di Gerardo Mazziotti
Il lungomare una grande discoteca a cielo aperto? Si preannuncia un’estate molto calda fra ricchi balli e cottilon a via Caracciolo. Una idea brillante o discutibile? Un dibattito che ci trascineremo per tutto il periodo estivo…
La mia mente vacilla al pensiero del villaggio turistico che dal 1° giugno fino alla fine di settembre sarà organizzato a via Caracciolo e alla Rotonda Diaz e dei frastuoni che impediranno di riposare ai 200mila napoletani che abitano alla Riviera, al corso Vittorio Emanuele, al parco Grifeo, a via Tasso, a via Aniello Falcone e dintorni.
A meno, ad esempio, che la stampa cittadina non decida di ricordare all’ amministrazione comunale la Direttiva europea del 25 giugno 2002 numero 2002/49/CE, che impone agli Stati membri di “ evitare gli effetti nocivi, compreso il fastidio, della esposizione ai rumori ambientali, che sono causa di problemi psicologici, di pressione e di stress alle persone che ne sono sottoposte anche temporaneamente”.
E la legge italiana numero 447/1995, che l’ha recepita, secondo la quale “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo è tale da provocare fastidio e disturbo al riposo e alle attività umane e, soprattutto, pericolo per la salute dei cittadini”. Dei miei continui inviti al rispetto della normativa contro l’inquinamento acustico il sindaco e gli assessori si sono sempre infischiati tant’è vero che la notte del 31 dicembre scorso siamo stati bombardati fino alle 6 del mattino dai suoni provenienti dalla Rotonda Diaz. Penso che sia un dovere della stampa pretendere il rispetto delle leggi. Basterebbe che gli altoparlanti venissero rivolti verso il mare e che emettessero il numero di decibel previsti dalla Direttiva europea e dalla Legge italiana. Resta irrisolta la questione della via Caracciolo sottratta alla sua funzione storica di strada di traffico.







