di Carlo Alberto Paolino
Era già successo con il povero Maurizio Lupi. Costretto alle dimissioni, accompagnato alla porta senza tante cerimonie. E’ la spregiudicatezza renziana, se non fai parte del giglio fiorentino, basta un niente per essere messo ai margini. Quel sottile tam tam di dichiarazioni che esprimono disagio, perplessità, sconcerto per poi tramutarsi in “opportunità politica” che significa tutto e niente, ed è per questa la formula magica del renzismo, la scappatoia per chiudere, anche due occhi con gli amici ed alzare il dito accusatorio, viceversa, per i non amici. O gli amici che finiscono in “disgrazia”
Dura lex, sed Rolex si scrisse quando esplose la vicenda dell’orologio regalato al figlio dell’allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, poltrona che andava liberata.
Quel rapporto d’amicizia con Incalza, quella frequentazione troppo stretta, il regalo del Rolex al figlio del ministro, divennero una questione d’opportunità politica, dimissioni e avanti e un altro. Operazione compiuta.
Ma chi di Rolex ferisce di Rolex perisce, si potrebbe dire. Certo Se venissero attuate sempre le stesse dinamiche, lo stesso metro di valutazione. In questi giorni il Pd accusa di doppiopesismo il Movimento 5 Stelle e, indubbiamente, con qualche ragione per i diversi comportamenti per le vicende di Livorno e Parma. Ma che a parlare siano i dirigenti renzisti è paradossale… Prendiamo la vicenda grottesca e desolante ai confini della realtà avvenuta in Arabia Saudita al palazzo reale di re Salman, l’assalto ai regali, la lite, l’irrituale (non previsto ne consentito da alcun cerimoniale) intervento degli uomini di scorta che hanno sequestrato tutti gli orologi, la figuraccia reale.
Che fine hanno fatto i Rolex? L’ultimo mistero italiano. In beneficenza? Venduti all’asta? I dipendenti pubblici non possono accettare omaggi di valore superiore ai 150 euro (direttive Monti 2012 e legge Patroni Griffi 2013), che diventano 300 per premier, ministri e familiari (decreto Prodi 2007), ogni tanto conviene ricordarlo.
Ah, ma i Rolex che passione. Fanno dimenticare tutto, travolgono, affascinano, li prendi e li dimentichi. Prendiamo il caso della ministra della difesa Pinotti, la vicenda portata a galla da Dagospia.
Durante la missione in Kuwait per la firma dell’accordo per la fornitura all’Emirato di 28 caccia Eurofighter Typhoon, all’inizio di aprile, il ministro avrebbe ricevuto, rivelava il sito di informazione e gossip, tra gli altri doni, un Rolex del valore di circa 40mila euro . Apriti cielo, smentite, minacce di querele, ferme prese di posizione. “Non è vero, non ne so niente” ribatteva il ministro della difesa. Ma poi…
I doni ci sono (e ci sono sempre stati, sostenere che non sia così è puerile…) Rolex compreso. E questa volta la versione di Roberta Pinotti alle telecamere di Sky è lievemente diversa. “Ricevo spesso delegazioni italiane o straniere, e vado spesso all’estero. In questi casi vengono fatti i doni . Regali, che sono presi in consegna dagli uffici di via XX Settembre. Dove c’ è un registro nel quale è annotato l’oggetto consegnato; una stanza dove sono tutti questi doni, catalogati e un ufficio che valuta l’oggetto”.
Confermato il Rolex decisa la destinazione: in beneficenza, insieme agli altri doni, per aiutare la minoranza yazida di Mosul, in Iraq. Ed ecco confezionata una bella storia di cuore e passione, “La destinazione l’ho decisa nel viaggio che ho fatto in Iraq, perché in Iraq sono stata vicino a Mosul, in un campo profughi grandissimo, dove la stragrande maggioranza è yazida. Ho incontrato ragazze yazide che erano state rapite; vendute da un uomo all’ altro, passato due anni in prigionia. Poi si sono riuscite a liberare. Queste ragazze hanno fatto un corso da fotoreporter e mi hanno chiesto di aiutarle a portare avanti questa professione” ha rivelato la ministra “anema e core”.
Che poi le date della favola non coincidano, mica si può fare un “processo” alle buone intenzioni? Che poi si sussurri di uno scontro violento col Premier che vorrebbe fare posto al governo a Vasco Errani o alla Finocchiaro, che qualcuno timidamente parlato di “dimissioni” che volete che sia? Chiacchiere da Palazzo Chigi, il turbinio delle voci e dei retroscena è ordinaria amministrazione, si sa.
Dura led, sed rolex: vai a sapere qual è la volta giusta, e quella no. Dalla giustizia ad orologeria, Siamo passati alla opportunità politica ad orologio. Rolex, è ovvio











