di Ottorino Gurgo
C’è, nei palazzi della politica, un forte odore di elezioni politiche anticipate. I risultati delle elezioni europee dello scorso 26 maggio che hanno ridisegnato i rapporti di forza tra i partiti e soprattutto, la permanente conflittualità all’interno del governo gialloverde, con quotidiani e sempre più vivaci contrasti tra leghisti e pentastellati, le rendono probabili. È in questa prospettiva che le forze politiche di maggioranza come di opposizione, stanno orientando, in questo periodo, le loro scelte e i loro comportamenti.
Non è un fatto positivo perché il carosello di proposte che già s’annunciano secondo la consuetudine di ogni campagna elettorale, è in palese contraddizione con le esigenze del paese.Una campagna elettorale è il “festival delle promesse ” che è, poi, il “festival delle bugie”. E le promesse, si sa, comportano oneri finanziari.
E’ ormai noto che, oberata com’è di debiti, l’Italia corre il rischio di essere sottoposta da parte dell’Unione europea ad una procedura d’infrazione a causa del mancato rispetto della regola del debito che avrebbe conseguenze estremamente gravi , destinate – anche se la gente stenta rendersene conto – a ripercuotersi nella vita di tutti i giorni.
Se attuata sino in fondo, infatti, la procedura d’infrazione rende inevitabili aumenti delle tasse e tagli ai servizi sociali, due eventi che non possono non ripercuotersi nella vita quotidiana dei cittadini. Intendiamoci. Prima di arrivare a dirette conseguenze contro chi è sottoposto a tale procedura, si devono superare molti passaggi burocratici destinati ad allungarne notevolmente i tempi di attuazione. Si basano, probabilmente, proprio su questo, coloro che ostentano una non preoccupazione per ciò che comporta il mancato rispetto dei moniti dell’Ue.
Ma è più che evidente che il prestigio dell’Italia, in una situazione come quella che abbiamo delineato, e che, purtroppo, sembra concretamente delinearsi, finirebbe sotto i tacchi. Se pure restassimo nell’Unione euro, vi resteremmo come “cittadini di serie B”.
Un destino amaro se si pensa che l’Italia, in anni non lontani, ma ormai dimenticati, è stata uno dei paesi fondatori di quella comunità europea che ora la relegherebbe ai margini.
In questo contesto sommariamente abbozzato, si elezioni colloca la prospettiva di elezioni anticipate alle quali abbiamo fatto riferimento all’inizio; che mettono in moto quel “paradiso di bugie” che caratterizzano la campagna elettorale che sempre s’alimenta di promesse che, quasi sempre – e soprattutto nell’attuale momento – non possono essere mantenute.
Il dilemma che si prospetta è, quindi, in ogni caso negativo: andare avanti con l’attuale governo, paralizzato dai contrasti che lo lacerano al suo interno o affrontare il voto anticipato con tutte le insidie che questo comporta?










