di Angelo Vaccariello
All’affondo del cardinale Angelo Bagnasco “l’augurio che la libertà di coscienza venga “promossa con una votazione a scrutinio segreto” ha risposto ventiquattro ore dopo Matteo Renzi “Il voto segreto lo decide il Parlamento e non la Cei. E lo dico con stima per il cardinal Bagnasco”. Scaramucce. Conflitti ed ingerenze sono stati ben altri. Basta ricordare, ad esempio, le accese battaglie dei referendum su divorzio e aborto, sulla legge 40, la cosiddetta “procreazione medicalmente assistita”, il caso “Eluana Englaro” e l’eutanasia
Parlare della Chiesa e della sua ingerenza nella politica italiana è un argomento che si ripropone ciclicamente.. Ci si divide tra chi non vede nulla di male (“libertà di espressione”) e chi, invece, la giudica inammissibile. Contrapposizioni a volte contro il governo, a volte contro le opposizioni (come è successo l’estate scorsa sul tema della gestione dei flussi migratori tra il segretario della Cei Nunzio Galantino e il segretario della Lega Salvini, Grillo e Zaia )
A nostro avviso le dichiarazioni del cardinale Angelo Bagnasco, numero uno della Conferenza Episcopale Italiana, non possono essere liquidate semplicemente come una normale forma di libertà di parola. I rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica (nello specifico con il Vaticano) sono regolate da una serie di leggi. La più importante è il “Concordato” recepito anche nella Costituzione italiana. C’è da sottolineare poi che l’Italia passa alla Chiesa tantissimi soldi ogni anno. Proviamo a fare due conti, cosa mai semplice perché non esiste una “contabilità” chiara e trasparente.
Nel 2015 la Chiesa ha ottenuto quasi un miliardo di euro sotto forma di contributo per l’Otto per mille. Ancora, gli sgravi fiscali per le Chiese (esenzioni Imu, Ici, Tares) ammonterebbero a circa 700 milioni di euro l’anno. Circa 60 milioni di euro sono destinati alla Cei per il 5 per mille. Parliamo ancora di tasse. La riduzione dell’Ires ammonta a 100 milioni di euro, quella dell’Irap a 150 milioni di euro e le esenzioni Iva ammontano a 100 milioni di euro. Il contributo dello Stato per i cappellani militari è di 20 milioni di euro l’anno.
Secondo alcune stime, l’insegnamento della religione cattolica nella scuola (altra cosa prevista dal concordato) costa agli italiani 1,3 miliardi di euro l’anno. Circa mezzo miliardi di euro è il contributo degli enti locali alle scuole cattoliche. Esiste, poi, un lunghissimo elenco di altri sgravi “minori” che messi insieme rappresentano un vero e proprio salasso per lo Stato italiano. Tirando le somme, si parla di costi pari a 6,5 miliardi di euro l’anno: una finanziaria. Mai come in questo caso il silenzio sarebbe d’oro.









