di Alessio Buccafusca
Lucrezia Nardone 18 anni compiuti a giugno, diplomata da Gabriella Stazio ,maturità classica, ha vinto una borsa di studio per l’università “Codars Academy” di Rotterdam.
Come ti sei avvicinata al mondo della danza? Penso di aver prima ballato e poi camminato! A casa si ascoltava sempre musica, tutti i generi dalla classica alla rock e i miei raccontano che seguivo il ritmo anche nella culla.
C’è un momento che ricordi in particolare della tua carriera? I momenti sono tanti, ma forse quello a cui sono più legata è relativo al mio primo concorso di danza. Partecipavamo come gruppo, ma la giuria ritenne di assegnarmi una menzione speciale. In quel momento ho sentito che forse i miei sogni avrebbero potuto concretizzarsi.
Quanta cattiveria, gelosia, ipocrisia esiste nel mondo della danza? Indubbiamente la competitività esiste e spesso si presenta in queste forme negative e poco trasparenti. Io fino ad oggi sono stata fortunata. La scuola che ho frequentato, Movimento Danza di Gabriella Stazio, non incoraggia tali comportamenti e riesce a trovare uno spazio di espressione anche per i danzatori meno dotati.
I reality, i talent show aiutano la danza? Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento esponenziale di tali trasmissioni, nello stesso tempo la ricerca della qualità ha preso il posto dei pettegolezzi e delle liti in diretta. Io penso che tali trasmissioni abbiano contribuito innanzitutto ad avvicinare più persone al mondo della danza e questo è sicuramente un aspetto positivo, però abbiamo bisogno di teatri affollati, questo aiuterebbe …
Si diventa prime ballerine per merito o ci sono anche altre strade…? Il merito da solo non basta in nessun campo. Essere imprenditori di se stessi implica anche saper sfruttare al meglio ogni informazione, ogni conoscenza. È chiaro che questo non significa accettare umiliazioni o cedere a qualsiasi tipo di richiesta. Inoltre penso che, alla fine, senza talento vero, comunque, non si fa molta strada.
Sei per il balletto classico o moderno? Decisamente moderno! È stata questa la mia scelta e, tornando indietro, non la cambierei. Riconosco e onoro la danza classica come parte fondante delle nostre radici di danzatori, ma penso che la danza contemporanea riesca a dialogare di più con la realtà che ci circonda.
Hai un ricordo o un episodio divertente o particolare della tua carriera? Avevo circa 10 anni e stavo provando per il saggio di fine anno. Ero con la mia scuola di danza al teatro Politeama. Durante le prove c’era sempre un brusio di sottofondo, ma quando iniziai a danzare sentii un silenzio assoluto e un’ attenzione verso di me che mi imbarazzava e mi rendeva felice allo stesso tempo.
Chi è il tuo mito? Mi è difficile dire un solo nome. Sono diversi i miei miti, ma li accomuna il loro modo unico d’ interpretare la danza. Le innovazioni senz’altro mi affascinano.
Lucrezia sei pronta ad affrontare l’impegno alla Codarts? Non vedo l’ora! So che ci sono molte difficoltà da affrontare. Nuova città, così lontano da casa, nuova lingua, impegno economico, in più le responsabilità legate allo studio, ma io non riesco a smettere di sorridere e conto i minuti che mi separano dalla mia prima lezione presso la Codarts Academy…












Tantissimi auguri per una luminosissima carriera nella danza contemporanea alla giovanissima e bellissima ” Lucrezia Nardone ” , ricca di innato talento , bravura e fascino !
Grazie Maestro per la scoperta di nuovi talenti. Siamo sicuri che Questa giovane danzatrice sarà, se già non lo è una grandissima artista.