconda, Navas gli si oppone con
efficacia. Nel finale, trova anche il modo per farsi ammonire.
CASSANO 4 un tempo intero, esordio mondiale per il barese, un tiro loffio da lontano, ricerca imbucate improbabili. E poi, quel volto eternamente sofferente…
INSIGNE 5 Dopo 11′ della ripresa entra per Candreva. In un contesto tattico ostico. Potrebbe andare concretamente al tiro se non si avvitasse su se stesso per un’improbabile conclusione volante.
CERCI 6 Una ventina di minuti al posto di Marchisio. Almeno prova a
saltare l’uomo e a volte ci riesce. Al posto di Candreva dall’inizio avrebbe fatto peggio?





















