di Carlotta D’Amato
Il governo dei gelati, rigorosamente con il cono. Che siano consumati a piazza Montecitorio o dentro una macchina non fa differenza; è sicuramente il governo dei dolci freddi alla crema
Dopo la gag con l’Economist del nostro premier anche un altro suo ministro è stata sorpresa e ripresa mentre mangiava un gelato. E fin qui, nulla che faccia notizia. Fino a ieri. Il settimanale “Chi” di Alfonso Signorini ha pubblicato infatti delle foto della ministra Madia mentre è intenta a leccare un gelato su un cono, ed anche, qui nulla che sia degno di nota. Se alle foto, però si aggiunge anche un titolo allusivo “ci sa fare col gelato”, lo scandalo è servito.
Certo è che il commento non è dei più felici e sicuramente è di dubbio gusto; vero è che la malizia è negli occhi di chi guarda o di chi legge, in questo caso, e vero è anche che il titolone lasciava adito a più di una interpretazione. Ma la questione, gira e rigira, è sempre la stessa ormai atavica.
Perché le donne sono sempre e comunque oggetto di battute a sfondo sessuale? Di Renzi, ad esempio, impegnato a leccare anche lui il cono, è stata criticata la scelta dei gusti (come se i problemi fossero di come mangia e non di come fa le riforme, va bè…) ma non la sua maestria nell’arte di mangiare il gelato. Ovviamente, la parola sessismo ha riempito le pagine di tutti i giornali, telegiornali, almanacchi, twitter, social network, una pioggia di solidarietà ha investito la ministra, contro Signorini sono già stati presentati esposti dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, diffide, querele, fustigazioni sulla pubblica piazza.
Il cattivo gusto di un titolo giornalistico oggettivamente infelice è fuori di ogni dubbio, ma in ballo c’è altro perché siamo il popolo degli spaghetti, di Pulcinella, della Pizza che soffre della sindrome della “memoria corta”, espertissimi a destreggiarci nell’arte amatoria (“Italians do it better”, ricordate?) e in quella dei “due pesi e due misure”.
Non molto tempo fa, beccata a mangiare il gelato era stata un’altra donna, non una ministra di governo, ma una che in politica ci sta, anzi anche troppo perché non solo l’ha fatta (consigliere provinciale a Napoli) ma anche perché (oserei dire, molto prosaicamente, che il politico se lo fa, ma non tacciatemi di sessismo, ve ne prego). L’hanno ripresa quando, tempo addietro, in uno sketch televisivo era intenta a mangiare un Calippo, il ghiacciolo dell’Algida che ha tolto il sonno a tutti i ragazzi negli anni ’90.
Ebbene, la ragazza in questione, ridicolizzata, umiliata, vittima di scherno e derisione anche da parte di tante donne, che ora gridano al sessismo brandendo i forconi, tutti questi attestati di stima e solidarietà non li ha avuti. Anzi. Ogni pretesto era buono per ricordare che dal Calippo al Berlusca è stato un attimo e che nel gelato c’era scritta la sua storia. Insomma, di gelato in gelato, da Calippo in Calippo è arrivata a Palazzo Grazioli. Ma questo non è sessismo è solo “sindrome della memoria corta”.
E siccome sulle malattie non si scherza, potremmo anche fermarci qui, un po’ come si fa quando si ha a che fare con le persone non particolarmente intelligenti: chill’ e’ scem, è fatto così. Sbagliato. E qui sta il fulcro nell’abile arte dei due pesi e delle due misure.
Perché ci si rizela per una ministra e non per una ex consigliera provinciale, una fidanzata? Cosa ha in più la ministra? Sono donne entrambe, giovani, oggetto di commenti sessisti e come donne vanno difese. C’è che una è del Pd, l’altra no. C’è che una è un ministro della Repubblica, l’altra no; ed in effetti, tanto basta per non considerare sessisti commenti che lo sono eccome, anche ingiuriosi, anche allusivi, volgari e maliziosi.
Insomma, se lecca una di destra, o se lecca una di sinistra non è la stessa cosa? No, a quanto pare. E se lo fa un uomo, giusto per aprire un altro fronte non meno importante, non è come se lo facesse una donna?
Per non parlare poi del “torna a fare la Velina”, gridato a Mara Carfagna da un deputato del Movimento 5 stelle, giusto per ricordarle, ove mai ce ne fosse stato bisogno, cosa faceva prima di entrare nell’aula di Montecitorio, e solo per questo, bollandola come un’incapace totale.
Non mi pare, però, che gli americani abbiano mai apostrofato Arnold Schwarzenegger, ex Governatore della California, gridandogli “Torna a fare Conan Il Barbaro”, oppure “ricorda tutti i film di serie B che hai girato”, forse avevano paura di una risposta “fisica” dell’attore? Ed addirittura, “torna a fare il cow boy” a Ronald Regan, quando è stato presidente degli Stati Uniti. Sarà…sarà che per le donne questo ragionamento non vale, almeno per la Pascale, mentre per la Madia si. Ma non è che forse la Madia è al potere e la Pascale è sull’Harley Davinson? Non sarà che esprimere solidarietà a Marianna è conveniente e politically correct e schierarsi con Francesca no?
Ma d’altronde, oltre che di sto benedetto gelato, fa notizia anche la prima donna presidente del Cern, Fabiola Giannotti , che, candidamente, ammette che all’estero, una donna che arriva a ricoprire posti di rilievo non merita titoli e titoli perché è la normalità. Insomma, potrei dire che siamo bravissimi anche nell’arte di renderci ridicoli da soli, di cadere sempre nei soliti luoghi comuni che tanto ci caratterizzano, ma preferisco andare a mangiare anche io un gelato. “Una coppetta cioccolato e pistacchio”, il dolce cono, lo lascio a quelli con la memoria corta; si sa, lo zucchero fa bene al cervello.












