di Alessio Buccafusca
Stéphane Fournial è da un mese il nuovo direttore della Scuola di Ballo del San Carlo. Fournial ha danzato con alcune delle più importanti étoiles internazionali: Claude de Vulpian, Carole Arbo, Irena Pasaric, Margaret Illmann, Carla Fracci, Sofiane Sylve ed ha lavorato con grandi coreografi, tra cui Roland Petit, Wayne Eagling, Pierre Lacotte, Robert North, Maurice Béjart, Frederic Ashton, Hans Van Manen, Germinal Casado, Derek Dean, Joseph Lazzini e Tetley, Luciano Cannito.
Gli esami davvero non finiscono mai, per essere nominato direttore della scuola di ballo del San Carlo ha dovuto superare un ennesimo esame: in che cosa è consisto? L’esame consisteva in alcune dimostrazioni con vari gruppo di allievi per mostrare la capacità e l’attitudine all’insegnamento. Inoltre si doveva portare un progetto di visione artistica per dare un rilancio a questa scuola che, sottolineo, è la più antica d’Europa.
La commissione che l’ha esaminata era formata da Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma, Paola Iorio e Nikolay Tsikaridse, direttore della Vaganova Academy: che sensazioni, che ricordi ha di quella giornata? C’era molta tensione in giro la si leggeva negli occhi di tutti. Io, invece, ero molto rilassato. Una sensazione strana. La verità è che non avevo riposto molte speranze sulla scelta finale. Io sono fuori da certi giri, da certi “meccanismi” (chiamiamoli così) e quindi non pensavo mai di ottenere la direzione…Per questo quel giorno ero tranquillo.
Mettiamo le mani nel bilancio… Com’è quello della scuola di Ballo? Sono solo da un mese il direttore. Sinceramente non so rispondere a questa domanda. Credo che non vada ne bene, ne male. Di certo c’è da realizzare un piano pe salvaguardare quello che c’è e, ovviamente, sviluppare ed ampliare progetti a favore per la scuola stessa e per gli allievi.
E’ stato direttore del Monchengladbach e successivamente Tour Manager per l’Het National Ballet di Amsterdam. La direzione della scuola di ballo del San Carlo è la sua grande occasione… Si è chiaro che è una grande occasione sarebbe assurdo da parte mia dire di no. Sono molto onorato e fiero di questa possibilità. Però voglio anche dire che la mia carriera da ballerino l’ho fatta, sono soddisfatto della mia carriera e che non vissuto alcun tipo di frustrazione. Cero ho un’ambizione…
Qual è? Vorrei cercare di dare uno stampo nuovo alla scuola, rilanciarla, metterla al centro di un progetto culturale moderno capace di attirare l’interesse di tante e diverse realtà.
Lei è stato allievo di Solange Golovine, prima ballerina e maitre de ballet al “Ballet du Marquis de Cuevas”, storica compagnia francese, di Rosella Hightower alla Scuola Superiore di Danza di Cannes, di Jean Babile e Serge Peretti come Raymond Franchetti e Noella Pontois dell’Opéra di Parigi. Quale e come dev’essere il rapporto tra insegnante e allievo? Di sicuro un corretto rapporto è quello che manca al giorno d’oggi, L’educazione, l’autodisciplina, il rispetto (da entrambe le parti) sono molto importanti. La scuola di danza è la più bella scuola della vita. E questo al di là della carriera professionale, dei successi in palcoscenico. Si formano uomini e donne.
Qual è il traguardo che si è posto al San Carlo? L’obiettivo è la scuola, un piano didattico chiaro seguendo alcuni canoni tradizionali. E per tradizionali intendo anche dal punto di visto fisico, un elemento che si sta perdendo e che, invece, è molto importante.
Napoli, che cosa significa per lei? Io mi sento molto napoletano, sono istintivo, spontaneo, genuino. Proprio come è Napoli.











Miei carissimi lettori avrei voluto inserire almeno una fotografia del direttore Stephan Fournial con gli allievi .. il Teatro non mi ha autorizzato , mah ?