Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Tutto in una notte

di Adolfo Mollichelli

Il campionato è una lagna. La Champions è un tappo di champagne che esplode nel bel mezzo della festa. Anche per il parlato del dopopartita. Languido, banale, spassoso, perfino bersanesco. Con il filosofo Spalletti che ti dice che i suoi uomini hanno bisogno di “pettinare la palla” mentre gli avversari se la giocano addosso. Stupendo.

 AFP_1B68FD-0048Meglio Sopracciglio Alzato che se n’è andato a casa vista mare canticchiando ‘o surdato ‘nnammurato perché Napoli gli è entrata dentro, nel cuore. Sin dai tempi del tuffo a cufaniello dallo yacht di Aurelio Primo nelle acque azzurre capresi. Esibizione del Napoli a parte, meglio il chiacchiericcio che molte partite, delle italiane in particolare. Perfino l’esibizione della prima della classe in campionato era stata un pianto greco e la paella valenciana stava per addormentarsi sullo stomaco. Poi, certo, il paso doble di CR7 y todo se acabò. E la Roma ex capoccia aveva preso buchi e buche e stavolta non c’entra la Raggi che, poverina, da quando le hanno detto che ha le orecchie grosse assai sempre più le nasconde sotto la chioma che non è quella di Berenice.

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Juve già qualificata

Roma e Madrid già sicure degli ottavi ancor prima di giocarsela (si fa per dire) perché tra sbuffi di vento e nevischio i cechi del Plzen avevano espugnato il campo del Cska di Mosca. E se non è fondoschiena puro, ditemi voi.

E mentre la Beneamata crollava nel finale a Londra e però vedrà quasi certamente gli ottavi perché nell’ultima partita del girone se la vedrà con gli olandesini del Psv mentre il Tottenham andrà nella tana di Messi – e a questo punto dovrei gridare: ma che gol ha fatto? ma ci ha già pensato il pastore delle meraviglie microfonato Sky e mi astengo – dalle parti delle ramblas dove i catalani non perdono da cinque anni.

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Roma sconfitta e vincente, passa il turno

E allora, ricapitolando: Juve già qualificata e però se vuol passare da prima dovrà spezzare le reni agli Young Boys per tenere a distanza i reds devils di Mou che fa rima con cul e vince le partite oltre il novantesimo. Roma avanti okay, ma con tanta pena.

Arbitro del proprio destino l’undici azzurro, unico imbattuto seppur iscritto nel girone della morte, così fu detto e scritto dopo che alla tribù di Sopracciglio Alzato gli erano toccati in sorte i ricchissimi figli del fondo qatariota, insomma il Psg (quasi la sigla di un tremo superveloce) di Buffon, Neymar, Cavani, Mbappé e compagnia cantando, quelli che vanno a ringraziare i propri tifosi, a pagamento; i reds di Liverpool e i belgradesi della Stella Rossa.

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Il gol partita di Eriksen, fra Totthenam ed Inter si decida all’ultima giornata

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Adolfo Mollichelli

La tribù azzurra con risvolti giallini si giocherà la sua Europa tutto in una notte. Nella città dei Beatles, meravigliosi scarafaggi della musica, che conosco a menadito per esserci stato svariate volte e della quale sono erudito, da Abbey Road al Cavern club che è uno dei musei più visitati al mondo.

Tutto in una notte. E con tre risultati a disposizione: vittoria, naturalmente, pareggio e addirittura sconfitta con il minimo scarto, segnando però. Sarà una notte infinita quella dell’undici dicembre. Passione e canti: si comincerà con lo struggente You’ll never walk alone e si dovrà finire, non si può pensare ad altro, con oje vita, oje vita mia oje core… Tutto in una notte. E ci starebbe bene pure Stille nacht, non vi pare?

 

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