Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

La vacanza fantasma
di due italiani su dieci

    di Carlotta D’Amato

Negli ultimi due anni, infatti, sono arrivati quasi al venti per cento  i connazionali, concentrati soprattutto in provincia, che scelgono, complici le difficoltà economiche, le cosiddette “vacanze talpa”. Bugie per “coprire” l’impossibilità di partire per le vacanze perché non si hanno i soldi. Lo ha rivelato Antonio Lo Iacono, presidente della Società italiana di psicologia, sottolineando però per quest’anno una sorta di stabilizzazione del fenomeno, probabilmente perché la generalizzazione della crisi riduce l’effetto della “vergogna sociale”. 

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E’ luglio! Manca davvero poco alle sospirate ferie! Quale meta scegliere? Mare o montagna? In fondo, poco importa, perché la cosa fondamentale è, al giorno d’oggi solo una: andare in un posto figo per postare le foto su Facebook. Ma, ahimè, non ci si limita a questo. Si va ben oltre infatti e non di certo muovendosi, ma rimanendo con le mani sulle tastiera ed il sedere sulla sedia. La si inventa una vacanza, ed il gioco è fatto! La pioggia di “like” assicurata e l’autostima schizza alle stelle. Si dà il via così ad una serie infinita di foto (fasulle), di tag (fasulli anche quelli) e di didascalie del tipo “Ecco dove sarò tra qualche giorno!”, “questo sarà il mio yacht”, “ho prenotato per Timbuctù!”, in una spirale patetica che il più delle volte coinvolge anche le amiche e gli amici di turno. E cosa importa se poi si va a Terracina! L’orgoglio (mediatico) è salvo e l’onore anche.

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Insomma, questi teneri bugiardi millantatori se la suonano e se la cantano da soli, perché diciamoci la verità, se vadano a Scalea o a Montecarlo, a noi, inconsapevoli spettatori di questa pantomima, non importa un fico secco.

Un tempo, c’erano le “vacanze talpa”; ci si barricava in casa, finestre chiuse, tapparelle abbassate e si fingeva di essere partiti, mettendo su una sceneggiata alla Totò. Oggi, grazie a Facebook, oltre che alla finta vacanza, si possono produrre anche le finte foto, le finte spiagge, il finto mare, e così via.

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Così, si raccontano vacanze di lusso mentre invece vanno da parenti o amici fuori dal giro delle normali frequentazioni e si fanno qualche lampada abbronzante per mostrare un aspetto “vacanziero”’ e porre rimedio al disagio, amplificato dalla città vuota e da quegli amici che in vacanza ci vanno davvero.

In effetti, raggiungo lo scopo; apparire, acquistare consensi sempre più numerosi, passare per gente figa ed alla moda, inarrivabile, famosa e ammirata. Ah, cosa non si farebbe per la popolarità, per mantenere alto lo status symbol, per essere degli animali sociali sempre sulla cresta dell’onda.

Che dite, glielo diciamo che essere famosi su Facebook è un po’ come essere ricchi al Monopoli? Io eviterei…in fondo, fingiamo anche noi, quanto meno di essere magnanimi.

 

 

 

 

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