di Carlotta D’Amato
Su, sempre più su. Una volta si volava con la fantasia e con Mimmo Modugno, era la fine degli anni cinquanta, la televisione era appena arrivata e non in tutte le case.
Volare oh oh/ cantare oh oh oh/nel blu dipinto di blu/felice di stare lassù/e volavo volavo/felice più in alto del sole/ed ancora più su/ mentre il mondo/
pian piano spariva laggiù/ una musica dolce suonava/soltanto per me…
Ed il cuore batteva forte. Era l’ottava edizione del festival della canzone italiana. Ogni siamo alla numero 65 edizione e Sanremo fra le stelle c’è finito davvero, grazie a Samantha Cristoforetti, la nostra amazzone dello spazio, che fa roteare il microfono meglio del mago Casanova.
“Da quassù – dice Samantha che ormai è da più di 80 giorni in giro fra le stelle. si è più consapevoli del legame particolare con la terra nel suo complesso, questa fragile terra : dobbiamo averne cura perché un’altra non l’abbiamo”. E all’inevitabile sulla canzone proferita, “quella con cui mi sveglierò domani: Luce di Elisa”.
Ma torniamo con i piedi per terra, anche se è difficile. Questo Sanremo totalizza sera dopo sera record di ascolti. Ma chi lo guarda, oltre alla sottoscritta, ovviamente? O meglio chi ha il coraggio di ammettere che lo sta guardando? Perché è un po’ come quando rinneghi di aver votato il politico che ha vinto le elezioni che non ha mantenuto fede a nemmeno un punto del suo programma elettorale, insomma, te ne vergogni. La stessa cosa con questo festival.
Il solito Conti questa sera è più moscio del solito e sempre più pallido, per fortuna. Lo stress comincia a fare effetto. L’unica cosa che lo smuove dal rigor mortis è lo stupore generale quando non riesce nemmeno ad alzare il braccio in segno di vittoria della cantante che passa il turno; fa il nome di una ed alza il braccio dell’altra. “Terribile”, dice lui. Terribile davvero. Terribile che trovandosi davanti a Conchita Wurst, ieri sera l’abbia chiamata “Tom” e che e abbia chiesto solo della barba. E’ come trovarsi davanti Obana e chiedergli che tempo fa.
Stasera i Big canteranno cover di canzoni famose. Azz.., le cover (vince Nec con “se telefonando”). Uà, ma chi avrà pensato ad una cosa così innovativa? Ed intanto i coniugi Anania stanno popolando anche Mercurio. Beati loro, con lo Spirito Santo si fa presto, in fondo.
Dopo le prime esibizioni penose, la peggiore di tutte quella di Raf che fa una versione rap di Rose Rosse, vestito come Piero Pelù e senza prendere manco una nota, attendiamo gli ospiti della serata sempre meglio di questi che ragliano come asini castrati, mentre le vallette sono vestite peggio che mai e calcano il palco come se stessero alla fiera della caciotta. Compaiono e scompaiono, come un’apparizione gli Spandau Ballet, vecchi draghi del palcoscenico.
A regalare una giusta dose di cinismo, di satira e di battuta che spesso non fanno ridere ci sono Luca e Paolo: un brano parodia sulla moda di ricordare gli scomparsi eccellenti in tv, da Lucio Dalla a Pino Daniele, e poi una mitragliata da Renzi a Mattarella, alla Rai e al festival senza controprogrammazione e i gay.”Quando un grande artista passa a miglior vita – canta il duo – sei distrutto perché non te l’aspetti, ma in televisione cominciano gli omaggi: tg, Vita in diretta e poi Giletti. E pure qui a Sanremo si canta il carrozzone, si riesuma la salma ogni due ore, commemora anche Fazio, officia Gramellini, però solo se il morto è un cantautore. E per il funerale è pronta la diretta, con il commento del telecronista e la moglie che fa l’intervista: c’è sempre una grande donna dietro un grande artista”.
Meno male che c’è Rocco Tanica che si conferma sempre il migliore. Sanremo 2016 lo ha conquistato. Domani mi sottoporrò alla cura Ludovico per rimanere sveglia. Aiutatemi…









