di Lidio Aramu
Me lo avete chiesto e vi risponderò senza infingimenti: la disputa lillipuziana del pro e contro il commissario per la riqualificazione urbana di Bagnoli, non mi appassiona. E’ stucchevole.
Ho scritto tante volte della mancanza di una vera classe dirigente in grado di tracciare e seguire una rotta per lo sviluppo della città. Napoli priva di prospettive strategiche subisce la sedimentazione del contingente. Anche la gestione ordinaria non funziona per la rissosità o la vacuità delle fazioni politiche e per la burocrazia che rallenta i tempi delle decisioni e delle realizzazioni come quegli organismi marini che si attaccano e prolificano nella parte sommersa della carena delle barche e ne frenano la velocità di navigazione.
La dimostrazione di queste disfunzioni sta proprio nel prolificare dei commissariati che, per legge, hanno meno vincoli e più capacità decisionale.
La Sanità soffocata dalle logiche e dalle lottizzazioni partitiche, penalizzata oltremodo da tagli, sprechi ed inchieste, è commissariata da un quinquennio. L’emergenza rifiuti, durata ben tre lustri e non ancora risolta, ha visto l’avvicendarsi di ben dieci commissari straordinari (Umberto Improta, Antonio Rastrelli, Andrea Losco, Antonio Bassolino, Corrado Catenacci, Guido Bertolaso, Alessandro Pansa, Umberto Cimmino, Goffredo Sottile e Gianni De Gennaro). Napoli continua a rigurgitare di rifiuti e a mandarli all’estero con pesanti oneri finanziari a carico dei cittadini.
L’autorità Portuale di Napoli è al terzo commissario straordinario (gli ammiragli Luciano Dassatti e Felicio Angrisano e l’urbanista, ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Francesco Karrer). Il Teatro San Carlo governato dal 2007 al 2011 dal commissario Salvatore Nastasi, dopo la breve ed inconcludente parentesi della presidenza de Magistris, è tornato ad essere gestito da un nuovo commissario straordinario nella persona di Michele Lignola, direttore generale di Confindustria a Napoli.
Gli esiti di queste gestioni sono sotto gli occhi di tutti e non è il caso di dilungarsi. Altri, come la barbara distruzione delle storiche Serre botaniche di Carlo Cocchia ed il danneggiamento del parco della Mostra d’Oltremare per allogarvi roulotte e container, sono invece scritti a caratteri indelebili nelle pagine della mala storia partenopea.
La decisione quindi di creare l’ennesimo baraccone commissariale non mi entusiasma, né mi scandalizza. Le determinazioni del Commissario di governo, nominato per realizzare un progetto e non per svolgere le funzioni dell’ente locale, potranno essere per questo impugnate dall’amministrazione municipale innanzi al giudice amministrativo.
A meno che, quella che al momento sembra la grande esclusa, non venga cooptata dal Governo nel “Soggetto Attuatore”. Il Commissario svolgerà essenzialmente funzioni di coordinamento in modo che la bonifica e la riqualificazione urbanistica di Bagnoli, dopo oltre un ventennio di chiacchiere in libertà ed una montagna di euro gettati al vento, possano finalmente essere eseguite in tempi certi e brevi.
Al “Soggetto Attuatore”, il quale sarà nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, toccherà invece il fondamentale compito di elaborare ed attuare gli interventi di risanamento ambientale e di riqualificazione urbana. Al momento la sua composizione è top secret.
Nell’incertezza più assoluta si odono le lamentose voci di chi si sente espropriato delle funzioni istituzionali e quelle altisonanti e grintose di chi invece mettendosi in bella mostra presenta attraverso convegni e conferenze stampa, idee, studi e progetti per riqualificare l’occidente partenopeo.
“Bagnoli si costruisce con Napoli e con chi la rappresenta” tuona de Magistris. E per rendere più efficace l’immagine agita lo spettro di “nuova stagione di mani sulla città”. La diafana opposizione consiliare attraverso il suo capo, Gianni Lettieri, fa sapere che l’istituzione del Commissariato è l’inevitabile e logica conseguenza dell’arroganza sterile dell’amministrazione comunale, tuttavia anch’essa sottolinea la necessità che il Comune di Napoli debba identificarsi nel Soggetto Attuatore. Andando oltre i principi, Lettieri presenta alla città ed al commissario che verrà il suo disegno per il rilancio dell’area industriale dismessa. Non è una novità in assoluto giacché esso tende a razionalizzare le destinazioni d’uso dei suoli già previste dal Pua (piano urbanistico attuativo).
