Dopo una delirante settimana di calcio parlato sul come si deve esultare o meno a fine partita, sul chi è più o meno provinciale, nei giorni poi che non esistono più le province, in chi ha più soldi vince, come se stessimo al Monopoli; in una settimana dove non sono mancate le consuete esternazioni presidenziali a sproposito di un De Laurentiis che pare giri da queste parti turandosi il naso e che non ha ancora capito che meno parla meglio perché onestamente non ne “ingarra” (indovina) una neanche per sbaglio, finalmente si è ripreso il suo spazio da protagonista il pallone, che fra un rimbalzo farlocco e l’altro, è pur sempre molto meglio di tanti protagonisti di questo mondo dove a far gol è sempre sono sempre la banalità e la superficialità.
Certo che banale è anche tutta la prima parte di questo Parma – Napoli, dove la posta in palio che conta sembra averla solo la squadra di Donadoni che ha più concrete ambizioni ed esigenze di classifica. Mortificato da tre sconfitte consecutive sui campi di Juve, Lazio e Roma, il Parma resta all’inseguimento del quinto posto per l’ammissione all’Europa League facendo la corsa su un’Inter che cammina col freno a mano inserito. E l’operazione aggancio pur senza Cassano ed Amauri è riuscita. Ci ha pensato Parolo con una grande fiondata a rompere una scialba serata di calcio ed è così, che dopo quasi un’ora di gioco senza un solo vero tiro in porta la partita si sblocca. Benitez, fedele al suo credo, al sessantesimo o giù di lì fa il suo primo cambio e, pensate un po’, toglie Higuain per suicidarsi con Zapata, beccandosi anche lo stizzito stupore del Pipita che sembra volergli chiedere “Ma che diavolo stai facendo?”.
Il macchinoso Zapata a dir la verità fa quello che può, è anche il protagonista di un quasi rigore (che l’arbitro trasforma in simulazione, ma se ci fosse stato Higuain sarebbe stato lo stesso?) e di un colpo di testa in acrobazia e d’uno in elevazione. Che poi è tutto quello che ha fatto la squadra di Benitez…








