di Carlotta D’Amato
Tre ragazzi cresciuti con Antonella Clerici e Toni Renis si sono aggiudicati il sessantacinquesimo festival di Sanremo. Il Volo, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble sono un trio già molto famoso negli Stai Uniti. Sono stati, infatti, i primi artisti italiani ad aver firmato un contratto diretto con una major statunitense. Si sono aggiudicati il 39 per cento dei voti, contro il 35 per cento di Nek classificatosi al secondo posto.
Eccoci qua, all’ultima sospirata puntata del Festival più noioso della storia; stasera scopriremo il vincitore della 65esima edizione che sarà decretato dall’esito del televoto, anche se non comprendo la funziona della giuria demoscopica nell’era del voto da casa. Inizio, troppo tardi ahimè, ad intravedere, però un barlume di ripresa; gli abiti della coppia Emma – Arisa non provocano più un distacco istantaneo delle cornee, Conti biscottino è sempre meno abbronzato, Rocio più spigliata e si respira un’aria quasi e dico quasi di festa, cosa che, d’altronde dovrebbe essere la regola in una manifestazione come questa. Ma fa nulla, tanto ormai, nessuno ci pensa più.
Novità della serata sono i videomessaggi che gli amici dei cantanti hanno registrato per augurare ai concorrenti un “in bocca al lupo”; la Mannoia, J-Ax, Bennato, due mentecatti con le scritta sulla fronte per sostenere Nek, Alessandra Amoroso di Amici in un festival che di Amici ne ha visti troppi e mi accorgo che, purtroppo, ci siamo persi il saluto che Gigi D’Alessio aveva sicuramente registrato per la sua Anna….che disdetta.
Grandi applausi e fischi per la Nannini che viene presentata come autrice di più di 200 canzoni, peccato poi, che canti una cover, ma a Gianna si perdona tutto, ma proprio tutto. Anche un paio di stecche, non aver mai fatto outing, essere sempre così fuori dagli schemi ma comunque così grande. Arriva poi Renato Zero vestito con tutti gli abiti delle vallette messe insieme e, confessate, dopo quanto vi siete accorti che in realtà era Panariello? Io ci ho messo un po’, lo ammetto. Un’esibizione garbata e senza imbarazzo, migliore di quella di Siani, a mio avviso.
Insomma, pareva davvero che questo Festival possa volgere al meglio, quando arriva Will Smith che non si porta più dai tempi di Willy il Principe di Bel Air, e scopro che il suo motto è “divertirsi con la vita”! Nient’meno? Se hai 46 anni, fatto 50 film, e sei miliardario se non ti diverti con la vita sei un cretino. Prova a chiederlo a chi vive con la pensione sociale perché non si diverte con la vita.
Willy è simpatico e dà un po’ di ritmo, per lo meno, si sforza nel giustificare il suo cachet stellare ed è meno abbronzato di Conti e sicuramente più agile e, noto, con stupore che lui e Charlize Theron ed in generale gli attori americani, se la tirano molto di meno di un qualsiasi attore italiano di fiction. Imbarazzante, soprattutto se poi sei costretto ad improvvisare un rap con il presentatore che non parla inglese e nemmeno si sforza.
E mentre sembra che stiano per dare la pubblicità, Conti, legge la classifica, tranne le prime tre posizioni dove a fare la differenza sarà il voto da casa. Nell’intermezzo, Ruggieri che ci allieta con una canzone vivace che ci ricorda ancora gli autori scomparsi, ma, d’altronde è il leit motiv di questo allegro Festival.
Terza la Ayane ed i suoi silenzi per cena, secondo Nek Highlande e primi Il Volo, i tre ragazzotti tenori con una canzone data per favorita ancora prima dell’inzio della kermesse sanremese. In fondo, sono l’unica nota giovane di questa edizione; un sapore nostalgico, vecchio, stantio che, tranne qualche guizzo di questa sera, non ha lasciato spazio a nulla.
Ma d’altronde, la Carrà è in televisione, Romina e Al Bano cantano a Sanremo e il Presidente della Repubblica è della Dc…












