“Gli uomini sono tutti uguali!” quante volte avete sentito questa frase (purtroppo, più vicina alla realtà di quanto vogliano farci credere)?
Ebbene, in questa vastissima pletora di maschi molto simili tra loro per scuse accampate, tipologie di risposte, comportamenti seriali tipici di ogni essere di sesso maschile di ogni paese e latitudine, negli ultimi anni sta emergendo una nuova creatura: l’uomo col mestruo.
A prima vista, l’uomo col mestruo appare perfettamente mimetizzato fra la fauna locale, anzi, riesce persino ad emergere fra la massa col suo fare accattivante, spesso brillante (dura poco…), le sue battute simpatiche.

Insomma, l’uomo col mestruo si mostra quasi come un “uomo fuori dal comune” e, si sa, in questi tempi fatti di indecisi, di impauriti, di anaffettivi, di irrisolti, incapaci di fare una scelta e che preferiscono correre dietro alla prima che si mostri più “disponibile” dichiarandole amore eterno ( che dura il tempo necessario per capire che in realtà, la lei di turno è disponibile un po con tutti, ndr), la creatura mestruata, dicevo, sembra merce rara.
All’inizio, in effetti è così. Tutto fila liscio perché l’uomo col mestruo appare affidabile e premuroso senza mai scadere nella leziosità; ed allora, ci si lascia andare. E quando dopo un paio di mesi di frequentazione, il rapporto evolve verso “qualcosa di più”, l’uomo col mestruo si rivela!!! Ci siamo! Inizia la trasformazione…
Faccia gelida, sguardo assente, l’uomo col mestruo viene colto da una rara forma di amnesia selettiva; non ricorda più che tipo di rapporto aveva con te, perde ogni tipo di entusiasmo e di guizzo vitale e se non fosse per qualche grugnito, penseresti che è caduto in uno stato catatonico. E guai a chiedergli cosa gli passi per la testa; perché l’uomo con il ciclo è anche un furbo paraculo.
Ti apostrofa con frasi come “Il problema non sei tu, sono io!” (di solito il problema ha un nome di donna conosciuta 30 secondi prima), oppure “non so cosa provo per te”, “meglio lasciarsi adesso perché andando avanti potrei amarti di più e sarebbe ancora più triste”…e giù con una serie di frasi fra il melodrammatico ed il paranoico mascherate da una svolta introspettiva ed esistenzialista.
Insomma; l’uomo in piena sindrome mestruale è uno che, fondamentalmente, se la canta e se la suona da solo.
Come tenere alla larga questa tipologia di maschio, ahimè, sempre più diffusa? Io un’idea ce l’avrei! Inutile interrogarsi sui perché delle sue reazioni, passare in analisi tutto il vostro rapporto, cercare di capire in cosa si è sbagliato: resettate il cervello, aprite le orecchie e preparate le vostre scarpe da ginnastica migliori perché, amiche mie, quando sentirete frasi come “ti stimo moltissimo”, “ti voglio bene come un’amica ma nello stesso tempo non faccio che pensare a te”, “avrei tanta voglia di vederti ma sono stanco, perché non guidi tu per due ore anche se sono le 10 di sera ed hai appena staccato dal lavoro? No??? Allora sei un’egoista!”, l’unica cosa da fare è scappare a gambe levate più in fretta che si può.
E mentre, magari vi asciugate qualche lacrimuccia, pensate che “avit’ scansat’ nu’ fuoss”, perché a noi la sindrome mestruale passa, a loro, NO.







