Marco Catizone

Marco Catizone

Avvocato, scrittore satirico e giornalista pubblicista. Scrive di politica, teatro e cultura su blog, siti e riviste on line.

Tu vuò fa l’americano


Nicola Cosentino è tornato in carcere. Ad un anno dal precedente arresto per un’altra inchiesta, è coinvolto – con i fratelli Antonio e Giovanni – in un’indagine della Dda che ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari. Secondo le accuse, nel Casertano esisteva una “rete”di abusi e coercizioni, anche grazie all’aiuto del clan dei Casalesi, per favorire le aziende di distribuzione carburanti riconducibili ai Cosentino.

L’enigma Cosentino. Nel senso di Nicola Cosentino, avvocato, ex sottosegretario all’Economia, il fu braccio destro del “creativo” Tremorti, ex coordinatore regionale per il Pdl, il partito del popolo del Nano di Ardcore: per uno nato e cresciuto, anche politicamente, a Casal di Principe passare dall’essere un postino dei boss del Casalese, al ruolo di gran visir del Pdl in Campania era il minimo che poteva capitargli, porello.

Quattro pentiti ad accusarlo, in più vi è una parentela (acquisita, bontà sua) col boss Giuseppe Russo, detto Peppe ‘o Padrino (ca va sans dire): del resto uno i parenti non se li sceglie, gli amici teoricamente sì. Ma andiamo con ordine.
Tutto nacque da una costola del mega-processo “Spartacus”, quello alla cupola casalese, che ha portato all’arresto e alla condanna all’ergastolo di Francesco Schiavone, “Sandokàn” e dell’altro super-boss Francesco Bidognetti, “Cicciotto ‘e mezanotte”; processo che ha visto imputati oltre trenta galantuomini in odor di mafia (non solo, c’è voluta l’escussione di 508 testimoni, è durato 49 udienze, 50 udienze per la requisitoria del pubblico ministero, 108 udienze per le arringhe dei difensori), con centinaia di anni a sentenza comminati alle capesante del crimine made in Campania.

schiavone_sandokan_ansa_482_jpg_370468210

Francesco Schiavone, Sandokan

Un catafalco di carte processuali alto quanto ‘a Torre ‘e Pisa; in uno degli ultimi verbali depositati in Procura, in occasione dell’inchiesta “Spartacus tre” (c’è anche uno “Spartacus due”, sugli appalti truccati e sui cantieri ed imprese gestiti direttamente dalla camorra casalese), un pentito, Domenico Frascogna, racconta di Cosentino, di come fosse il caronte, il traghettatore politico della volontà camorristica dei boss di Casal di Principe: siamo a cavallo degli anni Novanta, Schiavone all’epoca era libero come un fringuello e si godeva l’ozio nella sua villa hollywoodiana, immerso nella sua vasca da bagno colosseale, nel senso che la circonferenza della stessa ricordava quella dell’ Anfiteatro Flavio, volgarmente noto come Colosseo.
A quei tempi Nicolino nostro viene eletto consigliere regionale per Forza Italia, un plebiscito di voti, il trampolino giusto per fare un salto nel salotto buono (vabbè, si fa per dire), tra quei parlamentari di Casta e di Partito che bivaccano in Parlamento: in quegli stessi anni, secondo Frascogna, Cosentino andava facendo la spola tra Schiavone e gli altri boss minori del clan.

nicola_cosentino_ansaIl pentito non lo chiama mai direttamente in causa, ma si riferisce ad un politico molto conosciuto, detto ‘O ‘Mericano, molto attivo sul piano regionale e provinciale, tra Casal di Principe, San Cipriano, Cancello Arnone, e tutta la provincia casertana. Insomma, un vero Camorr-trotter, con tanto di pedigree accreditato nell’ambiente malavitoso. Ma il pentito non è il solo ad accusare Cosentino: anche Michele Froncillo e Gaetano Vassallo, in due distinti interrogatori datati 2008, parlano del bell’indagato come del “postino del boss”.

Vassallo conosce il sottosegretario fin dagli anni Ottanta, quando il piccolo Nicola si faceva le ossa (e si preparava spiritualmente al lavoro sporco)nel partito socialista italiano: era conosciuto nell’ambientino fine della camorra come “quello dei Bidognetti”. Proprio un bel curriculum, ci si stupisce che il ragazzo non l’abbia scritto sul biglietto da visita.; i rapporti tra Cosentino e gli Schiavone sono ben saldi, non c’è da avere paura che il nostro si dimentichi degli amici.

casalesiE le decantate amicizie sono da prima pagina, ben presto ci trascinano anche lui, che ovviamente si dichiara estraneo al tutto, e fino a condanna definitiva vige la presunzione d’innocenza. Ma le circostanze sono comunque inquietanti, come una foto di Giulianoferrara in ammollo desnudo.
Nel 1993, Cosentino e Mario Schiavone, cugino di Sandokàn, si ritrovano concordi davanti al notaio per un matrimonio d’interessi: Schiavone è lì per vendere un terreno (circa due ettari), Cosentino per acquistarlo, prezzo sull’unghia quaranta milioni.
Il piccolo sottosegretario del Casalese si presenta alla stipula dell’atto al gran completo: tutti e cinque i fratelli Cosentino davanti al notaio, una famiglia molto unita a quanto pare.

