Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, 54 anni, giornalista, scrive di cronaca nera e giudiziaria per Il Mattino. Autore del volume "Napoli è servita" e coautore dei libri "Il Casalese", "Al mio Paese - Sette vizi, una sola Italia" e "Mafie". Dirige il sito della Federazione delle associazioni italiane antiracket la rivista online "Lineadiretta". Collabora come docente al Master di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa.

Napoli, il cuore nero

di Giuseppe Crimaldi

Quanta compassione si vende al chilo nell’altruismo speso a parole? Fino a oggi nemmeno me lo immaginavo. Le chiacchiere non costano nulla. E che cos’è la “carità” quando esce dal guscio di una parola per trasformarsi in carezza concreta?

pignon_(15)_672-458_resize

Continuo a chiedermelo, alla fine di una strana giornata di pioggia. Se mi sono imbarcato in un’avventura più grande di me lo devo a un’iniziativa sollecitata dall’ambasciata d’Israele a Roma, che ci aveva chiesto un gesto semplice: l’adesione al “Good deeds day”, che si legge giornata delle buone azioni (e che si è celebrata ufficialmente in tutto il mondo domenica 15marzo). Organizzare una buona azione.

raffaella-grassi1

Tante pacche sulla spalla, all’inizio. Tutti d’accordo: bella iniziativa, bravo, siamo tutti con te. Nelle intenzioni c’erano due obiettivi: contribuire a rendere meno pesanti le sofferenze dei piccoli degenti dell’ospedale pediatrico Santobono con l’acquisto di giocattoli e sostenendo i volontari che fanno la clown therapy; e riempire – almeno per una sera – lo stomaco di chi una casa l’ha persa o non l’ha mai avuta. Il secondo obiettivo l’ho raggiunto subito grazie alla generosità di un imprenditore che se fosse nato a Zurigo, a Bilbao o a Pittsburgh avrebbe oggi una fortuna maggiore di quella ottenuta qui a Napoli: si chiama Michele Giugliano, uno dei patron del ristorante “Mimì alla Ferrovia”. Non nuovo a simili iniziative benefiche (senza tuttavia mai comparire per propria scelta) Michele ha offerto i trenta pasti caldi a una condizione: “Non devi parlare di me”. Tradisco la sua fiducia consegnandola a una causa nobile. Tanto so che domani non per questo mi toglierà il saluto.

contrasto-alla-povertà

Ma dopo il dolce quasi sempre viene l’amaro. E così mi sono improvvisato “questuante”: al Vomero, sotto una pioggia leggera e malignetta, ho provato a chiedere un piccolo contributo per i bambini del Santobono. Saturno contro. Dopo due ore e mezza il ricavato era di otto euro e 30 centesimi. E lì mi sono quasi vergognato di me stesso. Mi sono chiesto chi me lo aveva fatto fare, quando sarebbe bastato metter mano direttamente al portafogli e poi magari dire che in tanti avevano contribuito anche con un piccolo aiuto. Invece una ragione c’era: volevo verificare l’ennesimo luogo comune del “gran cuore di Napoli”. E così mi è tornata in mente quell’antologia di luoghi comuni dei quali allegramente continuiamo a nutrirci (“Al Nord se ti vedono morire per terra non si fermano e passano avanti”; “Solo a Napoli c’è gente di cuore”).

10991324_10203699902602422_3134380443085069180_n

Per ritrovare le coordinate del cuore e della generosità abbiamo dovuto superare l’Oceano Atlantico e arrivare in Florida. E’ da Miami che – grazie ai post di Facebook – una napoletana che ha lasciato Napoli ormai qualche decennio fa ha fatto partire un sostanzioso contributo che adesso servirà a realizzare il piccolo sogno della ludoteca del Santobono. E così, grazie a Nancy Falco e alle altre sottoscrizioni arrivate nel frattempo da amici e conoscenti, abbiamo raggranellato quanto basta a dire di avre onorato il Good deeds Day”. E poi dicono che il mare bagna ancora Napoli.

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Un pensiero su “Napoli, il cuore nero

  1. ersilia riccio

    Interessante analisi di una realtà triste,filtrata dalla sensibilità di un grande uom,con una professionalità unica,grazie del contributo che offri Giuseppe Crimaldi

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore