Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Chili & ipocrisie

di Carlotta D’Amato

Le innumerevoli bugie del mondo dell’immagine. Una curva in più, una minigonna in meno. E il razzismo dettato dalla bilancia continua ad imperare.

Curvy, formose, o XL: sono la nuova e vera tendenza degli ultimi anni. Sono le modelle dalla 46 in su. Fianchi abbondanti, gambe tornite, colorito sano. Dopo anni di passerelle di ragazze che non arrivavano a riempire la taglia 38, di gambe scheletriche, di costole ben in vista, oggi il trend è un altro.

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Kate Moss

Le nuove icone della moda non sono più Twiggy e Kate Moss, ma Beyoncè, Kim Kardashian, Jennifer Lopez. Insomma, donne che hanno una “fisicità normale”, mediterranea, che sprizzano salute da tutti i pori. Insomma, donne belle e vere, soprattutto.

Dopo anni in cui ci hanno bombardato con campagne contro l’anoressia, ci hanno convinto che dobbiamo accettarci così come siamo, che nessuna donna può sfuggire alla cellulite e alla buccia d’arancia, che “in salute è bello”, che i disturbi alimentari sono una piaga dei nostri tempi, ora, la tendenza è la donna formosa, che indossa la 46/48.

Segno che qualcosa stia cambiando? Che forse questa società non è più schiava dell’immagine, ma che conti soltanto accettarsi per ciò che si è, in barba ai canoni estetici fin qui propinatici dalle riviste di moda e dagli stilisti? No. Non sta cambiando nulla; anzi, paradossalmente, si sta peggiorando, perché sta prendendo sempre più piede la cultura dell’ipocrisia. Soprattutto in questo campo.

Beyoncè Knowles

Beyoncè Knowles

Qualche esempio è d’obbligo. Prendete un’attrice, una presentatrice, una donna che lavora con la sua immagine. Fin ad ora è stata magra, ma poi, improvvisamente e come naturalmente accade a tutte le donne, vuoi perché non hai più 30 anni, vuoi perché vecchi diventeremo tutti, non entra più nella sua taglia 40, hai fianchi leggermente più grossi ed il viso più tondo. Ecco, aspettatevi che le riviste di gossip titolino a tutto spiano “Come si è ridotta” “Perché si è lasciata andare alle scorpacciate delle 3 del mattino davanti alla tv?”. Oppure quante volte, prima delle vacanze estive, abbiamo visto titoli e titoli, classifiche, inquadrature inguinali che sbandieravano la cellulite delle vip? Ma “normale ed in salute”, non era il nuovo mantra? Evidentemente, se lo sono scordati.

Recentemente, anche il concorso più triste del palinsesto italiano, cioè Miss Italia, ha lasciato spazio alle concorrenti “curvy”, che a differenza delle altre mazzediscopa/tavoledastiro, avevano un paio di chili di più, una taglia di reggiseno in più e gambe più tornite. Non portavano la 48, ma nemmeno la 42. Una taglia 40 invece che le solite 36 delle altre concorrenti. Tanto bastava per “marchiarle”, per dire: da quest’anno anche a te che mangi la pasta ed osi fare una dieta da 800 calorie al giorno, concediamo il grande onore di partecipare a Miss Italia.

Penosi. Bugiardi ed ipocriti. Fanno campagne contro l’anoressia, ma se hai qualche chilo in più ti ghettizzano, ti sbattono in prima pagina e ti deridono. Hanno ristretto le taglie, anzi, molti stilisti nemmeno arrivano a confezionare abiti taglia 46, perché le loro creazioni meritano di stare solo su donne magrissime, senza forme, manichini e malate.

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Adele

Karl Lagerfield ha detto di Adele, la cantante inglese di cui si ricorda più per il bel faccione e il bel culone, invece che per la voce potente, che sia bravissima, peccato sia grassa. Forse insieme ai chili, Karl(ino) ha perso anche la memoria, perché solo qualche anno fa pesava 300 chili ed era Karl(one).

Poi si stupiscono se le modelle si lascino morire di fame, se le ragazzine già a sei anni si mettano a dieta da sole, se un ragazzino un po’ cicciotto venga seviziato da tre idioti al grido di “chiattone, mò ti gonfio un altro po’”, e gli venga messo un tubo nell’intestino su per l’ultimo sfintere.

E la gente ancora si stupisce quando gli si fa notare che dire “grasso” è come dire “negro”, che è un’offesa di pari gravità. Ma dare del negro ad una persona di colore fa di te un razzista e dire “ciccione”, fa di te solo un maleducato. Ma anche queste sono ipocrisie belle e buone. Ma tanto, una in più, una in meno…..

 

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