di Adolfo Mollichelli
Torna a vincere. Dimostra che è più vivo che mai. Manda un messaggio chiaro alle altre condomine della villetta a tre piani dove si sogna lo scudetto. Higuain sempre più pichichi di casa nostra
Nel giorno della “rivolta” popolare in difesa della Deputazione del tesoro di San Gennaro, nella casa di San Paolo si compie l’ordalia di una schiera di uomini accusati di aver abusato di pareggite per due volte consecutive sulla rotta Milano-Firenze. Tre gol al Chievo per togliersi di dosso un’accusa ingrata.
Con l’ordalia di uno su tutti: il rumeno Chiriches che è costretto alla prova di riparazione dopo aver sfidato in incauto duello il clivense Rigoni, botta ferma e Reina scivoloso che senza alcun assedio, pronti via, apre le porte del castello.
Elmo sulla testa e pochi minuti dopo il sostituto di Albiol sarà l’Alonso Quijano
vestito d’azzurro. Per il sorpasso che aveva avviato il Pipita di tutti i gol possibili e di quelli impossibili: ventisei, uno solo in meno di quelli messi insieme quando militava nella casa blanca nella Liga del 2009-10.
Verrà anche la terza stilettata, opera di Callejon che in omaggio al nome (strettoia, corridoio) si esalta nello stretto. Higuain avrebbe potuto segnare almeno altre due reti, monumentale Bizzarri nel deviargli sulla traversa una spingardata inimmaginabile.
Gioco di nuovo spumeggiante, catena di sinistra tornata alla vivacità solita, esemplari gli assist vincenti di Ghoulam (rete di Higuain), di Jorginho (Chiriches) e di Allan, subentrato ad un ordinatissimo David Lopez (Callejon).
Fa il suo Insigne (lascerà il posto a Mertens) ma si divora un gol già fatto. Breve passerella per Chalobah l’inglesino in prestito dal Chelsea che (a me) piace tanto.
Napoli dall’attacco atomico: uno solo in meno della straripante Roma di Spalletti il filosofo. Preoccupa un tantino la perduta saldezza della difesa.
Il Chievo, squadra di un quartiere di Verona, ha creato – nel suo piccolo – diversi grattacapi dalle parti di un Reina che appare appesantito, lui sì altro che il chilo e mezzo di girovita in più sui glutei (forse callipigi) del Pipita.
Propongo all’Accademia della Crusca (sulla scia di petaloso) il mio gulamoso, da Ghoulam che mi ha ricordato un certo Nilton Santos: non chiedete lumi ai commentatori moderni. Chi era costui? Vi risponderebbero.
Inutile affidarsi a cornicelli e riti apotropaici vari.
Il Napoli è in piena lotta per il titolo. Il sogno a lungo cullato può diventare realtà se il filotto di cinque (ora quattro) sarà portato a termine. Il Chievo è andato. Restano Palermo (fuori), Genoa (in casa), Udine (fuori), Verona (in casa). Mettere insieme quindici punti non è impossibile. Un bottino che dovrebbe consentire il sorpasso in vetta. Sic est.