Non un metro cubo in più – sottolinea l’imprenditore prestato alla politica – nessuna alterazione del rapporto verde/edificato e con un forte incremento dell’housing sociale… Tuttavia sarà interessante vedere come intenderà risolvere la macroscopica contraddizione tra il recupero della linea originaria di costa e la conservazione della colmata che dovrebbe essere posta in sicurezza. Una sorta di sarcofago di Cernobyl sul litorale di Coroglio. Da “bomba ecologica”, la colmata è destinata, una volta rivestita di cemento, a diventare una “meraviglia dell’urbanistica”. Una splendida terrazza sul mare con spazi verdi, passeggiate a mare e prospiciente un porto turistico da 500 posti barca.
In questo fervore progettuale, a Palazzo Serra di Cassano, tornano a parlare di Bagnoli gli oltre cento intellettuali riuniti sotto le bandiere apartitiche di “Noi per Napoli”.
A tracciare le coordinate strategiche della libera associazione culturale ci pensa Bruno Discepolo, illustrando il ruolo strategico che Bagnoli dovrebbe assumere nella futura città metropolitana. “ E’importante, però, – ha chiosato – che … il Consiglio dei Ministri deve tener conto del ruolo del Comune…”.
L’imperativo categorico ed impegnativo è pertanto che nessuno resti indietro. Tutti insieme entusiasticamente per il rilancio dell’incantevole plaga flegrea, e tra questi, come teme de Magistris, vedrete non mancheranno “alcuni ben individuati costruttori, e la stessa Fintecna, la quale ha inquinato quel territorio…”.
Inutile dirlo, a Napoli quando la politica tratta di commissari straordinari, un’ombra aleggia sul confronto e la polemica politica. A tirare in ballo il convitato di pietra questa volta sono stati i consiglieri comunali dei Verdi nella loro accalorata difesa delle prerogative dell’amministrazione municipale. Biasimando, infatti, la decisione governativa del commissario per Bagnoli sostengono che “ la rappresentatività del Consiglio Comunale non può e non deve essere espropriata da nessun provvedimento di stampo fascista…”.
L’allusione è all’Alto Commissario per La Città e la Provincia di Napoli istituito il 15 agosto 1925 e durato fino al 1935. Poco meno di dieci anni, in cui la città, per opera di Michele Castelli prima e di Pietro Baratono poi, vide espandere i suoi confini con l’aggregazione dei piccoli comuni satelliti – la corona di spine di nittiana memoria -, intensificare la presenza delle fabbriche ad oriente al punto che si rese necessario una sensibile estensione dell’area industriale, il potenziamento del porto, ed una grande quantità e qualità di infrastrutture, scuole, ospedali, edilizia popolare e residenziale la cui elencazione potrebbe procurarmi l’accusa di apologia. Per chi fosse interessato, grazie all’editore Marzio Grimaldi, può procurarsi la copia anastatica de “Le opere del Regime” curata ottimamente dallo storico Pietro Craveri.
Il compito dell’Alto Commissario era senza alcun dubbio quello di adeguare l’assetto strutturale urbano consono ad una Napoli elevata al rango di Regina del Mediterraneo, ma soprattutto aveva il compito di tagliare i legami inconfessabili tra borghesia affarista, politica corrotta e delinquenza organizzata. Quel patto scellerato che i socialisti de “La Propaganda” e Giuseppe Saredo agli inizi del ‘900 portarono all’attenzione della magistratura e della pubblica opinione.
Possono quindi stare tranquilli i verdi consiglieri, non esiste alcuna possibile confusione tra l’Alto Commissario in orbace e quello di Bagnoli, né con i tanti commissari della nostra epoca, molti dei quali sembra che facciano a gara a riempire le pagine di cronaca giudiziaria dei quotidiani.
Vedrete, a Bagnoli nessuno resterà indietro e tutto cambierà affinché nella buona sostanza tutto possa continuare come prima.