Un piccolo affare per i Cosentino, eppure c’è tutta la Sacra Famiglia per Mario Schiavone, un pò strano, no? Resta la stranezza di questo atto: un terreno che sorge proprio a ridosso degli appezzamenti di bufale degli Schiavone, che cacchio se ne facevano i Cosentino?

Ma il vero “bissinesse” della famiglia è l’energia.
Chiedete in giro a Sparanise, poco più di settemila anime in provincia di Caserta, e vi diranno a chi appartiene la centrale elettrica entrata a regime nel 2007: sì, è del nostro Nicolino, quel ragazzo una ne pensa e cento ne fa. Il Leviatano elettrico da ottocento megawatt era stato fortemente osteggiato dagli abitanti di Sparanise, e ci volle l’intervento dell’allora ministro Marzano, che come un falco calò da Roma per imporre la centrale. E indovinate chi gli stava affianco, tutto bello sorridente con doppiopetto d’ordinanza? Ma sì, proprio lui, il nostro Nicolino! Quel ragazzo farà strada…

++ COSENTINO: CAMERA, NO AD ARRESTO, 309 VOTI CONTRARI ++Il piccolo Nicola non finisce di stupirci: al suo gruppo appartengono l’Aversana Gas, l’Aversana Petroli, i distributori IP Service, l’Immobiliare 6C, la società Agripont; il fulcro dell’impero rimane comunque la produzione di energie e combustibili fossili, anche grazie alla forte presa dei Cosentino sul territorio. Presa o morsa soffocante? Eh, già, perchè i nostri Cavalieri della Cupola Rotonda, riescono a vincere facilmente appalti e commesse, il loro indice di penetrazione nel territorio è altissimo: e questo, in una terra martoriata dal racket casalese, non è poca cosa. Appare addirittura sospetto. A Sparanise la pompa di benzina più vicina alla centrale elettrica appartiene, guarda caso, ai Cosentino, ma chi la gestiva per conto loro? Il nipote di Giuseppe Papa, noto boss della camorra, condannato per omicidio: quando si dice la coincidenza.
A dire il vero la Dia ci provò pure a fare luce sull’enigma Cosentino: nel ’97 gli negano il certificato antimafia per i cantieri della centrale elettrica, pare che il pericolo di infiltrazione mafiosa sia più di una semplice eventualità. A Nicolino gli viene un colpo: “Gli appalti bloccati? Ma state pazzianno?”.
La società Aversana Petroli ricorre al Tar, poi al Consiglio di Stato, ma evidentemente gli intrallazzi politico-casalesi sono qualcosa di reale e non macchinazioni delle toghe rosse, di un opposizione inopponente, o degli alieni venuti da Marte: Cosentino and Family rischiano grosso, poi, ‘o miracolo! In Prefettura cambiano idea, Cosentino ottiene il permesso: c’entra per caso qualcosa, il fatto che il nuovo Prefetto Maria Stasi sia stata eletta alla Camera col Pdl, lo stesso partito-azienda del bel Nicolino? Mah… Beh, in Campania niente è casuale, e la necessità procura ben strani compagni di letto, ma il tarlo rimane.

NICOLA COSENTINO IN A PRESS CONFERENCE

 

Nicolino pure. Nel 2009, la Magistratura invia alla Camera degli Imputati una fitta richiesta di autorizzazione a procedere per il reato di concorso esterno in associazione camorristica; nel documento, testualmente, ciò si rammetava: “Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni ’90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale […] creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali”. Un vero signore, così nobile d’animo e sentimento che la Camera a malincuore si vedeva costretta a rigettare l’incartamento con un fascio di rose alla Procura, respingendo la richiesta dell’arresto di ‘Nick The American.

