di Ottorino Gurgo
Più volte è stato anche da noi sottolineato che le ormai prossime elezioni europee costituiranno lo spartiacque per valutare quali potranno essere gli sviluppi della politica italiana. L’esito del voto dovrà chiarire molte cose: se esistono possibilità di ripresa per il Pd dopo il disastroso risultato registrato nelle “politiche” dello scorso anno e il cambio al vertice del partito; se il calo di consensi dei cinquestelle è o meno irrecuperabile e prelude ad una scomparsa di questo movimento dalla scena politica.
Ma, soprattutto, il test europeo dovrà chiarire la reale situazione all’interno della coalizione di centrodestra.
Poiché se i sondaggi unanimemente la danno vincente, altrettanto unanime è il convincimento che, dopo il voto, sarà indispensabile arrivare ad un chiarimento di fondo sugli equilibri interni a questa coalizione.
E, a questo proposito, ci sembra utile registrare le manovre delle quali è in questa fase protagonista Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
Nella strategia politica della Meloni ci sono due punti fermi ai quali è indispensabile far riferimento qualora se ne vogliano individuare le intenzioni: il primo è lo spasmodico desiderio di andare al governo; il secondo è la crescente affinità con Matteo Salvini del quale ogni giorno di più condivide posizioni e iniziative.
Sulla strada della Meloni verso il governo con una coalizione di centrodestra (ma dov’è il centro?) si frappone, tuttavia, un ostacolo. Questo ostacolo è costituito da Silvio Berlusconi.
Il leader del Carroccio, infatti, non sopporta il Cavaliere con il quale è decisamente in disaccordo in particolare sulla politica europea e su quella economica. L’obiettivo che Salvini si propone è, dunque, quello di dar vita ad una maggioranza composta dal suo partito, da Fratelli d’Italia e dai transfughi dei cinquestelle è di Forza Italia.
Su quest’ultimo fronte si sta appunto adoperando con particolare zelo la Meloni che si avvale della piena collaborazione di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, esponente di Forza Italia, ma legato da stretta amicizia a Matteo Salvini.
Il rischio che Forza Italia si disgreghi è, in realtà, tutt’altro che astratto, considerata l’età avanzata di Berlusconi e le sue non ottimali condizioni di salute. E senza Belusconi Fora Italia non avrebbe davvero più senso.
Resta tuttavia il dubbio, se l’ipotesi perseguita dalla Meloni, sia perseguibile senza un passaggio elettorale che – si dice – potrebbe avvenire nel prossimo ottobre, ma al quale Mattarella non sarebbe favorevole.
L’attacco sotterraneo, ma non troppo, condotto dai “congiurati” contro Berlusconi induce a riflettere sulla mancanza di quella gratitudine che è merce sempre più rara e in politica del tutto inesistente.











