di Carlotta D’Amato
Positano la grande boutique a cielo aperto. Una griffe non usurata dal tempo, fanno sempre moda i sandali su misura ed i vestitini svolazzanti. Ma Positano, , il paese verticale, è anche il paese senza tasse sulla casa, prima e seconda abitazione, attività commerciali e imprenditoriali. Chapeau.
“Ogni mondo è paese”, recita il famoso detto, come a rimarcare che alla fine, usanze, riti e costumi, ma anche brutture e via discorrendo sono uguali dovunque si vada.
Eppure, su questa nostra Italia, o meglio su questa nostra Campania (ormai poco Felix), c’è un luogo che proprio non si adegua ai tempi che passano e soprattutto alle tasse che incombono: Positano.
Sarà perché sono particolarmente legata a questo angolo di paradiso che si adagia sulla costiera amalfitana, sarà perché ci ho trascorso le prime estati della mia vita, e sarà anche che mio padre è nato in costiera, questo luogo ha per me qualcosa di magico.
E non sono solo le casette che si sviluppano in altezza, o i balconi e le terrazze a picco su quel mare o quella massa d’acqua blu a perdita d’occhio, è che mi piace pensare che qui il tempo si sia fermato. Le stradine strette strette dove vendono vestiti, costumi da bagno a fantasia che hanno una connotazione ben definita “Moda Positano”, appunto, o le scale che sembrano non finire mai e che arrivano diritte a mare, ed ancora il pergolato di glicini sotto cui passi prima di arrivare a piazza Flavio Gioia; ma insomma, dove lo trovi un posto così?
Solo qui, tra le curve della Costiera, difronte Capri e Li Galli, terra di navigatori e pescatori, dove non puoi non mangiare lo spaghetto al nero di seppia e gli arancini della Buca di Bacco sono un must, solo qui c’è il paradiso delle tasse. Perché non si paga la tassa più odiata di tutte la Tasi. Si, avete capito bene. Positano è un paradiso di cielo, mare e terra e pure di tasse, perché il sindaco, con un’ordinanza, ha stabilito che qui la Tasi non si paga perché la casa è un “bene sacro dei cittadini che non va tassato né toccato”.
Positano come Montecarlo. Entrambi paradisi naturali e da oggi anche fiscali. Perché se nel principato monegasco le tasse sono soltanto un’appendice, anche nel centro della costiera amalfitana l’amministrazione comunale ha deciso di dare un taglio ai tributi.
La decisione del sindaco De Lucia di disapplicare la Tasi riguarda prime e seconde case, esercizi commerciali e attività imprenditoriali. La Tasi, si legge in una nota dell’Amministrazione comunale, “altro non è che lo strumento fornito ai Comuni per introitare, sotto altro nome, l’Imu sulle prime abitazioni. Il Governo del nostro Paese, sta semplicemente gettando fumo negli occhi degli italiani, imboccando la strada sbagliata per rilanciare l’economia nazionale” afferma il primo cittadino.
Si troverà, poi, un modo alternativo per mantenere in positivo il bilancio comunale senza per questo tassare alacremente i cittadini.
Sarà per questo che il prezzo dei sandali fatti a mano, orgoglio dell’artigianato locale famosi nel mondo, sfiori una media di 90 euro a paio, o un caffè, al bar, 1 e 50, o 5 ore di parcheggio, 15 euro. Insomma, un modo per far fronte ai mancati introiti della Tasi, lo hanno trovato. Ma Positano è talmente bella che le si perdona tutto. D’altronde non siamo più negli anni 80 quando era il centro vivo della mondanità napoletana. Oggi, invece, il turismo fai da te, mordi e fuggi, la fa da padrone. Ti giri e non vedi altro che indiani, russi, francesi e ti senti tu straniero nella tua terra che odora di zagare e limoni. Quasi quasi me ne compro un cesto, dopo aver prelevato al primo bancomat che incontro.













