Il 2013 non passerà alla storia come l’anno della scomparsa di Mandela, dell’”abdicazione” di un Papa e dell’elezione di un altro destinato a fare storia; non sarà ricordato certo storia come l’anno in cui il Festival di Sanremo l’ha vinto Marco Mengoni, né quello in cui è nato il “Royal Baby”. Passerà alla storia come l’anno in cui un nuovo quanto inquietante fenomeno si sta diffondendo tra la popolazione mondiale di ogni latitudine, paese, razza, età e religione; il 2013 sarà senza dubbio l’anno del Selfie.
Cosa è un “selfie”? Ci ha pensato il più famoso dizionario al mondo, quello di Oxford, ovviamente, a darne una definizione. Per selfie s’intende un autoscatto di sè stessi destinato ad essere condiviso sui propri profili social come Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest e qualsiasi altro network. Viso in primo piano, o particolare di occhi e bocca, la giusta luce, effetti e filtro adatto e il selfie è servito!
Non c’è persona comune che non abbia sul proprio cellulare un selfie, non c’è personaggio famoso o aspirante tale, che non abbia sul proprio profilo”social” almeno un centinaio di autoscatti che lo/la ritraggono in ogni posa e circostanza, dalla stanza da letto, al bagno, passando per le vacanze ed i fidanzati di turno. Politici, cantanti, attori, addirittura il Papa; nessuno ne è immune, è selfie mania ovunque.
Anche io che notoriamente odio essere fotografata (non a caso nelle foto degli ultimi 15 Natali a casa mia, io non compaio mai…sono da anni, ormai, la mano che le foto le scatta, ma non la faccia in primo piano, ndr) non ho saputo resistere. Dove c’è uno specchio, c’è un selfie, dove c’è un bagno c’è un selfie, dove c’è un letto anche, un panorama, un tramonto…. “e selfie is in the air.”
Mi consola il fatto che anche Obama si sia fatto contagiare da questa moda, basti pensare all’autoscatto con Cameron e la bella prima ministra danese Helle Thorning-Schmidt (durante il memorial dedicato a Nelson Mandela), che ha mandato su tutte le furie la first lady d’oltreoceano che ha costretto il potente consorte a spostarsi per permetterle di sedersi tra i due, così altro che selfie, ma una scarica di schiaffi avrà atteso a casa Barack, perché quando tua moglie ti dice che ti devi spostare, tu lo fai, anche se sei the President of the United States of America.
Ma cosa fa di un selfie, un selfie perfetto? Senza dubbio l’espressione!
C’è la duck face dove le labbra sono volutamente pronunciate come quelle del pinguino Pingù, oppure la kiss face dove si mima un bacio, più o meno pietose, entrambe. Chi crede che sia un fenomeno tutto al femminile si sbaglia! il selfie ha contagiato gli uomini esattamente come le donne, facendo emergere anche in loro quel lato narcisistico ed autoreferenziale che prima dovevano celare. Ma ora non più.. Abbiamo tutti una scusa per farci una foto e pubblicarla su internet! “Tanto lo fanno tutti!” è la bugia che usiamo per autocompiacerci della nostra bellezza (?) e per rendere gli altri consapevoli che “a esse belli, semo proprio belli”.
Altra caratteristica del selfie è che, oltre, al viso, spesso sono immortalate anche le mani, le dita soprattutto; indice e medio alzati come in segno di vittoria, che se fossimo in un paese anglofono ci indicherebbero dove si trova il bagno, in quanto è il segno convenzionale con il quale si chiede, spesso durante una lezione, il permesso per andare alla toilette!! Abbiamo tanto preso in giro i Giapponesi, e abbiamo fatto la stessa fine…facce beote e dita alzate.
Ma cosa non si farebbe per due minuti di visibilità?
Ps. Nella foto sono io. Anche io ho pubblicato il mio Selfie.
Selfiemaniac
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