Un mercoledì da maiali

di Paolo Ariete

Come le torri gemelle. Peggio delle torri gemelle. E non solo perché tutto è successo ad un soffio da casa nostra. A New York non c’è stato tempo per pensare, per capire, per vedere. A Tunisi è stata una guerra. Corpo corpo, prima al Parlamento (dove si discutevano alcune leggi antiterrorismo) poi all’interno del museo Bardo, dove sono stati sequestrate alcune comitive di turisti.  

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Il bilancio dell’azione di guerra dei terroristi islamici ancora non è possibile. I dati sono incerti, confusi. Sino a tarda nottata 22 erano i morti, di cui 4 italiani, e più di 50 feriti. Che cosa è successo ancora non è chiaro, certo. Travestiti da militari i guerriglieri jihadisti hanno tentato di entrare all’interno del Parlamento, ma non vi sono riusciti. L’operazione è stata sventata.

Tunisia: media locali, otto italiani tra i feriti

Un commando allora ha cambiato strategia ed ha fatto irruzione nel Museo del Bardo, poco distante, tenendo in ostaggio lì dentro centinaia di persone, fra cui almeno 100 italiani. E sarebbero quattro le vittime del nostro Paese (tutti passeggeri della Costa Fascinosa scesi a terra per una gita), mentre i feriti sono tredici, secondo quanto ha riferito la Farnesina in tarda serata.

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Tra i morti, oltre ai 4 italiani, due francesi, due colombiani, cinque giapponesi, un polacco, un australiano, due spagnoli, un turista non identificato, due tunisini cioè un autista di bus e un agente di polizia, due terroristi identificati come Yassine Laâbidi, di Ibn Khaldoun, e Hatem Khachnaoui, originario della città di Kasserine. Jabeur Khachnaoui era scomparso da cento giorno ed aveva chiamato i suoi genitori con una scheda irachena. Tre membri del commando sarebbero riusciti a fuggire. Secondo i media locali, l’attacco sarebbe stato rivendicato da Isis, altre fonti parlano di Ansar al-Sharia. Chiunque sia stato, sono solo maiali sanguinari.

 

 

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