Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Je suis Jésus
I cristiani e la furia islamica

di Gerardo Mazziotti

 Il massacro dei redattori di Charlie Hebdo ad opera di due terroristi islamici è stato condannato dal mondo intero. Si è parlato di attentato alla libertà di espressione e di guerra alla civiltà cristiana ed ebraica.

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Ma non è mancato chi ( pochissimi, per la verità) ha voluto spiegare, ma non certo giustificare, la furia islamica con la volgarità di certe espressioni usate dal settimanale satirico parigino, tipo “ Il Corano è una merda ”. E qui sta la differenza abissale tra noi occidentali, nati a cresciuti in un civiltà permissiva  e i mussulmani, nati e cresciuti in mondo intollerante nel quale, non a caso, è nata la parola “infedele ”, rivolta a chi non segue gli insegnamenti di Maometto.

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Cito alcuni fatti. Quando nel carcere cubano di Guantanamo un soldato americano è stato accusato di avere sottratto il Corano a un terrorista iracheno e di averlo buttato nel cesso i paesi islamici sono insorti con indignate note di protesta dei governi e con manifestazioni di piazza di esagitate masse di mussulmani col solito rituale di bandiere americane bruciate, atti vandalici contro le ambasciate occidentali e le minacce di morte agli infedeli. Una furia che i pavidi governanti americani ed europei e anche le autorità cattoliche e protestanti giudicarono più che giustificata in nome della “sacralità del Corano e una giusta reazione a una ingiusta offesa”. Da non credere.

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Nel 2000 comparve un film dal titolo “Totò che visse due volte” dei registi siciliani Daniele Ciprì e Franco Maresco, nel quale venivano mostrati un balordo che si masturbava su una statua della Madonna e un altro che orinava su un crocefisso.  Dopo qualche timida e isolata protesta il film finì subito nel dimenticatoio. Tant’è vero che siamo in pochi a ricordarcene come una delle pagine più vergognose del cinema italiano.

Nei giorni di Pasqua del 2005 lo scrittore (si per dire) Pasquale Quaranta, gay dichiarato ( lo stesso che pronunciò l’omelia di Natale il 24 dicembre 2004 in una chiesa pugliese in difesa dell’ omosessualità, col permesso del solito parroco “disubbidiente” alla don Vitaliano Della Sala, stipendiato dalla Chiesa alla quale ha giurato “obbedienza”), ha presentato, in piena settimana santa e con il patrocinio dell’amministrazione comunale diessina di Salerno, un libercolo dal titolo “L’uomo che Gesù amava”, nel quale si narrano gli amori omosessuali tra il figlio di Dio e il giovane Giovanni Battista. Pensate che di fronte a questi due ignobili episodi ci sia stata una vibrata protesta della Chiesa  e che i cristiani siano scesi nelle strade di mezzo mondo minacciando di morte i due registi (?) e lo scrittore (?)   e che i soliti “maitre à pènser” abbiano scritto parole di indignazione in difesa della religione cattolica così volgarmente vilipesa? Niente di niente.

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Al contrario delle reazioni che avrebbero provocate nel mondo islamico  un film che avesse mostrato un balordo orinare sul Corano e  un libercolo  sugli amori carnali tra il discendente di Allah e qualche suo discepolo. Del resto sono bastate alcune vignette su Maometto ( molto spiritosa quella che mostra il Profeta sulle nuvole dell’al di là che dice a una folla di assatanati kamikaze “ le vergini sono finite “ con chiaro riferimento alla promessa contenuta nel  Corano che coloro che si immolano in difesa dell’Islam vanno in paradiso dove potranno scopare bellissime fanciulle vergini ) per scatenare la furia vandalica delle masse islamiche. Claudio Sabelli Fioretti ha voluto dire la sua sulla strage di Charlie Hebdo  “ la libertà di pensiero e di satira non deve mai offendere il sentimento religioso ”. Giustissimo. Ma non ricordo di averlo sentito condannare come blasfemi il film di Ciprì e Maresco e il libercolo del gay Quaranta.

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