di Carlotta D’Amato
Arsenico e vecchi dispetti. Tutti contro Armani che ha contestato l’ideologia gender e l’ostentazione dell’omosessualità spesso antiestetica. Reazioni dalla comunità omosessuale. Ma non solo. Reazioni anche dal mondo della moda. “Ho trovato estremamente rude e senza gusto che il Signor Armani abbia ancora una volta messo parole in bocca a mio fratello, soprattutto perché purtroppo non è più con noi per poter rispondere”. Donatella Versace è passata al contrattacco. “Non è vero che mio fratello gli disse ‘tu vesti donne da chiesa, io vesto delle zoccole’ “. Renato Balestra non ama l’estremismo. Nella vita come nella moda. “Conosco milioni di gay che vestono normalmente. Giorgio da un po’ di tempo a questa parte trincia giudizi inutili”.
Ad un mese dalla polemica scoppiata tra Dolce e Gabbana ed Elton John che dissero di non condividere la scelta delle coppie omosessuali che hanno figli con la fecondazione in vitro, perchè “figli della chimica”, “bambini sintetici”, un altro tsunami si è abbattuto sul mondo gay friendly. Questa volta è stato Re Giorgio (Armani, ndr), che ha invitato i gay a non commettere l’errore di vestirsi da “omosessuali”. “Un omosessuale è un uomo al 100 per cento. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale”, ha dichiarato lo stilista milanese al britannico SundayTimes.
Nella stessa intervista, lui, l’icona della moda mondiale, elegante e sempre sobria, ha anche stigmatizzato “gli omosessuali che si esibiscono raggiungendo gli estremi, per poter dire ‘Ah, lo sai, io sono un omosessuale’, questo è qualcosa che non ha nulla a che fare con me. Un uomo deve essere un uomo”. Al bando, dunque, tutte quelle esagerazioni, quei colori sgargianti, quell’esibizionismo sfrenato, quel modo di vestire così sopra le righe che ti sbatte dritto in faccia l’orientamento sessuale di chi quegli abiti li indossa; un po’ come Boy George ed Elton John, appunto.
E se lo dice lui, il Re della moda, icona del maschio impeccabile, lui che dall’alto dei suoi 80 anni suonati spesi a servizio dello stile, da più di 60 indossa la tshirt nera, sempre, anche alle serate di gala, come nessun altro potrebbe mai fare nella vita, restando sempre cool e così tremendamente chic, che motivo abbiamo di non credergli?
D’altronde, la chirurgia plastica, ritocchini estremi, la depilazione estrema e abbigliamento marcatamente femmineo non piacciono ad Armani e credo che davvero piacciano a pochi, pochissimi, “straight or gay”, etero o omosessuali. Insomma: omosessuale sì, ma con gusto. Ed è proprio l’interpretazione personale di questa ultima affermazione che crea un vortice infinito di brutture estetiche e misunderstanding. E che ha fatto rivoltare il mondo omosessuale contro lo stilista milanese.
Che cosa è il gusto? Come si fa a coniugare qualcosa di così soggettivo con i “canoni” universali dell’estetica e dell’eleganza? Nemmeno Giorgio, che anche ci ha provato, potrebbe riuscire in questa impresa titanica; che si tratti di uomini a cui piacciono le donne o uomini a cui piacciono gli uomini.
Complice la primavera, i primi caldi e l’estate ormai alle porte, le strade si riempiono di gente che definire mal vestita equivale a far loro un complimento. Un esempio su tutti: gli uomini ed i pantaloni con il risvolto. Allora; eccezione fatta per chi vive a Formentera o ad Ibiza, e non è questo il caso, il pantalone con il risvolto è giustificabile solo se ti si è allagata la casa e sei stato costretto a tirarti su gli orli per non bagnarli, oppure se per lavoro fai il pescatore di telline e passi la giornata con i piedi a mare chinato a setacciare la sabbia.
Se non rientri nella prima o nella seconda opzione, sei ridicolo, non c’è nulla da dire e, a mio parere, anche molto poco virile col mocassino senza calzino ed il piede bianchiccio e nudo che spunta dal risvolto. Non sono, ovviamente, l’unica a pensarlo; su Facebook, ad esempio, per stoppare inesorabilmente questo trend, stanno nascendo dai gruppi che invitano le persone a “srotolare” gli orli dei pantaloni corti, quando ne vedono qualcuno in giro per la città. Lo chiamano “un gesto d’amore”, ed in effetti, evitare ad un cristiano le prese in giro altrui, è proprio un atto d’amore e di misericordia.
Non è una questione di quanto si spenda; nemmeno i grandi stilisti sono sempre e comunque detentori del buon gusto. Non a caso, proprio Armani, aveva definito gli abiti del collega scomparso Gianni Versace, come abiti “da zoccola”, segno che l’eleganza non dipende dal cartellino. E’ qualcosa di innato che alcuni hanno e che altri dovrebbero sforzarsi di avere. Insomma, se i gay devono essere maschili e virili, e non possono rinunciare al gusto, credo che ciò valga anche per gli etero. E se la moda negli ultimi anni ha sdoganato il “metrosexual”, cioè l’uomo macho che si lascia però andare all’accessorio femminile come borsa o orecchini, vedi su tutti David Beckam, oggi si richiede un ritorno al rigore, alla classe, all’eleganza. L’ha detto Giorgio, ma in fondo lo pensiamo tutti.