CASSAZIONE:SPARTACUS;DOMANI UDIENZA,CASALESI CHIEDONO RINVIO

Nello stesso anno, un altro pentito, Luigi Guida, O’ndrink, accusa ulteriormente il galantuomo di Casale, dichiarando urbi et orbi dei rapporti tra Nicolino e i clan della zona, interessati allo smaltimento illegale dei rifiuti (come non ricordare i rapporti di Cosentino coi fratelli Sergio e Michele Orsi, collusi con la Camorra (il primo fu arrestato per associazione a delinquere, il secondo fu assassinato nel 2008 per aver denunciato dei camorristi): la Camera continuò a negare l’uso delle intercettazioni a carico di Nick, Silvito Goebbels Berluscon lo blinda ancora di più, confermandogli gli incarichi di Governo (deve esser l’Anno della Piovra, nel calendario cinese).
Ma andiamo avanti, suvvia, che la zuppa del Casale non s’è mica già raffreddata? Siete sui Carboni ardenti? Nick pure, perchè Flavio (Carboni, appunto), noto imprenditore, viene pizzicato per delle irregolarità nella gestione degli appalti per degli impianti eolici in Sardegna; gran giramento di pale, nevvero, ma che c’entra questo con il nostro Cosentino-Napoletano?

201037_news_magistratoCarboni è stato arrestato insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia cristiana, nonché ex sindaco di Cervinara (Avellino), e all’imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli: a tutta la cricca, i magistrati capitolini contestano anche l’accusa di: “aver esercitato pressioni sui giudici della Corte Costituzionale al fine di favorire la legittimità del Lodo Alfano, aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale “Per la Lombardia” (la quale appoggiava il candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 e attuale governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni), aver favorito la nomina a presidente della Corte d’Appello di Milano del pm Alfonso Marra” (che effettivamente ottenne la nomina).

E per la stessa accusa, avrebbero pure favorito la posizione di Nicolino come candidato governatore di centrodestra per la Regione Campania alle elezioni 2010, finita nelle melme di scandalotti e dossieraggio interno allo stesso Pdl in Campania, con Silvito Goebbels sceso di corsa a frenare il suo Sottosegretario per lasciare spazio al volto pulito e diafano di Stefano “fantasmino” Caldoro.
Negli ultimi anni, il nostro eroe, dopo aver schivato intercettazioni, richieste della magistratura, processi, arresti e tutto il cucuzzaro, sedeva tranquillo e beato in Parlamento: poi il coupe de theatre, ecco il suo trionfale ingresso nelle patrie galere: fu acciuffato per la collottola una prima volta a marzo del 2013, scelse di fare la maronna ‘mpressiunata , costituendosi “da innocente” a Secondiglinoiano. Mediaticamente la prova fu superata a pieni voti: attaccò il sistema marcio a suo dire, la camorra tutta, chiedendo “al buon Dio la forza per superare questo baratro”.
Buon Dio che aveva altro per la testa, a giudicare dal fatto che il Cosentino penitente aveva pendenti sulla caveza ordinanze di custodia cautelare per concorso esterno in associazione camorristica, reimpiego di capitali e corruzione aggravati. Ovviamente il processo è ancora in corso, ma le esigenze cautelari vennero meno a sentire la Cassazione, ed il nostro Nicolino fiutò ancora l’aria di casa e della libertà: prima ai domiciliari, poi libero come un cardellino senza caiola.

sequestro_CasalesiQuesto fino a pochi giorni fa, Cosentino è stato ri-arrestato dai carramba assieme ai fratellini Giovanni e Antonio (ah, i legami familiari, come manette!) per intrallazzi vari ed eventuali con le società di famiglia per la gestione delle pompe di benzina nel casertano: solite accuse “infondate” di estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica; per la Procura, “Nicola Cosentino vanta un rapporto stabile con il clan dei Casalesi”: e daglie, ancora? Ma allora è ‘na persecuzione giudiziaria! La Dia ha emesso ordinanze come fossero coriandoli, una festa di manette per famigli, amici e sodali, che ha colpito anche Pasquale e Antonio Zagaria (già in carcere), fratelli di Michele, ras del clan dei Casalesi, assieme a Francesco Schiavone. Attraverso un sistema di coercizione verso amministratori e funzionari pubblici locali, avrebbero intimato al Comune di Casal di Principe e alla Regione Campania di favorire le società di famiglia, “per impedire o rallentare la creazione di altri impianti da parte di società concorrenti”.

Per l’accusa Nick ‘o Mericano continuava pure dai domiciliari ad avere sistematici rapporti con i casalesi, e la costituzione del nuovo partito Forza Campania, dopo la scissione da Forza italia, di certo era un quid pluris nella bella carriera del Cosentino-boy, la sua tela continuava ad esser filata, la politica ad essere ingrassata e la camorra a fatturare: una parabola politico-criminale che potrà finalmente trovare la sua degna collocazione tra i libri di folclore e curiosità etno-mitologiche della bella e ferale Campania (In)felix.

Tutti in tavola dunque, che la Zuppa del Casalese è ancora bella e fumante sul desco.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore