Mimmo Carratelli

Mimmo Carratelli

Giornalista e scrittore. È stato inviato speciale e caporedattore al “Roma” di Napoli, a “La Gazzetta dello Sport”, al “Corriere dello Sport-Stadio”, a “Il Mattino”, oltre che vicedirettore del “Guerin Sportivo”.

I cannoni di Rafalone

di Mimmo Carratelli

Il sorteggio era favorevole, il Trabonzspor era addomesticabile, ma è stato soprattutto addomesticato sul suo campo da un Napoli a tutta birra, unica squadra italiana delle quattro a vincere nei sedicesimi di Europa League. Le altre hanno pareggiato contro avversari più temibili (2-2 dell’Athletic Bilbao sul campo del Torino). A Trebisonda il Napoli ha fatto diventare “facile” una partita che era abbordabile.

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Higuain e Callejon, i cannonieri azzurri

Al Trabzonspor mancava la mediana titolare (Ekici, Constant) più altri quattro giocatori (i difensori Belkalem ed Erdogan, gli attaccanti Denis Yilmaz e Yatabarè). Da ridimensionare il successone azzurro a Trebisonda? E’ stato un allenamento? E’ stato un bellissimo allenamento. Perché bisogna pur giocare, e giocare bene, per battere chiunque.

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Callejo, Higuain e Mertens, 33 gol in tre

Quindici conclusioni, quattro gol, una traversa, un rigore fuori. Il Napoli è sempre la squadra che tira di più con un attacco che vale 48 gol (Higuain 19, Callejon 9, Zapata 6, Hamsik 5, Mertens 5, Gabbiadini 4 con Insigne a riposo forzato). Ha aggredito i turchi con baricentro e pressing alti. Ha segnato presto e in 27 minuti si è presa la partita. I turchi apparivano ancora più lenti, aggirati e superati dalle manovre azzurre in velocità. Nella formazione molto offensiva, Gabbiadini e Mertens hanno badato a coprire le loro corsie nella fase passiva: è stato il 4-4-1-1 modellato da Benitez ritoccando la formula consueta (4-2-3-1). Prima De Guzman alle spalle di Higuain, poi Gabbiadini. Giocando a due tocchi il Napoli è stato irresistibile.

 

Troppo bello a Trebisonda per essere vero in campionato? In campionato non sarà così facile, neanche il Parma ultimo gioca come il Trabzonspor di giovedì sera. In Italia è altra musica. E vedremo lunedì contro il Sassuolo se in Turchia è stata vera gloria. Il vantaggio è stato soprattutto in difesa con la sola novità di Henrique a destra (un gol e un partitone), poi Albiol e Koulibaly centrali, Ghoulam a sinistra, Andujar portiere di coppa. La difesa non è stata mai impegnata, un solo tiro dei turchi (Zengin). Così il Napoli ha potuto dedicarsi completamente alla fase offensiva, riducendo il ritmo solo nella ripresa.

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Gabbiadini, già 4 gol all’attivo

Il valore tecnico degli attaccanti azzurri ha pochi riscontri in Italia. Gabbiadini è un grande acquisto, 23 anni, longilineo, agile, forte fisicamente (1,86), già a segno in quattro partite consecutive, prezioso negli scambi e negli assist a Higuain (nell’azione del 2-0, fuga, testa alta, visto e servito il Pipita). Gioca per la squadra, non è un solista. Cerca la profondità, cerca il gol per sé e per gli altri, è abile in tutti i ruoli offensivi, mancino di indubbio talento. Un bel colpo di Riccardino Bigon, forse il suo più tenace ammiratore, e una bella ventata italiana sul tessuto internazionale di Benitez.

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Insigne, stagione sfortunata

Quando Callejon e Mertens saranno più pimpanti e tornerà Insigne, l’attacco del Napoli avrà pochi paragoni ora che Gonzalo Higuain è il guerriero che trascina la squadra come Benitez pretendeva. Corre, rientra, lotta e segna (19 gol stagionali). In campionato la squadra deve avere equilibrio, i difensori non avranno la libertà di andare avanti a sostenere l’attacco come è successo a Trebisonda. Ma qualcosa resterà della galoppata in Turchia. La determinazione, la manovra ampia e corale, il gusto del gioco palla a terra, l’attenzione per 90 minuti, l’incisività “per segnare un gol più degli avversari”.

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La squadra è in grande forma fisica, gioca di corsa, ha resistenza e fiato. A Trebisonda non ha avuto pressione neanche a centrocampo. Gargano (poi David Lopez) e Inler hanno potuto giocare in libertà. Ma il Napoli è stato bravo ad azzannare subito la partita. Senza tentennamenti, senza aspettare, senza giocare sotto ritmo. Senza l’atteggiamento italiano in trasferta, difesa e contropiede.

L’avversario modesto lo ha avvantaggiato? C’è anche questo nel match di Trebisonda, senza dubbio. Come il vantaggio del gol dopo sei minuti. Però, stavolta, il Napoli non si è fermato. E’ stato sempre in partita, con una padronanza continua del gioco, pochi sprazzi dei turchi, trovando gusto a giocare perché tutto riusciva alla perfezione, gli scambi, i lanci, le triangolazioni, le giocate in corsa. Non ha mollato mai la presa.

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Rafalone Benitez

Gli ottavi di Europa League sono in cassaforte e presenteranno avversari di tutto riguardo, presumibilmente l’Everton, il Wolfsburg, l’Ajax, il Guingamp, il Liverpool tra i più temibili (venerdì 27 il sorteggio del nuovo turno). L’Europa League diventa più affascinante e stuzzica molto Benitez che in campo internazionale ha colto cinque trionfi con quattro squadre diverse: l’Europa League con Valencia e Chelsea, la Champions e la Supercoppa europea col Liverpool, il Mondiale per club con l’Inter.

Bisognava cancellare la “dormita” di Palermo. Il Napoli si è riscattato in pieno. Il gioco è tornato arioso, incisivo, continuo. La riprova in campionato, tornando con i piedi per terra. Perché il Sassuolo non è il Trabzonspor.

 

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