di Mino Cucciniello
Negli anni Settanta Sanremo perse la magia di sempre. Il Sessantotto, la contestazione giovanile, nulla era più come prima. L’Italia non si fermava più per il festival della canzone. Poi arrivo un ragazzo napoletano con degli occhiali grandi. Peppino di Capri…
Dopo la turbolente edizione del 1969 il festival inaugurò il nuovo decennio degli anni 70 navigando in acque calme anche se ormai si avvertiva che quella atmosfera da favola che per vent’anni aveva incantato gli italiani era stata portata via dal vento della contestazione sessantottina.
Anche i testi delle canzoni iniziarono ad adeguarsi ad un nuovo linguaggio trattando problematiche attuali, esempio fu la canzone vincitrice “Chi non lavora non fa l’amore” cantata da Adriano Celentano e Claudia Mori, la presentazione di questa edizione fu affidata a Nuccio Costa che pensò a presentare fra i tanti anche Patty Pravo in minigonna strepitosa per la prima volta a Sanremo, come lo fu per il gruppo musicale I Ricchi e Poveri, questi ultimi già molto conosciuti da quei napoletani che frequentavano La Mela, entrambi gli artisti riscossero un grande successo ottenendo delle ottime postazioni in classifica.
L’edizione del 1971 invece fu vinta da Nicola di Bari e da Nada, ormai di casa a Sanremo, con il brano “Il cuore è uno zingaro” ma il vero trionfatore fu Lucio Dalla con la sua memorabile “4 marzo 1943”. Con questa edizione si interruppe la tradizione che voleva che per i brani in gara ci fosse una doppia esecuzione. Pertanto dal 1972 le canzoni vennero interpretate solo da un cantante, a vincere fu ancora Nicola di Bari con “I giorni dell’arcobaleno”.
Dal 1973 la Rai decise di non trasmettere più le prime due , allora il festival si svolgeva in tre sere, ma solo la serata finale, questa scelta dell’ente televisivo portò ad un lento ma progressivo disinteresse da parte del pubblico che aveva cambiato gusto, alle nuove generazioni piacevano altri cantanti e generi musicali che normalmente erano assenti a Sanremo.
Questa edizione fu vinta da Peppino di Capri con la canzone “Un grande amore e niente più”. Per il festival sempre più ignorato dagli addetti ai lavori e dal suo pubblico iniziarono anni difficili anche se ancora nel 1974 ci fu una bravissima Iva Zanicchi a vincere con “Ciao cara, come stai?.
Tutto non andava più bene, inoltre si aggiunsero dei litigi sorti tra gli organizzatori ed il comune, a far si che nel cast dell’edizione del 1975 non compariva nessun grande nome, ovviamente ci fu uno share bassissimo, a vincere questa tristissima edizione fu Gilda Giuliano con “Ragazza del sud”. Dopo la deludente organizzazione dell’anno precedente per l’edizione del 76 si chiamò Vittorio Salvetti che come patron riportò nuovamente alcuni famosi artisti a partecipare alla gara canora ed inoltre fece intervenire anche delle star internazionali. A condurre fu scelto Giancarlo Guardabassi affiancato da alcune vallette tra le quali spiccava la nostra bella e brava Serena Albano, ma ormai il festival era stato tradito dal suo pubblico che ora aveva anche la facoltà di scegliere il programma televisivo da vedere tra vari canali perché oltre alla Rai con le due sue reti si erano aggiunte delle emittenti private.
A Napoli tra le prime tv locali ci furono Canale 21 e Telenapoli, che trasmetteva dai locali dismessi del Sacro Cuore in piazza Amedeo, da quest’ultima emittente mossero i loro primi passi Lorenza Foschini passata poi come giornalista di successo alla Rai e Patrizia Boccia che però preferì sacrificare una brillante carriera di annunciatrice a quella di moglie andando ad abitare tra Milano e Brescia.
Per il festival del 1977 ci furono due importanti novità: la prima consisteva nel trasferimento della manifestazione all’Ariston abbandonando la storica sala del Casinò chiusa per lavori di ristrutturazione; la seconda novità consisteva che la Rai per la prima volta trasmetteva a colori su tutto il territorio nazionale il festival. A vincere questa edizione furono gli Homo Sapiens con la canzone “Bella da morire”.
Anna Oxa fu la novità dell’edizione del 1978. La cantante si presentò in versione punk e con qualche chilo di troppo e suscitò giudizi negativi da parte di quel pubblico più tradizionale. Sempre nel 1978 ed anche lui per la prima volta a Sanremo un giovanissimo Beppe Grillo nel ruolo di presentatore, i vincitori di questo festival furono i Matia Bazar con “E dirsi ciao”. L’edizione del 1979 fu ancora una volta presentata da Mike Bongiorno ma ormai nel cast degli interpreti non compariva più nessuno dei grandi nomi che erano stati protagonisti di quei indimenticabili festival degli anni 60. La canzone vincitrice di questa tristissima edizione fu “Amare” cantata da Mino Vergnaghi, ma il giorno dopo della vittoria già nessuno la ricordava.
Anche per il Festival di Sanremo erano calati gli anni di piombo che in ben altro modo avevano segnato L’Italia e gli italiani soprattutto con il rapimento di Aldo Moro.












