Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Jukebox Sanremo

di Carlotta D’Amato

Serata di cover e di ricordi. Serata inutile, non succede praticamente nulla. Il Festival vintage soppianta quello attuale. Non c’è niente da fare. Le canzoni vecchie sono sempre le più belle. E riavvolgendo il nastro nel passato sono comparsi anche i Pooh con Riccardo Fogli. “Ua” avrà detto Clementino…

Subito l’uomo più abbronzato dell’emisfero Nord che se la canta e se la suona millantando il 49,91 di share e che si ostina a mettere il vestito blu, ma non capisce che il nero sul blu non sta bene? Invece di pensare ai numeri, io al suo posto penserei al look.

Sanremo Music Festival 2016

Virginia Raffaele e Carlo Conti

Serata cover, in cui i big cantano canzoni non scritte da loro, portate al successo da altri e ovviamente il Festival prende subito una piega migliore rispetto alle due serate precedenti. C’è da chiedersi come mai succeda proprio quando le canzoni “vintage” soppiantano le nuove. Rifletti Carlo Co’.

Già apparsi Madalina e Garko che sarà inutile come presentatore dalle mille gaffe, risate fuori luogo, tempi sbagliati e un pessimo attore ma, almeno, ha il dono dell’auto-ironia.

La lettura di un tweet (devono trovare divertente leggere messaggi e tweet, non fanno altro da tre giorni…) che lo riguarda e che paragona la sua spigliatezza a quella di un pioppo è la cosa migliore che abbia detto da martedì ad oggi, senza scordare quell’indimenticabile “ho sceso le scale” di ieri sera, su cui infierire sarebbe troppo.

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I Pooh

Sorpresona da “C’è Posta per te” e non c’è neanche Donna Maria De Filippi: nientepopodimeno che la reunion dei Pooh con Riccardo Fogli! Troppa modernità tutta insieme non è facile da digerire.

Cover su cover, che canzoni meravigliose. Bertè, Cocciante, Pino Daniele, Nada, De Andrè che svegliano il pubblico che sussulta ormai solo quando arriva Vessicchio. Non è il Festival della Canzone ma il Festival dell’interpretazione.

Sanremo Music Festival 2016

Madalena e Garko

Uno dopo l’altro si sfidano i cantanti; i migliori Noemi, Clementino che commenta gli applausi con uno spontaneo “Ua’”, Rocco Hunt che canta Carosone, Arisa che sfoggia sempre dei pigiami stupendi, Elio e le Storie Tese che omaggiano Beethoven confermandosi grandissimi musicisti, Neffa con una versione di “o’ sarracin” dove non prende nemmeno una nota. “Volevo tirare fuori il napoletano che è in me”, peccato che così più l’hai fatto fuori.

Non c’è molto da dire su questa serata: l’unica degna di menzione è Virginia Raffaele ieri con una strepitosa Carla Fracci, stasera con Donatella Versace che cade letteralmente a pezzi prima un orecchio poi le ciocche di capelli, il naso. Anche stasera una serata che non brilla per originalità, è tutto un richiamo al passato, un rimescolare qualcosa di già visto proposto anni fa da Bonolis che ora annoia. Meno male che c’è Scanu che canta Battisti ma perde ogni credibilità con un completo imbarazzante. E perché è l’unica che non becca i fiori?

Sanremo Music Festival 2016

Marc Hollogne

Bella la versione de “La lontananza” di Morgan, con uno sfondo e dei costumi alla Tim Burton, che come Elio ha la stoffa e la follia di artisti sempre sopra le righe. Questa serata del Festival non convince e non suscita curiosità; insomma, non pervenuto. Come  non pervenuti sono gli accenni ai marò all’anniversario dell’eccidio delle Foibe. Solo nastri arcobaleno. Facciamocene una ragione.

 

 

 

 

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